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Una donna x la vita – Incontro con Casagrande, Impacciatore e Madè

Di laura.c

Una commedia un po’ romantica, un po’ napoletana e un po’ surreale: la prima prova di regia di Maurizio Casagrande è un mix di ingredienti molto diversi, che racconta la storia dello stressantissimo concierge di un albergo di lusso a Napoli (lo stesso Casagrande), conteso tra due donne agli antipodi. Da un  lato la sua ex (Sabrina Impacciatore), una sorta di cataclisma ambulante che continua a perseguitarlo nonostante si siano lasciati. Dall’altra, una donna dalla bellezza travolgente ( Margareth Madè), apparentemente perfetta, fin troppo per essere vera. Abbiamo incontrato i protagonisti dell’insolito triangolo amoroso di Una donna x la vita a Roma, per la presentazione alla stampa del film che uscirà nelle sale venerdì e avrà una prima proprio a Napoli, nella sua location “morale”, nonostante sia stato girato in larga parte in area capitolina.

Maurizio Casagrande, come le è venuta l’idea del film?

Maurizio Casagrande: Da una ragazza bellissima che mi lasciò qualche anno fa. All’epoca ero fidanzato con una matta e me ne andai per lei. Però ho pensato che raccontare semplicemente la storia di un uomo lasciato da una donna che sembra splendida, e invece poi non lo è, fosse troppo banale, così mi sono interrogato su cosa potesse rappresentare una donna di quel tipo e sono arrivato al personaggio di Margareth, che nasconde un mistero svelato solo nel corso del film.

Come ha trovato gli attori che poi sono venuti a comporre il cast del film? Aveva già in mente la Impacciatore per il ruolo della ex-fidanzata ossessionata e ossessiva?

M.C.: Può sembrare la solita frase fatta, invece sono davvero molto fortunato perché tutte le persone che volevo coinvolgere nel progetto hanno detto di sì. Sabrina mi sembrava molto adatta perché il suo personaggio in realtà non è una donna cattiva, è solo una sempre fuori luogo e sempre fuori posto, come infondo è la vita. Come controparte, invece, mi serviva una donna di una bellezza gelida, apparentemente lontana e irraggiungibile, ma che quando ti si avvicina rivela un lato inatteso. È quello che non ti dovresti mai aspettare, e invece sembra bello, e per questa parte ho trovato subito Margareth Madè.

Margareht Madé, ha deciso quindi fin da subito di accettare il ruolo?

Margareth Madé: Sì, mi ha colpito subito la sceneggiatura, la difficoltà di sviluppare dei personaggi che nascondono tutti un’ambiguità, che verrà mostrata solo dopo un colpo di scena di cui ovviamente non vogliamo parlare. Mi interessava inoltre essere diretta da Casagrande, un bravissimo attore impegnato per la prima volta come regista.

Sabrina Impacciatore, come ha costruito il look del suo personaggio, così stravagante già nell’aspetto fisico?

Sabrina Impacciatore: Esteticamente mi sono ispirata a Amy Winehouse, un po’ perché la amo, un po’ per i riferimenti musicali che mi aveva dato Maurizio per il film. Quello che volevo creare, era un personaggio che anche fisicamente invadesse gli spazi altrui, a partire dai capelli che in effetti son un ingombro esagerato. Questo era il femminile che mi interessava moltissimo esplorare: quello di una donna con dei tratti che appaiono e devono apparire ossessivi, ma che nasconde qualcos’altro. La sfida è stata reggere per tutto il film l’equilibrio tra il sembrare una rompiscatole fissata, praticamente una stalker, e il rivelarmi poi un’eroina romantica dalle virtù insospettate. In più la difficoltà è stata girare per due mesi con una gamba ingessata, un tacco 15, un tutore al braccio e una termocoperta sulla testa. Ma l’ho fatto perché in questo film ho sentito la forza del sogno: si capisce fin dall’inizio che non è una commedia fatta solo per incassare, con formule matematiche elaborate a tavolino, ma una storia che nasce dal desiderio forte di un attore di portarla sullo schermo come suo primo film.

Maurizio, come si è trovato dietro alla macchina da presa, soprattutto considerando che non si è nemmeno sottratto alla recitazione?

M.C.: Diciamo che la scena in cui mi sono divertito di più è quella con Sabrina e Giobbe Covatta in chiesa, che è stata dedicata completamente a loro e quindi mi ha permesso di stare almeno un giorno senza trucco e senza la cicatrice in testa, che è stata un vero tormento. Ma nonostante i problemi che nascono sul set, alla fine mi sono divertito molto. Ho scoperto un lavoro bellissimo e che non conoscevo fino in fondo. Una volta ho letto che per Kubrick girare un film era la parte noiosa del montaggio: da attore lo trovai anche vagamente offensivo, ma lavorando su questo film con immensa dedizione, e standogli vicino fino all’ultimo giorno del mix audio, mi sono accorto che dopo il set c’è davvero un lavoro bellissimo, un mondo affascinante che non conoscevo. È come fare un nuovo film, che si arricchisce e cambia, prende una sua natura, un suo percorso.

Nel film ci sono anche vecchi amici, come Vincenzo Salemme, e perfino suo padre, che è un grande attore di teatro.

M.C.: Io mi innamoro del talento. A volte capita che dietro al talento ci siano delle persone orribili, ma nella maggior parte dei casi è l’esatto contrario. Così ho scoperto di avere un parco amici che è un patrimonio, e non ci avevo mai pensato. In quanto a mio padre, nel film si chiama Eduardo, e non è un caso: per me è l’anima del teatro. Il suo è un piccolo ruolo, ma molto particolare, e per interpretarlo ci voleva assolutamente un attore di spessore come lui.

Margareth, dalla Sicilia a Napoli.

M.M: Sì, io e Maurizio abbiamo girato molte scene a Napoli, che è una città meravigliosa. Il film poi è girato anche a Posillipo, una zona che non ha bisogno di presentazioni, ma ho avuto la possibilità di visitare e apprezzare anche altri quartieri, compreso Spaccanapoli. Essere accompagnata da Maurizio, poi, è incredibile: lì è un vero mito e lo adorano tutti.

Una donna x la vita uscirà il 21 settembre, distribuito da Medusa Film. Nel cast, anche  Neri Marcorè, più i cammei di Alena SeredovaGiobbe CovattaPino Insegno,Maurizio MattioliVincenzo SalemmeAntonio Casagrande e Biagio Izzo.

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