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Guillermo del Toro spiega perché ha cambiato idea per la post-conversione 3D di Pacific Rim

Di Marlen Vazzoler

Quante volte abbiamo sentito attori o registi fare dietrofront e rimangiarsi dichiarazioni fatte in precedenza. Immaginatevi poi la sorpresa quando ieri, in un’intervista a Shock Til You Drop, Guillermo del Toro ha spiegato di aver accettato la post-conversione in 3D per il film Pacific Rim, sebbene una decina di giorni fa aveva reiterato di essere fortemente contrario a questa scelta imposta dalla Warner Bros.
Ma facciamo un passo indietro, sin dal Comic-Con del Toro ha dichiarato più e più volte che non voleva che il film fosse realizzato in 3D, perché le immagini viste tramite le lenti degli occhiali 3D vengono rimpicciolite, un effetto che avrebbe ridotto la maestosità dei mostri e dei robot presenti nella pellicola, alti 50 piani. Per poter cambiare idea sulla post-conversione, del Toro ha posto quattro condizioni allo studio: non forzare il 3D, 40 settimane di post-conversione, un extra budget e realizzare le scene in CG direttamente in 3D, e con sommo piacere del regista, la Warner ha accettato tutte le proposte.

“Quello che è successo è stato che, nelle settimane e nei mesi successivi al Comic-Con, ho chiesto allo studio di accettare quattro punti che volevo realizzare. Man mano che arrivavano sempre più scene dalla ILM, mi rendevo conto sempre di più che c’erano solo un paio di scene che sarebbero state miniaturizzate. Ho chiesto allo studio, numero uno, che non avremmo fatto una super post-conversione. Ovvero non avremmo forzato il 3D sui beauty shot. Che avremmo mantenuto le dimensioni giganti. Hanno accettato. Numero due, hanno accettato di fare qualcosa di molto insolito. Normalmente una conversione richiede un paio di settimane.
Ho chiesto di iniziarla immediatamente in modo da poter utilizzare completamente 40 settimane per eseguire la conversione. Ad esempio, Titanic ha richiesto circa 50 settimane per la conversione. L’ultima cosa che ho chiesto e che hanno accettato, ed è stato incredibile, è che ho chiesto di darmi un budget supplementare, che è notevole, per far si che la ILM creasse il materiale composito in CG con il 3D nativo. Non stiamo rinunciando a degli elementi. La ILM sta realizzando il materiale composito in 3D sin dall’inizio. Questo è un elemento molto, molto importante. Da ora sarò coinvolto nella loro supervisione. Che cosa volete che vi dica? Ho cambiato idea. Non sono un candidato alle politiche. Posso fare un Romney”.

È interessante notare come la Warner abbia cambiato la sua politica per il 3D nel corso degli ultimi due anni, in particolare per questo film. Due anni fa lo studio richiese di fare una velocissima post-conversione per Scontro tra Titani, per sfruttare il successo del 3D lanciato da Avatar. Ora lo studio non solo ha deciso di dare un budget extra, ma ha accettato tutte le condizioni di del Toro, segno che ha grande fiducia nella pellicola realizzata dal regista.
Per quanto riguarda invece la decisione di del Toro di non applicare il 3D nei beauty shot, e soprattutto nelle scene in cui sono presenti gli elementi giganteschi, implicherà che in quelle scene le immagini saranno più ‘schiacciate’, quindi più vicine al 2D che al 3D, ma questa scelta permetterà di mantenere una grande distanza tra gli elementi, ad esempio tra i robot e gli esseri umani, evitando la miniaturizzazione dei robot che altrimenti col 3D riceverebbero una voluminosità simile a quella delle persone.
Nel cast del film ci sono Charlie HunnamRinko KikuchiIdris ElbaCharlie DayMax Martini e Willem Dafoe. Per maggiori informazioni potete consultare le nostre News dal BlogPacific Rim uscirà in Italia il 12 luglio 2012.

Fonte Shock Til You Drop

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