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Dredd – Alex Garland considera i sequel un sogno ad occhi aperti

Di Marlen Vazzoler

alex garland dredd Karl Urban Olivia Thirlby

Lo scorso fine settimana Dredd è uscito nei cinema americani, e nonostante l’hype creatosi per il film al Comic-Con di San Diego, le recensioni positive e un 77% su Rotten Tomatoes, il film è stato un flop, dato che ha incassato solamente poco più di 6 milioni di dollari. La pellicola non è stata ancora annunciata per il mercato italiano, e se gli incassi non miglioreranno per mezzo del passaparola, difficilmente vedremmo la realizzazione di un sequel.

Allo sceneggiatore Alex Garland, durante la promozione del film, è stato più volte chiesto se c’è già qualche idea per la realizzazione di un possibile seguito, per il momento sappiamo solamente che ha già scritto degli script che messi insieme, darebbero vita a una trilogia. Le speranze per vedere un seguito di Dredd, sono al momento molto scarse, e Garland era pienamente conscio di questa situazione, ancora prima dell’uscita del film.

“Ho pensato molto sui sequel. Ci sono tre sceneggiature già scritte, che vagamente formano una trilogia, a cui dovrò lavoraci molto per fare in modo che vadano bene, ma ci sono. Può sembrare, che si tratta di un piano cinico, in realtà non lo è affatto. Sono un fan del fumetto. Ci sono un sacco di altre storie che volevo raccontare. Ho provato a raccontarne alcune, prima, e in un modo o nell’altro ho fatto un casino con la sceneggiatura, così ho dovuto ricominciare da capo ed ho finito lo script che abbiamo girato”.

Garland ha spiegato di aver provato ad adattare alcune storie famose del fumetto, ma ogni volta c’era stato il problema che veniva dato per scontato qualche elemento del mondo di Dredd, e per questo motivo non andavano bene.

“Mi piacerebbe fare più [film], ho altre idee. Ma non ho il diritto o percepisco l’aspettativa che potranno accadere. Si tratta di un film con rating R negli Stati Uniti, un 18 a casa (In Inghilterra, dove vive Garland, la classificazione 18 corrisponde al nostro VM-18, ndr.). Dobbiamo fare un sacco di soldi prima che qualcuno ci dia la possibilità di lavorarci di nuovo. Onestamente, sono contento di questo [film] e i sequel sono come un sogno ad occhi aperti, che è davvero quello che sono, sono solo un sogno ad occhi aperti”.

Trattandosi di un film indipendente, per Garland una delle sfide più difficili nel realizzare il film, era di riuscire a fare un buon lavoro in sala di montaggio, sfruttando tutto il girato che era stato filmato, senza fare tagli. Il risultato è un film di 97 minuti. Ma per ottenere questo risultato è stato necessario fare dei reshoot, una pratica che in alcuni film ha dato vita a diverse preoccupazioni. Ma secondo Garland i reshoot dovrebbero essere usati più spesso, in quanto sono molto utili per correggere delle scene in cui c’è qualcosa che non va.

“Una delle vere sfide del montaggio, è stato il riuscire a fare un buon lavoro di montaggio sul film, pur senza lasciare che nulla finisse sul pavimento della sala di montaggio. Ecco perché le scene sono state riproposte, e delle inquadrature sono state riutilizzate e, talvolta sono state cambiate e riprodotte all’indietro o accelerate e messe in altri posti. Quindi, non penso che ci sarà un altro taglio del film. È questo. In effetti, alla fine abbiamo fatto dei reshoot perché ne avevamo bisogno, avevamo abbiamo bisogno di altro materiale, così abbiamo fatto dei reshoot circa un anno dopo. E credo che ci abbiano aiutato a girare l’angolo in fase di montaggio.
Mi piacerebbe che si potessero fare più spesso [i reshoot], perché vai a vedere la pellicola e pensi wow, abbiamo perso questo, questo, questo e questo. E se poi si è fortunati, si ha la possibilità di tornare indietro a rigirare.
Ci sono state due lunghe scene che sono state rigirate, che non erano nel corpo principale delle riprese. Una era l’introduzione di Dredd, in realtà, dove intrappola un ragazzo in un centro commerciale e utilizza una sorta di proiettile incendiario per colpirlo. Era una scena completamente diversa che prima non esisteva.
E l’altra erano i momenti finali del film, quando Dredd e la sua antagonista Ma-Ma, interpretata dall’incredibile Lena Headey, si trovano finalmente faccia a faccia. Abbiamo allungato la scena in modo considerevole, perché ne avevamo bisogno. Siamo stati fortunati che la Lionsgate e la IM Global sono stati disposti a sostenere il film in misura sufficiente, per darci più soldi e fare qualcosa in più”.

Quale sarà a questo punto il futuro della franchise? Il film di Stallone che aveva un rating più accessibile ma era meno fedele al fumetto, era stato un flop, e questo suo insuccesso ha permesso a Garland di ottenere la licenza e di realizzare questa nuova versione. Per il momento il film di Travis, nonostante i consensi e la fedeltà all’opera originale, è crollato la prima settimana al botteghino americano. Gli studio dovranno puntare sui mercati esteri per provare a guadagnare qualcosa di più al botteghino. Ma se la situazione non migliorerà, dovremmo aspettarci un nuovo reboot fra un’altra ventina d’anni?

Fonti Collider, Movies.com

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