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The Bourne Legacy – La recensione in anteprima

Di Leotruman

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La saga cinematografica di Jason Bourne con protagonista Matt Damon è stata un crescendo di qualità, consensi e gradimento del pubblico riscontrato solo in poche altre occasioni. Tanta la carne al fuoco nel primo discreto thriller diretto da Doug Liman, che ha preso sapore e spessore grazie a Paul Greengrass nei successivi episodi.

Il pubblico ha nel cuore il personaggio di Bourne, ma allo stesso tempo era desideroso di scavare a fondo nella mitologia del personaggio creato da Robert Ludlum per i suoi romanzi. Con l’addio di Greengrass e Damon, la strada scelta non è stata quella del banale prequel o sequel, ma più interessante: hanno optato per uno spin-off che si svolge in contemporanea con gli avvenimenti di The Bourne Ultimatum, regalando una nuova prospettiva e svelando molti retroscena del complotto. Assistiamo quindi, da una nuova angolatura, all’omicidio di Simon Ross, all’arrivo di Bourne a New York e a diversi altri punti chiave che i fan della saga  non faticheranno a ricordare.

Tony Gilroy (Michael Clayton) ha avuto il difficile compito sia di scrivere che dirigere questo nuovo episodio del franchise, ma avendo collaborato alla stesura della prima trilogia salta all’occhio immediatamente la sua sicurezza nel maneggiare il corposo materiale. Assente qualsiasi tentennamento e il meccanismo sembra girare come perfettamente oliato.

La pellicola è divisa nettamente in due parti. Nella prima ci vengono presentati i due filoni narrativi: quello con protagonista l’agente segreto Aaron Cross (Jeremy Renner) e quello di CIA e altre agenzie governative. Entrambi gli schieramenti sono alle prese con la “Bourne Legacy“, l’eredità dell’agente Treadstone Jason Bourne che con la sua fuga, le sue azioni e dichiarazioni ha portato alla luce un sistema che va ben oltre la nostra immaginazione. Si scopre infatti che Eric Byer (Edward Norton) è un potentissimo uomo a capo della NRAG (National Research Assay Group), un’agenzia segreta che non solo ha ideato il progetto Treadstone, ma in contemporanea tanti altri progetti simili basati sul potenziamento di agenti segreti e la loro trasformazione in macchine da guerra. Il tutto con metodi chirurgici, immunologici, virologici e molto altro!

The Bourne Legacy Tony Gilroy Rachel Weisz foto dal set 1

Proprio mentre Treadstone è venuto a galla e sta per essere smantellato, si scopre essere collegato ad un secondo programma, Outcome, del quale fa parte anche l’agente Cross. Byer, per evitare di vedere coinvolto tutto il suo lavoro, decide di eliminare l’intero programma ma si troverà a dover far i conti l’agente, per nulla intenzionato a morire. La prima metà, che contiene poche sequenze d’azione ma è ricchissima di tensione (anche perché tiene incollati alla poltrona mentre viene alla luce tutto il background della trilogia), lascia spazio ad una seconda parte dove i due mondi si scontrano, e nella quale Cross si allea con la dottoressa interpretata da Rachel Weisz per cercare di assicurare la propria sopravvivenza (e non solo).

Gilroy ha scelto di mantenere praticamente intatti lo stile visivo e i registri utilizzati nei primi film, in particolare in quelli di Greengrass. Dialoghi incalzanti, ritmo serrato (nella prima ora succede così tanto che ne sembrano passate due!), montaggio frenetico senza mai perdere troppa lucidità. Rispetto a Greengrass si perde invece qualcosa in eleganza nelle scene d’azione, che sono concentrate nella seconda parte e che coinvolgono, ma senza stupire. L’inseguimento in moto per le strade di Manila è troppo forsennato e veloce, mentre Gilroy da il meglio di sé nelle scene in spazi ridotti, come la sparatoria nel laboratorio, una scena di grande impatto emotivo.

Eccellente il cast. È un piacere rivedere, anche se per poche scene, volti noti come Joan Allen e Albert Finney, ma i nuovi protagonisti non fanno rimpiangere nessuno. Edward Norton non è mai stato così algido e impenetrabile, e ci mette un po’ a scoprire le sue carte. È facile invece affezionarsi a Jeremy Renner fin dalla prima inquadratura, un attore che dopo due nomination agli Oscar per The Hurt Locker e The Town si è abbonato a franchise, tutti di grande successo: dopo il quarto Mission: Impossibile e The Avengers, eccolo nuovamente nei panni del superuomo d’azione, con una leggera vena ironica, e senza mai perdere il contatto con la realtà (molto realistico il suo comportamento e le sequenze di combattimento, mai eccessive). Una conferma Rachel Weisz, in particolare quando la dottoressa espone il suo lato fragile tirando però fuori i denti.

In sostanza l’approfondimento ideato da Tony Gilroy soddisferà anche i fan più esigenti, grazie ad una sceneggiatura solida e personaggi validi. Deludente e sottotono la sequenza finale: siamo d’accordo che si tratta di un primo capitolo di questo potenziale secondo ramo del franchise, ma a questo punto era meglio un cliffhanger rispetto ad un’unica scena finale senza sapore.

La speranza: un incontro tra Aaron Cross e Jason Bourne già nel secondo episodio, magari nel finale, per poi combattere fianco a fianco in un’eventuale terza parte. Sogno o possibile realtà? Il film in ogni caso si conclude con lo stesso tema sonoro del terzo episodio, Extreme Ways di Moby.

Voto: 7

The Bourne Legacy farà il suo ingresso nelle sale italiane il 7 settembre. Per maggiori informazioni sul film potete consultare le nostre News dal Blog o visitate la pagina Facebook del film.

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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