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Il cavaliere oscuro – Il Ritorno non entusiasma i membri dell’Academy

Di Marlen Vazzoler

In queste ore sono uscite diverse notizie riguardanti il film Il cavaliere oscuro – Il Ritorno, ma la più importante è senza dubbio quella riguardante la sostanziosa donazione alle vittime di Aurora, da parte della Warner Brothers. Secondo alcune fonte di THR, lo studio contribuirà a un fondo scelto dal governatore del Colorado, John Hickenlooper, tramite il sito web givinfirst.org, un programma ideato dalla Community First Foundation del Colorado, che ha radunato diverse organizzazioni non-profit che offriranno aiuto e supporto alle vittime.

La Warner non pubblicizzerà a quanto ammonterà la cifra, ma le fonti di THR riportano che è alquanto sostanziosa. Lunedì sera il CEO Barry Meyer ha mandato una e-mail agli impiegati per avvisarli della donazione, inoltre ha fornito loro le istruzioni per poter fare delle donazioni alle vittime, a titolo personale. Il gesto della Warner è sicuramente da apprezzare, così come la decisione dello studio di non annunciare i dati al botteghino per tutto il fine settimana. Grandi plausi nei confronti dello studio sono stati fatti sabato sera, anche dal presidente dell’Academy of Motion Pictures Arts & Science, Tom Sherak, che ha preceduto con un discorso e poi un momento di silenzio la proiezione di Il cavaliere oscuro – Il ritorno, destinata a parte dei membri dell’Academy.

Il film è stato accolto senza entusiasmi, nonostante la sala piena. Dopo la proiezioni nessuno si è fermato e tutti se ne sono andati dopo la fine dei titoli di coda, ma Sherak ha giustificato così, il comportamento dei membri dell’Academy:

“Sapevamo che avremmo avuto una grande folla, ancora prima della tragedia; molte persone avevano parlato della loro partecipazione. Anche io, che normalmente non vengo da questa parte della città per andare a vedere un film, ero intenzionato a venire ancora prima della tragedia, perché dava la sensazione di un grande film estivo e volevo vederlo. Dopo quello che è accaduto, non puoi stare lì e metterti a parlarne. Normalmente, penso che ci sarebbero state più conversazioni [dopo la proiezione]… [durante il film] pochissime persone si sono spostate. È un film molto intenso”.

Fatto sta che ci sono stati sporadici applausi, e quando un film piace, solitamente i membri dell’Academy si fanno sentire, e più grande è l’ovazione, più è alto il numero delle nomination. Secondo alcuni membri il film è stato un disappunto, e per questo motivo non otterrà delle nomination oltre al livello tecnico. Quindi niente miglior film, e nessun riconoscimento per il lavoro degli attori? Bret Easton Ellis, presente alla proiezione ha twittato:

“Non che importi, ma non c’è stato amore per Il cavaliere oscuro – Il Ritorno all’affollata proiezione per l’Academy che si è tenuta stanotte a Los Angeles”,

aggiungendo poi di aver apprezzato l’interpretazione di Bale. C’è da dire che molti altri membri dell’Adademy non hanno visto il film, per questo motivo è un errore basare il futuro delle nomination del film, su questa proiezione. Ma considerando il rapporto tra i film di Nolan e l’Academy, non dovrebbero sorprendere che il film abbia ottenuto delle reazioni miste.

Infine chiudiamo con la dichiarazione di Nolan, recuperata dal Forum di SuperHeroHype, in cui dice addio a Batman:

Alfred. Gordon. Lucius. Bruce… Wayne. I nomi che sono venuti a significare così tanto per me. Da oggi, fra tre settimane dovrò dire l’ultimo addio a questi personaggi e al loro mondo. È il nono compleanno di mio figlio. Era nato quando la Tumbler veniva incollata nel mio garage con pezzi casuali dei kit per modellini. Molto tempo, molti cambiamenti. Un passaggio dal set in cui alcuni scontri a fuoco o un elicottero sono stati eventi straordinari, ai giorni lavorativi dove una folla di comparse, la costruzione di demolizioni, o mutilazioni a migliaia di metri in aria sono diventati familiari.
La gente chiede se avessimo sempre previsto una trilogia. È come se ti chiedessero se avevi programmato di crescere, sposarti, e avere dei bambini. La risposta è complicata. Quando David ed io abbiamo iniziato ad aprire la storia di Bruce, abbiamo flirtato con quello che sarebbe potuto venire dopo, poi siamo indietreggiati, non volendo guardare troppo in profondità nel futuro. Non volevo sapere tutto quello che Bruce non poteva [fare], volevo vivere con lui. Ho detto a David e Jonah di mettere tutto quello che sapevano in ogni film, mentre li facevamo. L’intero cast e la troupe hanno messo tutto quello che avevano nel primo film. Niente trattenute. Niente è stato salvato per una prossima volta. Hanno costruito un’intera città. Poi Christian e Michael e Gary e Morgan e Liam e Cillian hanno iniziato a viverci. Christian ha preso una grossa fetta della vita di Bruce Wayne e l’ha resa assolutamente convincente. Ci ha portato nella mente di una icona pop e non ci ha fatto mai notare per un istante la natura fantasiosa dei metodi di Bruce.
Non ho mai pensato che avremmo fatto un secondo – quanti sequel buoni ci sono? Perché tirare i dadi? Ma una volta sapevo dove avrei voluto Bruce, e quando ho iniziato a vedere gli scorci di un antagonista, è diventato essenziale. Abbiamo ri-assemblato la squadra e siamo tornati a Gotham. È cambiata in tre anni. Più grande. Più reale. Più moderna. E una nuova forza del caos veniva alla ribalta. L’ultimo e spaventoso clown, portato spaventosamente in vita da Heath. Non abbiamo serbato nulla, ma c’erano delle cose che non siamo stati in grado di fare la prima volta – un costume di Batman con un collo flessibile, le riprese in Imax. E le cose di cui avevamo paura – distruggere la Batmobile, bruciare il sanguinolento denaro del cattivo per mostrare un totale disprezzo per la motivazione convenzionale. Abbiamo preso la presunta sicurezza di un sequel come licenza per buttare al vento la prudenza e ci siamo diretti verso gli angoli più bui di Gotham.
Non avrei mai pensato che avremmo fatto una terzo – ci sono dei grandi sequel dei secondi? Ma io continuavo a chiedermi della fine del viaggio di Bruce, e una volta David ed io l’abbiamo scoperta, ho dovuto vedere con i miei occhi. Dovevamo tornare a quello che avevamo appena osato sussurrare, in quei primi giorni nel mio garage. Stavamo facendo una trilogia. Ho chiamato tutti di nuovo insieme per un altro tour di Gotham. Quattro anni dopo, era ancora lì. Sembrava un po’ più pulita, un po’ più lucida. Wayne Manor era stata ricostruita. Dei volti noti erano tornati – un po’ più vecchi, un po’ più saggi… Ma non tutto era quello che sembrava.
Gotham stava marcendo nelle sue fondamenta. Un nuovo male sgorgeva da sotto. Bruce aveva pensato che Batman non era più necessario, ma Bruce si era sbagliato, proprio come io mi ero sbagliato. Batman doveva tornare. Suppongo che sarà sempre così.
Michael, Morgan, Gary, Cillian, Liam, Heath, Christian… Bale. I nomi che sono venuti a significare così tanto per me. Il mio tempo a Gotham, seguendo una delle figure più grandi e duraturi della cultura pop, è stata l’esperienza più stimolante e gratificante che un regista potesse sperare. Mi mancherà Batman. Mi piace pensare che gli mancherò, ma non è mai stato particolarmente sentimentale.

Fonti THR, THR, SHH

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