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Harvey Weinstein richiede un dibattito con i vari filmaker, sulla violenza nei film

Di Marlen Vazzoler

Le percussioni della sparatoria nel cinema di Aurora, cominciano ad allagarsi. La prima vittima cinematografica è stata Il cavaliere Oscuro – Il Ritorno, è poi seguito Gangster Squad, per cui è stato deciso di togliere una scena e di rinviare il film. Nel caso di Step Up Revolution, lo studio non ha voluto togliere una scena in cui i protagonisti indossano delle maschere e minacciano delle persone, ad un party, con dei fumogeni, che secondo alcuni sarebbe di cattivo gusto dopo gli ultimi eventi, mentre sono nate diverse voci di un possibile rinvio di alcuni mesi, dell’uscita in sala di pellicole molto violente.
A questo punto la situazione potrebbe peggiorare ulteriormente, visto che proprio Harvey Weinstein, famoso per aver prodotto nella sua carriera molti film violenti (tutti quelli diretti da Tarantino, per esempio ndr.), dice ai filmaker hollywoodiani dalle pagine del Huffington Post, che non possono “sottrarsi alle loro responsabilità” per aver mostrato la violenza in film popolari, e al contempo chiede ai politici americani di prendere posizione per dare una regola all’accesso alle armi da fuoco.

“Avere la National Rifle Association che comanda gli Stati Uniti d’America è patetico. E sono d’accordo con il sindaco Michael Bloomberg: è il momento di farsi valere o stare zitti sul controllo delle armi per entrambe le parti. Mitt Romney (il candidato alla presidenza dei Repubblicani ndr.) è meglio che dica da che parte sta, e la gente sa che io sono un fermo sostenitore del presidente e credo che anche lui debba fare lo stesso”.

Weinstein spera che i membri della comunità hollywoodiana prendano questa opportunità per avere un onesta conversazione su come la violenza sullo schermo influenza gli eventi nel mondo moderno.

“Penso che come filmaker dovremmo sederci – i Marty Scorsese, i Quentin Tarantino, e spero tutti quelli fra noi che parlano di violenza nel film – e discutere il nostro ruolo in tutto ciò”.

In questo tavolo, cosa potrebbe essere deciso? Non produrre più film violenti? E gli horror? Oppure cambiare il sistema di rating per non esporre i bambini a delle immagini troppo forti? Questo argomento è stato fatto notare più volte alla MPAA, e forse questa volta ci potrebbe essere un aggiornamento della regolamentazione dei rating.
Il produttore aggiunge infine che ha sempre combattuto con la violenza nei film.

“Sono stato coinvolto con film violenti, ed ho anche detto ad un certo punto ‘Non ne posso più. Per piacere tagliala’. Sapete, devi rispettare il filmaker, ed è un problema tosto”.

Una discussione su questo tema è sicuramente bene accetta, ma bisogna sperare che non inizi a livello massiccio una caccia alle streghe nei confronti dei film violenti, che in realtà non hanno nessuna colpa con quanto avvenuto ad Aurora.

Il Guardian riporta che secondo un recente sondaggio della NRG, gli spettatori stanno considerando di non andare al cinema questo fine settimana, in particolare nei multisala. Ma Amy Miles il capo dell’ufficio esecutivo della più famosa catena di cinema negli Usa, la Regal, ha minimizzato la possibilità che gli incassi di questo week-end possano soffrire nuovamente per la strage.

“Con rispetto per lo studio, penso che sia un po’ prematuro per noi commentare con rispetto quale sarà l’impatto che vedremo nei cinema. Mentre parliamo ci sono diversi film che stanno andando bene. E probabilmente è meglio aspettare di vedere come andranno i prossimi due fine settimana prima di formulare qualsiasi tipo di opinione costruttiva”.

Per il momento penso che la Miles abbia ragione, fare dell’allarmismo non serve a niente, bisogna attendere i dati di almeno altre due settimane, per poter vedere se c’è un effettivo calo negli incassi o se è una reazione momentanea.

Fonti HP, Guardian, THR, THR

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