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Comic-Con 2012, Il nostro commento ai pilot di Revolution, Arrow e The Following #ComicConSW

Di Leotruman

Calcio d’inizio nella serata di ieri al Comic-Con 2012 di San Diego, l’importante convention di cinema, fumetti e molto altro ancora alla quale stiamo partecipando in California (potete dare un’occhiata alle prime immagini arrivate sulla nostra pagina Facebook).

Come di consuetudine ad aprire al pubblico l’enorme Convention Center della città è stata la preview night, una serata dedicata alla visita in anteprima dell’exbitiion hall e alla proiezione di alcuni pilot televisivi in anteprima.

Quest’anno è Warner Bros ad aver portato ben cinque serie in anteprima: 666 Park Avenue, Arrow, The Following, Revolution e Cult. Abbiamo assistito alla proiezione nella Ballroom 20 (qui sotto potete vedere l’enorme sala appena aperta mentre si riempe) dei pimi quattro ed ecco la descrizione dettagliata ed un commento per ognuno. Ricordo che si tratta di episodi finiti, che però potrebbero subire delle modifiche prima della messa in onda ufficiale, come già successo in passato.

666 PARK AVENUE

Si tratta di un nuovo serial che andrà in onda su ABC a partire dal prossimo autunno la domenica sera. Le star sono Terry O’Quinn (Locke di Lost) e Vanessa Williams (Desperate Housewives, Ugly Betty), che compongono l’inedita coppia proprietaria di un condominio di lusso a Manhattan, situato al 999 di Park Avenue. Non è un caso che quando la targa fuori dall’edificio viene illuminata in un particolare modo, l’ombra proietta il numero del diavolo 666: l’edificio infatti nasconde non pochi segreti, misteri e maledizioni.

Il pilot si apre con la scena di un concerto vediamo appunto Olivia e Gavin. Uno dei violinisti viene inquadrato e ha le mani insanguinate, quasi come se fossero stigmate, e nella scena successiva lo sentiamo parlare al telefono terrorizzato, chiedendo più tempo: una volta arrivato davanti ad un portone si apre una piccola fessura e viene completamente risucchiato. Il portone è quello del 999.

L’episodio prosegue con l’arrivo di una coppia felice nel palazzo. Jane (Rachael Taylor, Charlie’s Angels) vuole sostenere il colloquio con il proprietario per diventare manager dell’edificio. Dopo un avvio col piede sbagliato, saprà conquistare Gavin che le affiderà non solo l’incarico ma anche un lussuoso appartamento nello stesso palazzo dove si trasferisce immediatamente insieme al fidanzato Henry (Dave Annable, Brothers & Sisters). La gioia lascia subito spazio all’inquietudine, con scene a metà tra L’Avvocato del Diavolo e Rosemary’s Baby. La donna troverà in lavanderia un misterioso mosaico, il quale sembra essere la sede di qualche rito oscuro, ma inizia a vedere anche misteriose presenze: fantasmi o realtà?

Da alcune sequenze successive capiamo che probabilmente è proprio Gavin ed esserci in mezzo: tormenta telefonicamente (e non) un’altra persona che vive nel palazzo, proprio come aveva fatto con il violinista. Anche lui ha le mani insanguinate, e anche lui ha bisogno di qualcosa. Si inizia a credere che il personaggio di Terry O’Quinn sia proprio un intermediario con il diavolo che fa firmare una qualche specie di patto. In questo caso riporta in vita la moglie dell’uomo (si era suicidata), ma chiede in cambio di commettere un omicidio selezionato. Non riuscendo a compiere il gesto anche quest’ultimo verrà risucchiato, questa volta in una parete non prima di atroci sofferenti, e la moglie tornerà nel mondo dei morti… non prima ovviamente di essere stata vista da Jane.

Si intreccia anche la storia di altri due coinquilini, uno dei quali è interpretato da Robert Buckely, scrittore fallito che continua a fissare il monitor del computer in attesa di iniziarlo questo libro, anzi la bella vicina della finestra di fronte che spia costantemente (e che si troverà in casa…).

Un episodio convincente dal punto di vista di regia e cast (perfetto e ambiguo come sempre O’Quinn), che ha il sapore tuttavia più di una mid-season. Speriamo possa ingranare e reggere nel tempo un buon ritmo, regalando qualche sorpresa. Un discreto grado di tensione riesce a regalarlo in ogni caso.

ARROW

Freccia Verde è uno storico personaggio del mondo Dc Comic. Dopo Smallville vedremo in autunno su CW una nuova trasposizione di un fumetto, che in questo caso narre e adatta ai nostri tempi la storia di Oliver Quinn. Si tratta di un giovane miliardario playboy che ritroviamo nel prologo su un’isola disabitata!

È infatti naufragato con il proprio yacht, sul quale viaggiava insieme al padre, e per ben cinque anni è riuscito a sopravvivere cacciando in particolare con un arco che si è costruito. Recuperato da un mercantile, tornerà nel mondo odierno cambiato e diverso da prima. L’attenzione verso i bisognosi e tutto quello per il quale non muoveva un dito, ora è diventato la priorità insieme ad una particolare missione lasciatagli dal padre: a sorpresa non è morto nel naufragio, bensì si è sparato sulla zattera di salvataggio, non prima di aver affidato al figlio una speciale lista di persone.

Oliver manterrà la sua facciata di playboy ricco sfondato, costruendo una base in uno stabilimento abbandonato e diventando l’eroe mascherato Freccia Verde (Green Arrow). La lista non contiene i nomi di persone che deve uccidere, ma di uomini che in qualche modo sono stati selezionati dal padre con uno scopo: ad un tale Adam Hunt obbligherà a fargli sborsare 40 milioni di dollari. Il suo rifiuto comporterà un feroce combattimento e sparatoria con diverse morti e il furto digitale (ovviamente con una freccia) del denaro, trasferito a sorpresa verso un’impresa di bisognosi.

Grande importanza ha anche la famiglia di Oliver (in particolare la madre, che si è risposata) e la sorella minore. Presente inoltre una giovane giornalista che prova un profondo astio nei confronti dell’uomo (è la sorella della ragazza che è morta sullo yacht naufragato mentre era insieme ad Oliver) e un detective, che è sulle tracce di Arroew e ovviamente… è il padre della ragazza!

Il pilot di questa nuova cine-serie prodotta da Greg Berlanti (No Ordinary Family) delude su molti fronti. Se Stephen Amell è perfetto fisicamente per la parte (non è un caso che lo continuino a far vedere a torso nudo nei materiali promozionali per attirare fan), non si può dire lo stesso del suo livello recitativo, così come il resto del non particolarmente convincente cast. Combattimenti che sanno di déjà vu, dialoghi banali, scene d’azione poco lucide e altro ancora non ci fanno propendere positivamente per questa serie. Chissà i fan della freccia che accoglienza riserveranno al serial.

THE FOLLOWING 

The Following è la sorpresa della serata. Si tratta di una mid-season che manderà Fox in onda tra qualche mese e creata da Kevin Williamson, che conosciamo per molti successi di vario genere: da Dawson’s CreekThe Vampire Diaries, per non parlare di sceneggiature come l’horror Scream.

Williams questa volta torna al thriller con questa serie piena di tensione, violenza e sangue. Nella prima scena un uomo evade da una prigione di massima sicurezza (era nel braccio della morte): si tratta di un serial killer, interpretato da James Purefoy, che in passato ha seviziato e ucciso diverse ragazze. La sua storia è narrata anche in un libro, scritto dall’agente Ryan Hardy (Kevin Bacon) proprio dopo il suo arresto e cattura.

L’evasione mette a dura prova in particolare due donne: l’ex-moglie dell’evaso (che rischia di ripetere lo stress e il dolore dei tempi della scoperta dei crimini del marito), e una giovane ragazza interpretata da Maggie Grace (Lost), l’ultima vittima del killer che non è stata uccisa solo grazie al pronto intervento e all’arresto ad opera dell’agente Hardy.

La puntata procede tra scene ambientate nel presente e flashback che mostrano il passato (2002-2004), e i tempi delle aggressioni e del processo. Se non volete rovinarvi nulla sul primo episodio, ricco di colpi di scena,vi consiglio di non proseguire.

Il killer a sorpresa viene arrestato nuovamente dopo la fuga, ma quello che è realmente sconvolgente è lo scoprire che riesce in qualche modo a plagiare le persone (con psicologia, non trucchi sovrannaturali) per far commettere loro atti di violenza su loro stessi o sugli altri. Vediamo infatti una donna alzarsi in una stazione di polizia e infilarsi un cacciavite in un occhio, così come un agente della prigione completamente “partito” e avviato verso le violenze su animali, in particolare cani, e non solo. Finale sconvolgente con la morte a sorpresa proprio del personaggio di Maggie Smith (uccidere uno dei volti più famosi dell’episodio è stato scioccante, ma tornerà nei flashback) e la scoperta che gli “amici” del killer, le persone che in qualche modo ha plagiato, sono vicine a tutti e ben integrate, come la babysitter del figlio, che lo rapisce sotto gli occhi della madre e degli agenti di scorta. Anche la sorridente coppia gay vicina di casa dell’ultima vittima si scoprirà essere complice del piano del killer, che sfida il detective a prevedere la sua prossima mossa.

Un gioco al gatto-topo ben sceneggiato, diretto e recitato. Un pilot molto violento e coraggioso che a questo punto è uno dei più attesi dei prossimi mesi, per non parlare del fatto che il serial killer si ispira ad Edgar Aìlan Poe.

REVOLUTION

Torna J.J.Abrams con una nuova produzione televisiva tramite la sua Bad Robot (solo produttore, non creatore). Il velocissimo prologo mostra un blackout di elettricità globale terrestre: nulla più funziona, gli aerei cadono e le macchine si scontrano. Sembra l’inizio di Flash Forward, se non fosse che manca la luce al posto della coscienza.

Si passa a 15 anni dopo: il mondo e le strutture sociali e governative sono completamente crollate, lasciando il posto all’anarchie e al disordine. Si vive in campagna dei frutti della terra, ed incontriamo una famiglia che di sfuggita avevamo visto brevemente nel prologo. Abbiamo la giovane Tracy Spiridakos (Being Human), ma anche Anna Lise Phillips (Animal Kingdom), Zak Orth (Wet Hot American Summer), Graham Rogers (Memphis Beat) e J. D. Pardo (Breaking Dawn-Part 2).

Arriva un uomo a cavallo (Giancarlo Esposito), insieme ad una squadra armata fino ai denti. Vogliono portare via con loro il padre contro la sua volontà, ma la scena finisce con una sanguinosa sparatoria dove muoiono tutti tranne la ragazza, per caso lontana dalla fattoria, ed un ragazzo che portano via insieme a loro fino ad una cava. La ragazza ascolterà le ultime parole del padre morente, che le chiede di andare a Chicago e trovare suo fratello, interpretato da Billy Burke (Twilight)

Intrapreso il viaggio con due suoi amici che vivono insieme nella fattoria, arriverà in città per scoprire che lo zio non vuole aiutarla. Il padre infatti le ha detto di cercarlo perché entrambi sanno qualcosa proprio sul black-out. Non è un caso che vediamo il personaggio di Burke entrare in una base militare dopo il black-out insieme ad un ragazzo di nome Sebastian Monroe, che ha sull’avambraccio un tatuaggio e che 15 anni dopo guida una vera e proprio milizia, marchiata sulla pelle con la sua effige: sono appunto gli uomini che hanno assalito la fattoria in cerca dell’uomo e di risposte.

Segue il cambio di idea dello zio, ora intenzionato a seguire la nipote in un lungo cammino alla ricerca di qualcosa, non prima di aver combattuto contro dieci uomini su una scanna in una sequenza simile a quella vista in Matrix Reloaded (e molto meno soddisfacente).

Lasciando da parte il buon colpo di scena finale, una donna che utilizzando particolare un medaglione riesce a creare a dare elettricità ad un terminale e a ricevere alcuni messaggi da un vecchio computer (chi c’è dietro a questo?), Revolution non mi ha particolarmente entusiasmato. Poco realistico il contesto di base: come è possibile che in soli 15 anni i grattacieli siano ricoperti di edera, molti edifici distrutti, e che la gente vada in giro vestita di cotone grezzo e qualcuno come un contadino ai tempi della Guerra Civile? Ma neanche dopo un’apocalisse zombie. Le scenografie eccessive, un cast che a parte Billy Burke non buca lo schermo, e altri difetti lo rendono un prodotto rischioso proprio quando il deludente Terra Nova dello scorso anno. Riuscirà poi a convincere con le puntate seguenti o farà la fine di tanti altri serial poi cancellati?

 

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