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01 giugno 2012 • 14:00 • Scritto da emanuele.r

The Glades, il commento alla 2^ stagione della serie trasmessa da Fox

Partita in questi giorni sul canale 111 del satellitare Sky, la 2^ annata della serie gialla di Clifton Campbell, ambientata nel paradiso della Florida. Nulla di nuovo né di particolarmente interessante, tranne l'atmosfera di grande relax che mette a proprio agio lo spettatore.
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Un poliziotto che per problemi di lavoro finisce dalla grande città in un posto di provincia. Trama vista molte volte, ma in The Glades la punizione pare più un premio: dalla ventosa Chicago alla paradisiaca Florida. Ovviamente per il detective Longworth non è tutto oro, ma la serie creata da Clifton Campbell (tra i produttori di White Collar) arrivata alla 2^ stagione su Fox sa restituire un simpatico tono rilassato.

Nella première del 2° ciclo, Jim si trova ad affrontare l’omicidio di una ragazza che potrebbe mandare all’aria la guerra alla mafia cubana; ma soprattutto, il poliziotto deve affrontare il ritorno dal carcere dell’ex-marito della sua donna, Callie, e l’indecisione sul divorzio.

Scritto da Tom Garrigus e diretto da Gary A. Randall, Affari di famiglia (Family Matters), a differenza di molte première stagionali, ci tiene innanzitutto a ribadire il già consolidato, a mettere lo spettatore a proprio agio, riproponendo la formula tradizionale, con l’unica “novità” della sigla, diversa e senza la voce off che ricapitolava la premessa iniziale.

The Glades, nonostante la provenienza via cavo (marchio A&E), ci tiene a ribadire la propria natura di procedurale nudo e crudo, che inizia e finisce rigorosamente nell’arco di un’ora, ha tracce narrative secche senza troppa aria, perfette per l’intrattenimento per passare il tempo. L’unico spunto un po’ più corposo è, banalmente, quello della storia d’amore tra i 2 protagonisti, che qui vede il ritorno del terzo incomodo dal carcere, con il dissidio tra cuore e famiglia e la complicazione degli affari interni che indagano sulla loro storia, essendo Callie la moglie, benché ex, di un informatore.

Vero elemento di curiosità è proprio il tono pacato e in souplesse che rende simpatica tutta la serie: anche i colpi di scena più intensi, potenzialmente sconvolgenti come quelli che anticipano gli spot, vengono raccontati come in anti-climax. Valga come esempio la scena della bomba: Jim sta per entrare in macchina, ma la trova chiusa a differenza del solito, intuisce che qualcosa non va perciò si allontana e spinge la chiusura automatica. E la macchina esplode. Senza enfasi o suspense inutile, la sceneggiatura ha dato una forte svolta al racconto dicendo anche qualcosa sul carattere del suo protagonista.

Non c’è molto altro in The Glades, nemmeno una particolare fascinazione per i protagonisti come lo spento Matt Passmore o la simpatica Kiele Sanchez: c’è però lo spirito sincero e sonnacchioso delle glades, quelle paludi vista mare che rendono la Florida – non Miami – un luogo dove anche la morte ha la serenità sulle labbra.

Voi seguite The Glades? E vi piace la serie? Commentate l’articolo in basso e restate su Episode39 e Screenweek per avere le news e i commenti sulle vostre serie preferite.

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