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The Amazing Spider-Man – Incontro a Roma con i protagonisti: ecco il reportage!

Di laura.c

The Amazing Spider Man Photocall Marc Webb Emma Stone Andrew Garfield Rhys Ifans

Oltre al potere di ragno, Spider-Man sembra possedere anche quello di non invecchiare mai come personaggio. Un’intera trilogia a lui dedicata non gli ha impedito di rinascere nel nuovo film firmato da Marc Webb, The Amazing Spider-Man, anche grazie alla passione del nuovo interprete chiamato a prestargli il proprio volto. E oggi, il nuovo Peter ParkerAndrew Garfield, è giunto a Roma per presentare il suo Uomo Ragno accompagnato dall’incantevole Gwen Stacy, Emma Stone,  dall’interprete del “villain” del film (Dott. Connors/Lizard) Rhys Ifans e dallo stesso Webb. Ecco il resoconto del nostro incontro con il cast e con il filmmaker.

A questo link potete leggere la nostra recensione in anteprima, mentre ecco il reportage della conferenza stampa con le nostre immagini scattate al photocall.

Marc Webb, Spider-Man è un personaggio ben fissato nell’immaginario collettivo, anche cinematografico. Il suo sembra ispirarsi ai fumetti dell’universo Marvel Ultimate, nel senso che reinterpreta più o meno la stessa storia con uno sguardo diverso.

M.W.: La storia di Spider-Man è senz’altro molto lunga, e va ben oltre i film. Il personaggio ha ormai quasi 50 anni, quello che abbiamo cercato di fare è creare una situazione diversa, e in particolare una storyline più controversa ma allo stesso tempo più realistica, più radicata nell’esperienza di tutti i giorni. Di sicuro, nell’universo Ultimate compaiono molti personaggi iconici, che però possono essere raccontati in molti modi diversi. Alcune cose le abbiamo prese da lì, ma altre no, come il personaggio di Gwen. Quindi mi sento di dire che si tratta di un libero adattamento.

Emma Stone, come ci si sente a interpretare Gwen, un personaggio così importante per Spider-Man e per i suoi fan?

E. S.: L’ho percepita subito come una grandissima responsabilità, e ne ero anche un po’ spaventata. Mi ha aiutato il fatto di venire da The Help, un film tratto da un libro anche molto amato, e che mi ha insegnato a prendere questo tipo di compito con più calma. A un certo punto, infatti, ho capito che non avrei mai potuto essere esattamente la stessa Gwen che si aspetta ogni singolo fan di Spider-Man degli ultimi 50 anni. L’unica cosa che potevo fare era dare il meglio di me, e dare vita alla mia personale versione del personaggio. Comunque capisco molto bene i fan di Spider-Man: lo sono anch’io!

The Amazing Spider Man Photocall Roma Andrew Garfield 4

Andrew Garfield, anche per te deve essere stata una responsabilità non da poco.

A.G.: Sì, e spero che questo film riesca a soddisfare le aspettative dei fan, che sono praticamente il nostro primo pubblico. Riuscirci sarebbe già un grande risultato, vorrebbe dire che abbiamo saputo dare una nuova vita al personaggio, a farlo respirare. Sono un fan di Spider-Man da quando avevo 3 anni, ho anche una foto di me a quell’età vestito con il costume dell’Uomo Ragno, perciò so bene cosa significhi. Sono stato molto sotto pressione per questo personaggio, ma penso sia stato un bene perché mi ha portato a impegnarmi ancora di più, a dare davvero tutto.

The Amazing Spider Man Photocall Marc Webb Andrew Garfield

Marc Webb, in The Amazing Spider-Man sembra esserci meno enfasi sul concetto di responsabilità associato al personaggio. Forse che Spider-Man diventi più responsabile in futuro, magari a causa di qualche avvenimento legato a Gwen…

M.W.: So dove vuole arrivare questa domanda, ma per ora vi dico solo che mi piace l’idea di un personaggio che si evolve, soprattutto se in un periodo di tempo lungo e perciò in più film. Come se fossero diverse parti di una storia che aiutano Spider-Man a sviluppare certi lati del suo carattere. Dunque sì, mi piace lasciare i personaggi aperti, in modo che abbiano lo spazio per crescere.

Rhys Ifans, la sua performance è molto ricca. Sembra esserci un po’ di Dott. Jekyll e Mr. Hyde, e anche un po’ di Shakespeare.

R.I. Sia Marc che io volevamo impegnarci per non presentare il Dott. Connors come uno scienziato pazzo sin dall’inizio. Ha una sua etica e una sua moralità, vuole portare benefici all’umanità e ha anche un legame molto specifico con Peter, nel senso che sa quali sono le risposte che lui vorrebbe avere riguardo al suo passato. Diciamo che nel Dott. Jekyll e in Mr. Hyde, o almeno nelle loro rappresentazioni al cinema, di solito c’è una componente magica, si trasformano all’improvviso e di nascosto, noi invece volevamo mostrare proprio quel processo di trasformazione. In The Amazing Spider-Man c’è un uomo che da un lato guadagna un braccio, ma dall’altro perde progressivamente la sua mente. Riguardo a Shakespeare, nelle sue pièce c’è sempre un momento in cui il personaggio parla al pubblico di quali sono i suoi sentimenti, e anche qui c’è stata la possibilità di inserire dei soliloqui per dare modo al Dott. Connors di esprimersi, solo che appaiono più moderni e tecnologici.

M.W.: Ci sembrava interessante seguire il percorso di tutti i personaggi, vedere la loro lenta evoluzione. Quello del Dott. Connors, in particolare, non è solo un personaggio negativo, attraversa varie fasi in cui la sua parte cattiva emerge mano a mano.  È un uomo che cerca equità, ma gli manca un qualcosa, una pietà, una comprensione verso gli altri, ed è questo che consente lo scatenarsi della sua pazzia.

The Amazing Spider Man Photocall Roma Emma Stone

Marc, come si è posto nei confronti dell’opera di Raimi?

M.W.: Credo che abbia fatto qualcosa di molto bello nel rimanere fedele al fumetto originale, il suo è stato un ottimo adattamento. Noi però eravamo alla ricerca di un linguaggio diverso: i comics ci hanno aiutato forse in alcune scene, soprattutto per quanto riguarda la parte visiva. Ma spesso non è proprio possibile ricostruire le stringhe di un fumetto in modo realistico. Per raggiungere una certa naturalezza servono attori coscienti, molto preparati e volenterosi. E secondo me è questa la chiave dell’atmosfera del film. I fumetti trattano temi molto complessi ma a volte risultano didascalici, mentre noi volevamo più sfumature.

In questo film sembra trovare molto più spazio il background di Spider-Man.

M.W.: Sì, è il fatto di essere orfano che all’inizio lo porta a non fidarsi del mondo, a provare risentimento e a fare battute pungenti che sono un po’ dei meccanismi di difesa. Poi c’è il tema narrativo portante di un ragazzino che va alla ricerca di suo padre e invece trova se stesso. Questo è il punto di partenza per tutti gli altri elementi identitari che mi sembrava importante esplorare. In realtà anche Peter, come Lizard che ha un braccio in meno, parte da un vuoto, così come tutti noi. Quello che ci definisce, è come lo riempiamo.

Andrew, in un momento come questo, di estremo individualismo, l’idea di un personaggio che rinuncia a tutto per il bene della comunità è davvero fantastica.

A.G.: Devo dire che non avevo capito perché amassi così tanto Spider-Man finché non sono cominciate le riprese. Il film mi ha fatto vedere come il personaggio sia anche una sorta di guida per la comunità, e in realtà lo è già da adolescente. Ha un impulso eroico anche prima dell’arrivo dei superpoteri, come una forza interiore che però all’inizio non trova riscontro in quella fisica. Questo mi ha molto aiutato quando ero solo un ragazzino magrolino che cresceva, anche se in fin dei conti lo sono ancora adesso. Comunque trovo fondamentale il fatto che metta da parte i suoi sogni, e che provi empatia per le vittime. Rientra tutto in un viaggio emotivo che intraprende sin da piccolo e che lo porta a diventare il protettore di tutta la comunità. Per questo deve avere questo senso dell’umorismo, questo sarcasmo: gli è necessario per difendersi dal dolore e per superare i momenti drammatici.

The Amazing Spider Man Photocall Roma Rhys Ifans 3

Nel film si parla di esperimenti genetici, qual è la vostra opinione a riguardo?

A.G.: Premesso che si tratta di un’opinione personale, posso dire di non avere nulla in contrario, finché si tratta di fare del bene alle persone e di guarire delle malattie, e purché non venga fatto del male a nessun essere umano e nemmeno a nessun animale. Forse è una risposta ingenua, ma la penso così.

R.I.: Il Dott. Connors e Lizard in questo film hanno un profondo legame emotivo con Peter, e gli danno anche un avvertimento, cioè che viviamo in un mondo dove gli sviluppi nella scienza e nella tecnologia si susseguono a velocità incredibile, e che spesso non abbiamo il tempo, in quanto società, di discutere degli effetti etici e morali di tali sviluppi. Ma soprattutto, che spesso questi ultimi vengono presi in ostaggio da persone con altri interessi. L’euforia, la smania di potere che prova Connors quando diventa Lizard, può andare solo a  scapito della specie.

Andrew, essendo un grande appassionato di Spider-Man, cos’hai provato la prima volta che ti sei visto in costume?

A.G.: A 3 anni, la prima volta che mi sono mascherato da Spider-Man, è stato fantastico, ero davvero convinto di essere lui. Stavolta è stato molto diverso, sapevo di avere una grande responsabilità, non solo per il livello della produzione, ma anche nei confronti del personaggio. Volevo in un certo senso proteggerlo: è più facile giocare a fare Spider-Man in salotto o in giardino, però ho cercato anche di conservare quel sentimento nella mia interpretazione. Dopotutto, è il sogno di tutto i bambini, e ho sentito il grande desiderio di restituirlo al pubblico. Le emozioni sono state davvero tantissime, soprattutto lavorando a fianco a Emma e Rhys, e tutti gli altri che purtroppo oggi non sono qui. Sono veramente orgoglioso di aver potuto recitare con questi attori fantastici. Far parte di una squadra così strepitosa è travolgente.

The Amazing Spider Man Photocall Roma Andrew Garfield Emma Stone

Rhys, qual è il tuo rapporto con il fumetto e come scegli i tuoi ruoli?

R.I.: Confesso di non essere un grande lettore di fumetti, ma ho chiarissimo il ricordo del mio incontro con Spider-Man. Avevo 7-8 anni, e un parente, o un vicino di casa, mi regalò uno dei suoi fumetti, in cui c’era in regalo anche una maschera di Spider-Man. Possiamo dire che l’ho indossata molto prima io di Andrew, perché di sicuro all’epoca non era nato. Peccato che fosse di carta, e perciò non è durata molto. Più in generale, di solito cerco dei personaggi più affascinanti di me che mi facciano sembrare più bello.

Emma, com’è stata la tua esperienza sul set con i colleghi?

E.S.: Rhys, nei panni di Lizard, era spaventoso! Ovviamente scherzo, non c’è niente di più bello che lavorare con attori che ti sostengono e sono capaci di aiutarti quando ne hai bisogno, come Andrew e Rhys. A volte certi attori ti sopraffanno, ti guardano appena e ti danno sempre la stessa battuta. Amo invece gli attori che sanno essere dei veri partner sul set e ti aiutano a tirare fuori quello che hai dentro.  Che poi è un po’ quello che accade anche nella vita.

 

The Amazing Spider-Man uscirà in Italia il 4 luglio 2012. Per maggiori informazioni potete consultare le nostre news dal blog. Vi ricordiamo inoltre che qui trovate la pagina facebook italiana del film.

Fonte e immagini: ScreenWeek

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