Le riprese aggiuntive sono ormai diventate una prassi a Hollywood, almeno per i blockbuster. Inizialmente si ricorreva a queste riprese quando era necessario fare dei piccoli ritocchi alla pellicola, ma negli ultimi anni è capitato sempre più spesso che gli studio pianifichino, una o due settimane di riprese aggiuntive, per cambiare il finale, o aggiungere delle nuove scene nel film. In questa categoria ricadono pellicole di successo come Avatar, The Avengers, Harry Potter e i doni della morte – Parte 2, L’alba del pianeta delle scimmie, ma anche flop come John Carter, La cosa o Red Tails. Anche film di prossima uscita come Breaking Dawn e The Amazing Spider-Man hanno avuto delle riprese aggiuntive per ritoccare e/o cambiare alcune scene.
Bensì dunque si tratti ormai di una pratica quasi consolidata, normalmente l’annuncio delle riprese aggiuntive non è mai ben visto nel settore, specie quando un film ha subito dei ritardi, o dei cambi alla sceneggiatura o alla regia. Nel caso di Wolfman, il film partì male quando venne deciso di sostituire all’ultimo il regista Mark Romanek con Joe Johnston, affinché la produzione potesse mantenere un budget più basso, cambiando delle scene. Alla fine il film costò di più e le lunghissime riprese aggiuntive sono servite per ripristinare la maggior parte delle scene finali, ideate con Romanek.
Ma quando viene annunciata la necessità di 6/7/8 settimane di riprese aggiuntive, è logico che c’è qualcosa che non va. Il Daily Mail riporta che Brad Pitt, assieme a qualche collega, è andato a Budapest per girare sette settimane di riprese aggiuntive per World War Z. La fotografia principale del film di Marc Foster, era iniziata un anno fa ed era finita la scorsa estate. Da quel momento non è comparso online nessun materiale promozionale o dei teaser trailer. Sintomo che c’è qualcosa che non va nel film. Non si sa se Matthew Fox o James Badge Dale, co-protagonisti nel film, dovranno tornare sul set con Pitt. Inoltre Dale è occupato sul set di Iron Man 3. World War Z doveva uscire nei cinema questo dicembre, ma la data è stata spostata al giugno del 2013.
In casi come questi, storicamente parlando, sono pochi i progetti che si rivelano dei buoni prodotti e non collassano al botteghino. Ricorderete che nel caso di L’alba del pianeta delle scimmie, erano nati molti dubbi sulla buona uscita del film, a causa dei vari problemi e ritardi durante la produzione, ma alla fine la pellicola si è rivelata un piccolo gioiello.
Ma la situazione di World War Z è simile a quella di 47 Ronin, per cui sono state richieste 6/8 settimane di riprese aggiuntive agli Shepperton Studios, per rigirare delle scene d’azione. Al momento non sappiamo se Rinsch è rimasto alla regia per queste scene o se è stato sostituito. Un caso recente è G.I. Joe: La vendetta. Prima ancora che scoppiasse la notizia dell’uscita rimandata di nove mesi, in rete su alcuni forum si era sparsa la voce che la produzione stava facendo dei test screen con due finali diversi e che i primi report usciti online, erano tutti molto negativi. La mancanza del personaggio principale della franchise, Duke (Tatum), era stata sentita si, ma il problema era che il film non funzionava per niente, sia a livello registico (Chu), che nella scelta del nuovo protagonista, Dwayne Johnson.
La Paramount perde così due blockbuster per la stagione 2012, e considerando che J.J. Abrams ha puntato i piedi per rimandare l’uscita di Star Trek 2, per lavorare di più sullo script, sembra che lo studio stia attraversando la fase nera che aveva colpito qualche anno fa la Fox, quando lo studio pensava solo a fare soldi e non alla qualità delle pellicole. Una situazione che ha creato un fuggi fuggi di talenti che non volevano più lavorare con lo studio. Alla Fox, il vento ha cambiato direzione e sembra che dopo il vari flop di questa primavera capitanati da Battleship e John Carter, seguiti da Dark Shadows e dal Dittatore e dai risultati sotto tono di Men in black III, la Paramount ha capito che è meglio correre nuovamente ai ripari.
A questo punto forse gli studio capiranno che non basta solo un grande nome, sia quello di un attore, un regista, o il nome stesso di una franchise, per far incassare un film. Se il film è veramente brutto, sarà un flop sicuro. Inoltre speriamo che a questo punto i produttori si diano una svegliata e comincino a scegliere con senno, cosa trasporre sul grande schermo.
Fonte Daily Mail