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Ribelle – The Brave: intervista al regista Mark Andrews.

Di laura.c

Una splendida figura femminile, intrepida e coraggiosa, in un’ambientazione classica, medievale al limite del fantasy: con Ribelle – The Brave, la Pixar ha puntato a rompere ancora una volta gli schemi del mondo dell’animazione, in questo caso del suo stesso mondo, di solito luminoso e pieno di toni pastello, di scenari insoliti e di umorismo in abbondanza. Nonostante appaia più dark e meno gioviale del solito, molti dei suddetti elementi si ritrovano però anche in questo nuovo film, uniti al tono epico del racconto che vede come protagonista Merida, una principessa pronta a combattere contro le tradizioni del suo regno per guadagnarsi indipendenza e libertà. Ce ne hanno parlato il regista Mark Andrews (che ha già lavorato a film Pixar come Gli Incredibili e Ratatouille) e la produttrice Katherine Sarafian (Gli Incredibili ). Vi ricordiamo che QUI potete trovare la nostra  recensione del film.

Com’è nata l’idea di questa storia?

Katherine Sarafian: Tutto è nato da un’idea della co-regista Brenda Chapman, e dal suo rapporto con la figlia che all’epoca aveva sei anni ed era particolarmente testarda e vivace. Brenda si chiedeva come sarebbe diventato questo rapporto una volta che la sua piccola fosse diventata un’adolescente ancora più cocciuta e ribelle: è partito tutto da qui, da questa domanda, e poi ognuno di noi ha portato nel film un po’ di sé e delle sue esperienze familiari. Mark ad esempio ha una figlia femmina e tre figli maschi, io sono madre di tre figli, e tutte queste cose sono confluite mano a mano nel film.

Questo film sembra diverso da quelli solitamente realizzati dalla Pixar, quali sono state le maggiori difficoltà incontrate?

Mark Andrews: Dovevamo raccontare una storia che si svolge in un tipico paesaggio scozzese, per cui molto frastagliato, ricco e movimentato, pieno di alberi, di nebbia, di tessuti, di acqua e ovviamente sempre accompagnato dai folti capelli di Merida. In pratica, pieno di tutto ciò che il computer odia: queste macchine non vanno molto d’accordo con tutto ciò che è organico, preferiscono le linee rette, le forme pulite e squadrate, niente curve né storture. Per fare Ribelle – The Brave, abbiamo perciò dovuto inventare tutto daccapo, ricalibrare completamente la tecnologia utilizzata fino ad allora. Ad esempio, abbiamo dovuto rimettere mano al software che si occupa dei tessuti, a quello per le simulazioni e via dicendo. Tutto è stato rivisto e modernizzato.

Sembra che una delle cose in assoluto più difficili siano stati proprio i capelli di Merida, che d’altra parte sono un tratto davvero caratteristico del personaggio. Come ci siete riusciti?

M.A.: Semplice, abbiamo minacciato fisicamente gli animatori [scherza]!

K.S.: In realtà siamo stati fortunati a lavorare con un team così brillante. La storia richiedeva una ragazza indomita e con questi capelli selvaggi capaci di riflettere la sua personalità. Si doveva capire che tipo di persona fosse Merida ancor prima che aprisse bocca, e questo è stato ottenuto in buona parte grazie ai suoi capelli. Certo, quando abbiamo mostrato agli animatori i disegni erano abbastanza sconvolti, ma poi ci abbiamo lavorato con il massimo impegno. Ci sono voluti due anni solo per sviluppare la tecnologia per fare i capelli, e di questo non possiamo che ringraziare la nostra squadra. Alla Pixar, ogni film è un modo per imparare nuove cose su come creare tessuti, movimenti, e anche capelli. In questo caso, prima li abbiamo studiati in sé, poi il loro modo di ondeggiare e infine anche come sarebbero dovuti apparire bagnati.

La Pixar nell’immaginario collettivo rappresenta un po’ una fabbrica dei sogni. Cosa vuol dire per voi lavorare lì? Quali sono le cose che amate e c’è qualcosa invece che vi infastidisce?

K.S.: La cosa più frustrante è forse l’estrema difficoltà del lavoro. Non ci impegniamo tantissimo per creare opere senza sbavature, in cui gli spettatori possano immergersi con facilità, ma ci vuole davvero tantissimo impegno. Per Ribelle – The Brave abbiamo impiegato sei anni, per cui anche se amiamo questo lavoro, non si può negare che sia davvero faticoso.

M.A.: La cosa che in assoluto mi piace di più è che al top della compagnia ci sono artisti e filmmaker, persone che hanno lavorato nel settore e prodotto qualcosa di concreto, mentre gli altri Studios per cui ho lavorato sono generalmente guidati da manager in giacca e cravatta che magari non hanno idea di cosa significhi realizzare un film. Quello che mi infastidisce profondamente, invece, è che l’animazione venga considerata roba per bambini e persino più facile da fare, quasi come se non fosse vero cinema e noi fossimo registi di serie B. Anche se non abbiamo a che fare con le condizioni climatiche e con attori in carne e ossa, nel nostro lavoro incontriamo gli stessi problemi di qualsiasi altro filmmaker, e non sopporto che ciò non sia riconosciuto.

Questo però non sembra proprio un film solo per bambini.

M.A.: Infatti è un film per tutti, con un messaggio importante che abbiamo voluto trasmettere con forza, anche attraverso momenti dark, che facessero paura, così come ce ne sono in tutti i grandi racconti della tradizione popolare. Quello di Merida è un viaggio dall’adolescenza all’età adulta, e volevamo che restasse impresso, non che i ragazzini uscissero dalla sala pensando di poter continuare a essere egoisti, tanto tutto si risolve. In Ribelle -The Brave ci si preoccupa davvero per la sorte dei personaggi, che sono pensati per rimanere ben impressi nella mente. Con la Pixar, inoltre, potete star tranquilli di essere in buone mani, perché tutto ciò è bilanciato con l’arte, con la commedia e momenti di grande avventura.

Ha anche un ritmo molto incalzante.

M.A.: Sì, prima di tutto perché un film di avventura e di azione, e poi perché avevamo circa 80 minuti e moltissime cose da raccontare. Per cui è stato necessario mantenere viva la tensione, curandosi di far procedere il racconto in modo snello. Ecco perché tutto sembra così carico di energia.

Il film è dedicato a Steve Jobs: è il primo della Pixar a uscire dopo la sua scomparsa.

K.S.: Sì, ci stavamo lavorando mentre è venuto a mancare. Aveva avuto modo di vedere quello che stavamo facendo nelle prime fasi della realizzazione e ne era molto orgoglioso. Speriamo che lo possa essere anche ora, ci manca molto.


Ribelle – The Brave  farà il suo ingresso nelle sale italiane il 5 settembre 2012. Per maggiori informazioni potete consultare le nostre News dal Blog. Vi ricordiamo inoltre che qui trovate la pagina facebook italiana del film.

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