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11 giugno 2012 • 13:45 • Scritto da emanuele.r

Delitti in paradiso, il commento al nuovo giallo di FoxCrime

E' da poco partita sul canale 117 della piattaforma satellitare Sky una nuova serie gialla targata BBC1e creata da Robert Thorogood: un pignolo funzionario britannico mandato a risolvere casi ai Caraibi. Nulla di nuovo, ma ben scritto e funzionale, ricco di ironia di stampo inglese.
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Estate, spiaggia e gialli. Sembra un connubio inossidabile, soprattutto in letteratura. Ma evidentemente è così anche in tv: lo conferma FoxCrime che da qualche giorno manda in onda – ogni lunedì alle 21.55 – Delitti in paradiso (Death in Paradise è il titolo originale), serie crime creata da Robert Thorogood per BBC One che su una spiaggia è ambientata.

O meglio, in un’isola caraibica dove il poliziotto britannico Richard Poole viene inviato per indagare sull’omicidio del capo della polizia locale. Scopre corruzione e traffici di uomini, ma soprattutto che la sua attitudine pignola non è fatta per i tropici, anche se i suoi superiori non sono di questo avviso.

Il pilot Un omicidio impossibile, scritto dal creatore e diretto da Charlie Palmer, getta le basi per una serie di stampo classico e tradizionale, costruita secondo le regole del classico whodunit (chi è l’assassino?) condendola con ironia puramente inglese.

Il cuore della serie infatti è nel contrasto tra l’attitudine e i modi ingessati del protagonista, che risponde perfettamente alla definizione di “tipico inglese” che dà il sergente Thomson per prenderlo in giro, e l’ambiente caraibico, non solo per il clima bollente e umido che male si lega all’immancabile tenuta giacca e cravatta, ma anche per l’atteggiamento rilassato e lassista dei colleghi, per la difficoltà delle procedure in un luogo senza strutture, in cui le prove per le analisi forensi vanno spedite in un’altra isola di un’altra nazione.

A Poole quindi non resta che affidarsi al proprio intuito, alla meticolosità delle sue indagini, come ogni detective che si rispetti, che non può farsi mancare il gran finale à la Agatha Christie in cui l’investigatore riunisce tutti gli indiziati per svelare la soluzione: fa gioco alla riuscita del personaggio che l’attore Ben Miller abbia un passato da commediante, rendendo azzeccatissimo il distacco tra la maschera impassibile e l’aria di festa.

Delitti in paradiso – benché in patria sia andato in onda a ottobre e sia stato confermato per una seconda stagione – riesce quindi nel non difficile intento di porsi come perfetto passatempo estivo: intrighi e relax conditi da bravi attori con i visi noti (Rupert Graves, Lenora Crichlow) a cercare di non rendere evidente il fatto che potrebbero essere loro i colpevoli. A evitare questo ci pensano però gli autori, che scrivono una sceneggiatura come il dio del giallo comanda piazzando un paio di notevoli colpi di scena. A tutto il resto pensa il mare e la sabbia dorata dei Caraibi.

Voi seguite Delitti in paradiso e cosa ne pensate?  Commentate in basso l’articolo e restate su Screenweek ed Episode39 per aggiornamenti e commenti sulle serie tv.

 

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