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07 giugno 2012 • 15:50 • Scritto da emanuele.r

Continuum, il commento alla nuova serie di fantascienza

La nuova serie canadese targata Showcase continua a raccontare l'amatissimo tema del viaggio nel tempo, ma lo fa in un azzeccato contesto distopico. Buona serie sci-fi che ha il merito di velare di ambiguità il tema e di rilanciare la bella Rachel Nichols.
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All’interno del genere fantascientifico, il viaggio nel tempo e i salti temporali sono il tema per eccellenza, anche in tv con serie come Quantum Leap e Life on Mars: Continuum, la nuova serie canadese in onda in questi giorni in Nord America – targa Showcase – prosegue il filone. Ma stavolta lo adatta a un contesto distopico che gli dà tutto un altro tono.

Infatti A Stitch in Time, primo episodio della serie, parte nel 2076 quando un corporazione di società ha preso il posto del governo e il ricco Edouard Kagame è a capo di una forza terroristica che distrugge due grattacieli uccidendo 30.000 persone; il giorno dell’esecuzione, a cui assiste il poliziotto Kiera Cameron, i condannati sfuggono al boia aprendo un varco spazio-temporale che li porterà al 2012, quando tutto ebbe inizio. E con loro, si portano anche la bella poliziotta.

Creata da Simon Barry (L’arte della guerra) che scrive anche il pilot diretto dal veterano Jon Cassar, Continuum è una serie che prende alcuni elementi chiave di tutta la recente science fiction – da Minority Report e tutto Philip K. Dick in poi – e li mescola insieme con una certa efficacia.

Soprattutto è interessante l’idea che questo scontro tra buoni e cattivi sia molto più sfumato di quanto non appaia, con i terroristi colpevoli certo di una strage enorme ma anche intenzionati a tornare nel passato per impedire la nascita della dittatura delle multinazionali – di cui ancora non conosciamo i dettagli, ma li presumiamo; dall’altra parte abbiamo una poliziotta inflessibile e spaesata, che deve cercare di sconfiggere i criminali come rappresentate di un potere autoritario e repressivo e che si pone domande sul senso anche morale dei viaggi nel tempo, spalleggiata da Alec, un giovane genio dei computer che entra in contatto con la frequenza del chip che Kiera ha installato nella mente.

Questa descrizione dell’umano del futuro, sempre più cyborg (ulteriore elemento riconducibile a Terminator) e sempre meno essere dotato di libero arbitrio è il tratto più interessante di una serie che sa alternare con perizia ambiziose visione futuristiche, scene d’azione ben congegnate, elementi più profondi e qualche colpo di scena, come quello finale che ci presenta, nel futuro, Alec da vecchio come il signore che alla fuga dei condannati sorrise. Aggiungiamo che il vecchio Sadler è interpretato da William B. Davis, ossia “l’uomo che fuma” in X-Files e avremo il quadro di una bella novità che come l’anno scorso Alphas può rendere appassionante l’estate di ogni appassionato della fantascienza.

Voi avete visto o vedrete Continuum e cosa ne pensate? Commentate l’articolo in basso e restate su Screenweek ed Episode39 per tutte i commenti e gli approfondimenti sulle serie tv.

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