Il fenomeno Millennium di Stieg Larsson, prima in libreria poi in tv e al cinema, ha mostrato al mondo la forza e la bellezza del thriller scandinavo, genere però che ha i suoi padri in Maj Sjowall e Per Wahloo, scrittori svedesi che dal ’65 crearono una serie di dieci romanzi basati sul poliziotto Martin Beck. Romanzi più volte trasposti in immagini che diventano dal ’97 una serie di tv-movie dal titolo Beck solo ispirati al personaggio e non direttamente tratti dai romanzi. E’ questa serie che viene trasmesse ogni sabato sera da FoxCrime, incomprensibilmente però partendo dall’ultimo episodio e poi salendo a ritroso.
Infatti, Sepolti vivi (Levande begravd, in originale) è l’ultimo dei 26 film, o meglio il 2° della 4^ stagione, andato in onda alla fine del 2009 e vede il commissario eponimo dare la caccia a un assassino che seppellisce vive le sue vittime: cosa lega le une alle altre? E quali conseguenze porterà alla vita personale di Beck?
Scritto da Rolf e Cecilia Börjlind, Sepolti vivi è purissimo thriller scandinavo in cui si vedono le suggestioni cupe, quasi horror ma anche vicine alla realtà sociale (forse meno in questo episodio) che caratterizzazioni i migliori seguaci dei due scrittori, come Mankell – creatore di Wallander, anche doppia serie tv – e lo stesso Larsson.
Se ci si limita a valutare il film come tale i pregi emergono: cura della messinscena superiore alla media dei tv-movie e dei thriller televisivi contemporanei, sapienza di scrittura, trama complicata e oscura come ci hanno ben abituato da Svezia e zone limitrofe che approda a un gran finale ricco di suspense (anche se un po’ tutto l’impianto è simile a una serie danese, Loro uccidono). Il problema però nella visione di Beck è proprio nelle scelte di FoxCrime.
Posto che non esiste una sola motivazione valida per una scelta del genere, mandare in onda l’ultimo episodio vanifica tutte le connessioni tra i personaggi e non solo i rapporti tra di loro, ma anche gli effetti basilari della trama: le prime due vittime sono una procuratrice che spesso ha affiancato Beck e un motociclista al centro di un caso di Beck, che prima è creduto sospetto e poi si scopre morto. Far perdere allo spettatore questi riferimenti basilari è deprecabile. Se poi la serie non avesse successo, come meriterebbe, il pubblico stavolta non c’entra nulla.
Voi avete visto Beck? E cosa ne pensate? Commentate l’articolo in basso e rimanete su Screenweek ed Episode39 per non perdervi nemmeno un commento e un approfondimento.