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Workers – La recensione in anteprima.

Di laura.c

Le difficoltà incontrate dai giovani di oggi a trovare un lavoro dignitosamente retribuito e aderente alle loro competenze, in questo frangente storico sembra il tema  meno divertente del mondo. Ma dato che il cinema italiano sembra aver deciso che ormai non ci resta che ridere, ecco in arrivo Workers – Pronti a tutto, una commedia a episodi incentrata su lavori bizzarri, e a volte disgustosi, che i protagonisti accettano solo perché in estremo bisogno economico.

 

 

La prima storia è quella di un ragazzo che abbandona i suoi preconcetti per andare a fare il badante. Ma non di qualche simpatico, o magari scorbutico, vecchietto, bensì di un disabile quasi completamente paralizzato e soprattutto incattivito dalla sua condizione, che sputa, lancia insulti a tutto spiano, pretende di essere portato a prostitute e molto altro ancora. La prima impressione, ovviamente, non è delle migliori, ma dopo aver superato il picco di rabbia per i maltrattamenti subiti, il novello badante si affezionerà a lui capendo il dramma nascosto dietro a quel carattere così impossibile. Come si possa essere tanto politicamente scorretti e buonisti allo stesso tempo, è un mistero che una certa commedia italiana contemporanea custodisce con gelosia. Happy ending scontatissimo a parte, la risposta di Workers a Quasi Amici soffre anche di una recitazione fin troppo sopra le righe, che rischia di rendere insopportabile anche per lo spettatore le sparate scurrili del disabile interpretato da Francesco Pannofino, tutto urla, risate sguaiate e smorfie dall’inizio alla fine. Più che un’anima in pena, un vero indemoniato. Dimenticabile.

Il secondo episodio se la cava un po’ meglio, soprattutto grazie alla simpatia di un Dario Bandiera trasformato per l’occasione niente meno che in un prelevatore di sperma di tori. Difficile immaginare un impiego più imbarazzante da rilevare a una ragazza al primo appuntamento: ecco così che il povero protagonista decide di sfruttare un malinteso e fingersi medico chirurgo… Ma non gli sarà facile far passare inosservata (anzi, inodorata) la puzza di stalla di cui è impregnato il suo camice da lavoro. Un po’ trash, ma essenziale e senza troppe pretese, l’episodio è reso quasi tenero dalla comicità gigiona di Bandiera, che riesce a renderci sopportabile anche l’idea di un lavoro così surreale. Gioiranno tutti i periti agrari realmente impiegati nel settore.

Nel terzo, la protagonista è una truccatrice interpretata da Nicole Grimaudo. Come tutti sanno, il settore dello spettacolo è uno dei più precari al mondo, e così a volte occorre mettere la propria arte a servizio di compiti diversi, come dire, più “smorti”. È questo il caso della povera Alice, che non trova altro lavoro se non truccare le salme in una ditta di pompe funebri. L’idea, un po’ macabra, potrebbe avere un lato divertente, soprattutto per chi si ricorda ancora con affetto Papà, ho trovato un amico, in cui Jamie Lee Curtis ricopriva più o meno lo stesso ruolo. L’episodio di Workers opta invece per l’ultra grottesco, immaginando che la protagonista sia identica alla defunta moglie di un giovane mafioso (Paolo Briguglia), e che lui decida di ingaggiarla per fingersi sua consorte agli occhi del padre malato di cuore, un boss latitante con il volto di Nino Frassica. Soprassediamo sulla rappresentazione della famiglia di Cosa Nostra che mangia con i fucili sotto la tovaglia. Diciamo solo che fa un certo effetto vedere un attore come Briguglia da I Cento Passi a un ruolo così stereotipato. D’altra parte, il sottotitolo del film è “Pronti a tutto”.

Da annotare infine la storia che fa da collante a tutti gli episodi, quella dei due manager che gestiscono l’agenzia di lavoro interinale da cui provengono tutti i malcapitati. La loro vicenda ha un’importanza relativa, ma comunque, tra un siparietto più o meno divertente e l’altro, alla fine la spuntano sia Michelangelo Pulci che Alessandro Bianchi. Nel complesso, a parte qualche sorriso strappato da gag non troppo raffinate, non sembra proprio che Workers riesca lontanamente a esorcizzare con una risata i fantasmi del precariato o della disoccupazione. Era decisamente meglio quando, secondo la commedia italiana, non ci restava che piangere.

Workers esce oggi, venerdì 11 maggio, nelle sale italiane distribuito da Cinecittà Luce. Cliccate sulla scheda in basso e sul Mi piace per restare aggiornati.

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