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Workers – Incontro con il cast a Roma.

Workers – Incontro con il cast a Roma.

Di laura.c

C’è crisi, e il cinema italiano non poteva non cavalcare l’onda: arriva infatti nelle sale Workers – Pronti a tutto, commedia con tre episodi legati da un unico collante, cioè i lavori più assurdi proposti ai poveri malcapitati di un’agenzia interinale. Il primo parla di un ragazzo (Alessandro Tiberi) che finisce a fare il badante di un disabile insopportabile e dalle abitudini alquanto discutibili (Francesco Pannofino). Nel secondo, il protagonista è il comico Dario Bandiera, un perito agrario che si finge chirurgo pur di conquistare la ragazza dei suoi sogni: piuttosto inevitabile, dato che il suo vero lavoro consiste nel prelevare dai tori lo sperma necessario per la fecondazione artificiale delle mucche. Il terzo, infine, parla di una giovane truccatrice (Nicole Grimaudo) la cui unica possibilità di impiego sono le pompe funebri. Se già questo non è entusiasmante, lo sarà ancora meno scoprire di essere identica alla moglie defunta di un giovane disperato (Paolo Briguglia), unico erede di un potente boss mafioso in latitanza (Nino Frassica). Intorno a loro, i due titolari dell’agenzia interinale (Michelangelo Pulci e Alessandro Bianchi), custodi un po’ partecipi e un po’ beffardi di queste storie surreali.

 

“Volevamo fare una radiografia del momento, però mantenendo toni leggeri, per non appesantire un tema che è già abbastanza pesante per chi lo affronta nella vita”, ha spiegato il regista Lorenzo Vignolo, presentando ieri a Roma il film in compagnia del cast. “Era da un po’ di tempo che volevamo fare una commedia sui lavori che non vuole fare nessuno” ha rivelato, e anche se l’idea originale è partita dall’episodio del badante, in cui alla fine il protagonista si riconcilia col suo assurdo impiego, “il film mostra approcci e destini diversi, c’è chi si prende la libertà di mandare a quel paese i propri datori di lavoro, e chi invece finisce per trovarne altri ancora più strani”. Il regista, che sostiene di aver fatto lui stesso lavori molto distanti dal cinema come lo scaricatore e il riempitore di distributori automatici, è dunque consapevole che“l’argomento di partenza del film è molto serio”, e anche per questo ha voluto accompagnare ciò che già c’era in sceneggiatura con “squarci di realtà”. Ci sono ad esempio i colloqui in agenzia che si vedono all’inizio del film, e in cui è stato chiesto agli attori di improvvisare e alle comparse di raccontare le loro vere esperienze.

Lo sceneggiatore, Stefano Sardo, da parte sua ci tiene a sottolineare come tutto sia partito anche dalla volontà di raccontare in modo diverso la disabilità: “Quando abbiamo cominciato, nessuno voleva prendere in considerazione il soggetto. Dicevano che un portatore di handicap sarebbe stato un tema troppo deprimente e che nessuno sarebbe andato a vederlo. Col senno di poi, non sembra molto lungimirante”. Più in generale, la forza di Workers, secondo Sardo, sta nel fatto che tutti i personaggi “svolgono lavori difficili da accettare, ma li vivono tutti con un senso di rivalsa, di avventura. Il nostro intento era uscire dalla sociologia per offrire al pubblico un vero film di intrattenimento”.
Francesco Pannofino, che ultimamente è stato molto associato al tema del lavoro anche in veste di presentatore del concerto del primo maggio, in Workers ha il ruolo del disabile dal carattere impossibile:

“Serviva uno intrattabile, e hanno chiamato me – scherza – La sceneggiatura mi è arrivata quando giravamo la prima serie di Boris, e poi il progetto si è fermato per un po’. Ma ho trovato curioso sin dall’inizio questo portatore di handicap così cattivo e bastardo nei confronti di chi lo deve accudire, e dunque come attore mi sono divertito a spingere l’acceleratore su questo tasto. Sono contento di aver potuto interpretare un personaggio così diverso dal solito, credo che variare vada anche a beneficio del pubblico”.

 

Dario Bandiera, che specifica di aver fatto anche il lavapiatti e il cameriere, e di essere stato cacciato dopo due giorni perché troppo casinista, non nasconde invece il rapporto speciale nato sul set con l’enorme bovino che rappresenta l’oggetto principale del suo imbarazzante lavoro:

“Si pensa al toro come a un animale pericoloso, ma ho scoperto che possono essere dolcissimi. Non è che mi sia preparato in modo particolare, mi hanno solo detto che doveva sembrare che facessi quel lavoro da 20 anni, quindi mi sono buttato e tra di noi c’è stato subito feeling. Mi dispiace però di aver scoperto che questi animali vengono usati per un po’ e poi mandati al macello. Lo trovo terribile, se avessi un giardino grande me lo sarei portato a casa”.

A Nicole Grimaudo, è toccato il lavoro della truccatrice di cadaveri:

“Ho cominciato a recitare a 15 anni, quindi non ho fatto altro che l’attrice, e forse vi saprei fare una puntura o prendervi le impronte, ma se dovessi cambiare impiego non saprei proprio da dove cominciare. Mi piace però indagare personaggi che fanno cose molto distanti da me e dalla mia vita. In questo caso mi sono proprio innamorata della protagonista del mio episodio, perché trovo che rappresenti un’intera generazione di giovani che non si danno per vinti, e che superata la frustrazione iniziale si rimboccano le maniche per andare avanti. Non stanno lì a indugiare, nonostante spesso si dica il contrario. Certo, non è bello che si debba scegliere tra l’arrivare a fine mese e inseguire i propri sogni, ma nella realtà di oggi è difficile che accada il contrario”.

Lo stesso vale per Paolo Briguglia, in Workers giovane mafioso in erba:

“Il mio personaggio è abbastanza grottesco, ed è stato divertente interpretarlo proprio perché fuori dal mio percorso abituale. Ci tenevo però a far parte di questo ritratto di una generazione pronta a tutto, che non ha più niente da perdere, ma affronta le difficoltà divertendosi. La situazione attuale è drammatica, ma non bisogna mai dimenticarsi di essere vivi. Il film è divertente, sopra le righe, ma soprattutto è molto contemporaneo, perché racconta i giovani che non hanno più colori politici ma che vogliono conquistarsi l’indipendenza e, a questo punto, sono davvero pronti a fare di tutto”.

Workers esce nelle sale italiane domani, venerdì 11 maggio, distribuito da Cinecittà Luce. Cliccate sulla scheda in basso e sul Mi piace per restare aggiornati.

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