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Per Lee Daniels le critiche negative a Paperboy sono sintomo di razzismo

Per Lee Daniels le critiche negative a Paperboy sono sintomo di razzismo

Di Marlen Vazzoler

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L’ultimo film di Lee Daniels, The Paperboy, presentato la scorsa settimana a Cannes è stato definito un flop, uno dei più brutti film della stagione, tanto da essere bello nella sua bruttezza. C’è chi lo ha comparato a Showgirls e chi l’ha definito un opera da maestro del genere trash, chi ha trovato dei riferimenti a Baywatch e chi l’ha trovato divertente. Dopo il successo di Precious, questa seconda opera di Daniels ha certamente ottenuto delle critiche molto contrastanti da parte della stampa, ma questi giudizi di amore e odio sono stati visti sotto una nuova luce quando il regista, in una lunga un’intervista a GQ, parla di razzismo nei confronti del suo film.

“È così politicamente scorretto parlare di razzismo – semplicemente non puoi – ma credo che se era Pedro Almodovar o qualche regista italiano a raccontare questa storia non saremmo nella situazione in cui siamo. Dovrei fare Precious – storie urbane che abbiano un senso per me. Come oso fare un passo fuori dalla mia zona di conforto e raccontare una storia come questa. Questo è il mio modo di pensare la cosa. Ma questo non è il mio destino”.

Nonostante le azioni controverse che hanno dovuto interpretare nel film, Daniels spiega che gli attori hanno continuato a d avere fiducia in lui:

“E la sapete una cosa? Loro mi amano. Quanto io amo loro. Ed hanno avuto fiducia in me e [mi] hanno creduto e lavoreremo ancora tutti insieme. Non so che cosa significhi tutto questo. Vuol dire: preparatevi, è quello che è. Sono davvero il più chiacchierato?”,

Daniels continua dicendo che il suo film non è stato realizzato per sconcertare il pubblico, ma per far pensare la gente:

“E io non lo faccio per lo shock. La cosa è, la gente sta prendendo tutto questo troppo sul serio. Non è profondo. La mia ispirazione è Almodovar. La mia ispirazione è John Waters. La mia ispirazione è Spike Lee. Io sono una combinazione di tutti questi registi. Vivono in me. E io non sono qui per scandalizzare nessuno. Mi piace vedere ciò che non vediamo normalmente.
Noi, il pubblico americano, abbiamo subito il lavaggio del cervello e la gente continua a sottovalutare quello che vogliamo vedere. Voglio dire, sono d’accordo con The Avengers. Sono d’accordo con Spider-Man. Ma so anche che ho bisogno di essere stimolato. Anche se non mi piace un film, voglio avere qualcosa che mi fa pensare. Avrei potuto fare 50 film al prezzo di alcuni di queste pellicole”.

Su quanto detto da Daniels durante l’intervista, possiamo essere d’accordo su un punto, se il suo film fosse stato girato da Almodovar o da qualche altro regista, molto probabilmente The Paperboy non avrebbe ricevuto lo stesso numero e tipo di critiche, ma è anche vero che la critica ha sparato a zero sui primi film del regista spagnolo, e da allora la sua cinematografia non è la stessa.

Daniels non sembra rendersi conto che i critici non hanno avuto nulla da ridire sulla regia del film, anzi, ed hanno anche complimentato le performance degli attori, ma se la sono presa con una sceneggiatura debole, un tono e una fotografia che sembrano provenire da un brutto film. Daniels è il primo ad ammettere che è sbagliato parlare di razzismo, ma lo fa lo stesso. Eppure sa che non è la prima volta che un film viene massacrato dentro e fuori il circuito dei festival, M. Night Shyamalan è un esempio molto eclatante, non solo la critica ma anche il pubblico ormai non ha più fiducia nel regista.

È vero che i registi afro-americani a Hollywood rimangono ancora una minoranza e molto spesso sono relegati a film di genere come F. Gary Gray, Antoine Fuqua, i fratelli Hughes, Tyler Perry, Carl Franklin. Fino a oggi, Singleton e Daniels sono stati gli unici registi afro-americani a ricevere una nomination agli Oscar. Ma questa situazione non c’entra niente con le critiche contro The Paperboy.

Non c’è che sperare che nel suo prossimo progetto The Butler, Daniels sistemi i problemi di montaggio che hanno caratterizzato sia Precious che The Paperboy e forse avremo già un prodotto migliore.
Qui potete leggere la recensione di The Paperboy, mentre qui il punto della situazione sul film. Per leggere tutto quello che è stato scritto sul film, cliccate sulle news dal blog.

Fonte GQ


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