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Dark Shadows, la recensione in anteprima

Di Leotruman

Dark Shadows Poster Orizzontale USA

Regia: Tim Burton
Cast: Johnny Christopher Depp, Jackie Earle Haley, Bella Heathcote, Eva Green, Helena Bonham Carter, Chloe Grace Moretz, Michelle Marie Pfeiffer, Jonny Lee Miller, Christopher Lee, Gulliver McGrath
Durata: 1h 53m
Anno: 2012

Barnabas Collins è un giovane e viziato rampollo di una ricca famiglia che ha fondato la città di Collinsport e costruito la tenuta Collinwood Manor. Un vero playboy che riesce a trovare il vero amore, spezzando però il cuore di Angelique Bouchard, sua domestica che è in realtà una strega. Dopo aver ucciso la ragazza lo trasforma vampiro e lo fa seppellire vivo. Dopo 200 anni la tomba di Barnabas viene aperta: è il 1972 e il vampiro si ritrova in un mondo molto diverso da quello di cui aveva memoria. Tornato a Collinwood, ora in rovina, aiuterà i suoi eredi a recuperare la sua passata gloria. Ma Angelique è ancora viva e più vendicativa che mai…

Grande attesa per Dark Shadows, pellicola che segna il ritorno di Tim Burton. Il regista nella passata decade ha avuto un crescendo di popolarità pazzesca, culminata con il disneyano Alice in Wonderland, che avrà anche incassato più di un miliardo di dollari ma non ha lasciato il segno quanto sperato (il freno a mano era tirato).

Burton, tornato a briglia sciolta, ha scelto come suo nuovo lavoro la trasposizione di una serie tra le più strane della storia della televisione: Dark Shadows, una soap opera che in cinque anni sfornò oltre 1200 episodi, tra zombie, soprannaturale, e soprattutto… vampiri. Barnabas Collins arrivò dopo circa un anno e il pubblico americano impazzì per lui.

Nessuno si è stupito quando il regista ha chiesto al suo attore feticcio Johnny Depp di tornare nuovamente a lavorare con lui (per l’ottava volta!) per interpretare il vampiro Barnabas. La premiata ditta riunita, una storia dark fantasy molto particolare e con personaggi assurdi, con elementi soprannaturali ma anche sessuali: sinceramente mi aspettavo un incrocio tra Il Mistero di Sleepy Hollow e Beetlejuice, due tra le migliori produzioni di Burton. Aspettativa purtroppo delusa perché c’è un componente fondamentale che risulta carente: il divertimento.

Dopo un lungo e romanzato prologo ambientato nel passato, che inizialmente credevo meno serioso di quanto dimostrato in seguito, si rimane spiazzati subito dai semplici titoli di testa: una sequenza che riprende dall’alto un treno in corsa nei boschi sulle note di Nights in White Satin. Il film proseguirà su questa linea segmentata e imprevedibile: un alternanza di toni e di registri (horror, commedia, thriller, sentimentale, e con punte di pura soap) che spiazzano ma non stupiscono positivamente lo spettatore.

La prima parte funziona. L’arrivo della nuova istitutrice (Bella Heathcote) nella sontuosa ma dismessa Collinwood, splendidamente ricostruita presso i Pinewood Studios (lo scenografo è lo stesso di Sleepy Hollow, premio Oscar). La presentazione della sgangherata famiglia Collins, capitanata dalla matrona Michelle Pfeiffer. Suo il fratello (Jonny Lee Miller) e il nipote David non riescono ad emergere, mentre la psichiatra di famiglia (Helena Bonham Carter) e la teenager ribelle (Chloe Moretz) sono uno spasso. Al terzo “zoccola” pronunciato dalla ragazza per farci ridere inizia però a sorgere il dubbio che lo sceneggiatore Seth Grahame-Smith non sia proprio il genio che vogliono spacciare.

Il ritmo inizia a calare drasticamente ed ecco arrivare Barnabas, il solito Johnny Depp dal 2003 a questa parte (potete considerarlo un compliemento o meno), con il suo divertente ritorno al mondo e a Collinwood. Si ritorna a sperare e si continua a sperare grazie alla migliore scena della pellicola, la presentazione della strega  Eva Green (la migliore), divenuta la più influente imprenditrice della costa, e del mondo degli anni ’70, tra colori e dettagli irresistibili sulle note dei classici più noti dell’epoca.

La seconda metà della pellicola purtroppo non regge il confronto. La storia prosegue con grande discontinuità, tra poche sequenze notevoli e divertenti (ma poco sorprendenti perché già bruciate tutti dai trailer), e personaggi che spariscono come dimenticati. L’istitutrice, la reincarnazione dell’amore di Barnabas, nonostante un incipit di peso, viene completamente dimenticata e riproposta solo in sequenze “a caso”. La scena chiave della festa con Alice Cooper è poi quella completamente mandata a… : inizio strepitoso per poi terminare sul balcone con una scena sdolcinata, davvero uno spreco di mezzi ed elementi non solo scenici ma anche narrativi. I momenti WTF aumentano di numero e intensità verso il finale, che evidenzia grossi buchi di sceneggiatura e non riesce a dare la giusta conclusione ad una storia che il potenziale lo aveva tutto.

Non ho visto nemmeno una puntata della soap originale e non so se Tim Burton abbia voluto fedelmente riproporre il suo stile e l’effetto straniante che ne consegue. Dispiace vedere sprecato un cast eccellente, scenografie e fotografia notevoli, ed una storia che francamente alternando fantasy dark e comedy poteva davvero funzionare nelle mani di un regista visionario come Burton. Nonostante i vari ed innegabili meriti artistici, l’altro piatto della bilancia è pesantemente caricato dal ritmo lento (alcuni momenti sono davvero noiosi), dalla discontinuità narrativa e da personaggi che non riesci a comprendere ed amare fino in fondo. Provaci ancora Tim.

Voto: 6-

Dark Shadows uscirà nelle sale, anche italiane, l’11 maggio. Cliccate qui sotto per tutte le news sul film, o visitate la fan page italiana a questo link. Cliccate su Mi Piace sul riquadro sottostante per rimanere aggiornati sulla pellicola, o visitate la nostra pagina Facebook.


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