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Cannes 2012 – Il glamour non gradisce la pioggia

Di Andrea D'Addio

Capelli sistemati per ore ed ore probabilmente assieme alla propria hairdresser, cappellino posato sulla nuca, di quelli piccoli e circolari ornato con un po’ di quel tessuto a rete che i comuni mortali vedono solo d’estate nelle case al mare quando devono proteggersi dalle zanzare, solo che qui è colorato e serve a sentirsi più fashion. Che faccia freddo lei lo sa, ed è per questo che il vestito non è scollato ed il suo collo è avvolto da un bel foulard bianco rifinito di swarovski, ma la pioggia no, quella non l’aveva calcolata. Con la pioggia non c’è capigliatura che tenga, non c’è vestito da sfoggiare ee le lunghe passeggiate  sulla Croisette in attesa che qualcuno li noti e dica: “Stavo pensando proprio a te per il mio nuovo film” si trasformano in triste vasche a vuoto che non attirano neanche tutta quella schiera di fotografi che scattano foto a chiunque sembra che abbia passato metà pomeriggio a prepararsi per la propria entrè a Cannes, salvo poi mettergli in tasca un bigliettino da visita con l’indirizzo internet in cui potranno trovare la foto e semmai comprarla. Una bella delusione per chi crede che quei clic siano arrivati perchè si era semplicemente cool. Qui tutto è un business, pioggia permettendo.

 

In molti cicono che Berlino sia il migliore tra i grandi festival europei. Ed altrettanto si dice del Sundance negli States. La ragione? Non la qualità delle selezioni o la presenza di star, ma il freddo. Lì dove non si può stare in attesa per ore davanti ad un hotel per avere una foto di spalle per il proprio beniamino e non c’è spostamento che non nasca dalla semplice esigenza che da “a” si debba andare a “b” e viceversa, ad attirare tutta l’attenzione sono semplicemente i film. La gente perde tempo per fare le file e comprare i biglietti ed i tempi morti in coda o in attesa di un film non sono un contintuo star-watching con cellulare in mano ed applicazione Istagram già attivate, ma studio meticoloso del programma del festival, ricerca di informazioni su film, registi, critiche ed attori. E se non si sa che fare e il rischio è di prendersi un’acquazzone si va al cinema, fosse anche un film che normalmente non si andrebbe mai a vedere, un egiziano della Semaine de la Critique che poi però si scopre che non era così inguardabile, anzi è una visione che ci si porterà nel cuore a lungo, fosse anche solo per l’atmosfera, per quell’odore di vestiti bagnati che ogni spettatore si porta dietro e che  andrà via poco a poco durante le due ore successive, senza che nessuno se ne accorga mentre lo sguardo di ognuno di loro rimarrà attaccato allo schermo ed il mondo fuori, nonostante il rumore battente delle gocce e del vento, sembrerà lontano anni luce. Il cinema come ritrovo, il cinema come casa, il cinema che, anche a Cannes, vince quando c’è la pioggia. Con buona pace degli sponsor, dei fotografi e delle riviste patinate.

Note dalla regia: A Cannes piove quasi ininterrottamente da quasi 24 ore ed è il tempo è destinato a rimanere tale anche per i prossimi due giorni…

QUI trovate il resoconto di metà Festival, con tutte le recensioni già pubblicate.

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