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Il castello nel cielo – La recensione.

Di laura.c

Il potere più straordinario di Hayao Miyazaki, è che ancora oggi il cinismo e la disillusione si inginocchiano di fronte alla sua poesia. Sono passati quasi trent’anni dalla prima uscita di Laputa – The Castle in the Sky (a breve nelle sale grazie a  Lucky Red con il titolo Il Castello nel Cielo), ma il primo lungometraggio in animazione del mitico Studio Ghibli non ha perduto nulla della sua magia e del suo incanto.

 

Il racconto ha come protagonista una ragazza delicata e sensibile di nome Sheeta, inseguita da esercito e pirati a causa dello strano ciondolo che porta al collo, che sembra essere collegato alla leggendaria Laputa. Si tratta di una cittadella sospesa nell’aria, che da secoli fluttuerebbe sopra la superficie terrestre protetta dalla magia. Si narra vi siano conservati tesori incredibili, ecco perché tutti vogliono impossessarsi dell’Aeropietra della ragazza, tramandata nella sua famiglia da generazioni. Per fortuna al suo fianco per aiutarla c’è Pazu, un ragazzo coraggioso e dal cuore puro, a cui non interessano ricchezza e potere ma solo proteggerla e vivere un’avventura degna di quelle che gli narrava suo padre da piccolo.

 

In confronto alla produzione successiva di Miyazaki, come si intuisce anche dalla trama, Il Castello nel Cielo presenta un carattere più rivolto al fantasy e forse un pizzico meno visionario rispetto a opere estremamente audaci come Porco Rosso, o anche come Il Castello Errante di Howl, dove i personaggi vantano una caratterizzazione più complessa e più adulta. Da questo punto di vista, la storia di Laputa sembra richiamare piuttosto la serie animata, comunque meravigliosa, intitolata Conan il ragazzo del futuro e datata 1978. Questo non costituisce però necessariamente un limite: proprio per la maggior linearità della narrazione, il film risulta infatti molto dinamico e avventuroso, e trasporta il pubblico nel mondo di Laputa proprio come un aquilone sospinto da una folata di vento.  L’ambientazione, inoltre, sembra proprio antesignana del genere steampunk: si muove dalla profondità delle miniere ai vapori delle navi volanti, fino ad arrivare alle estreme sommità del cielo, descrivendo un viaggio ricco di immaginazione e di poesia, non solo visiva.

Come in quasi tutta la filmografia del Maestro, anche ne Il Castello nel Cielo si ritrova infatti un estremo lirismo nella descrizione dei personaggi, fragili e forti allo stesso tempo. Ancora una volta si incontrano temi come la bellezza e l’importanza della natura, la condanna del militarismo, la necessità per i giovani protagonisti di compiere un percorso di crescita che trasformi la loro nobiltà d’animo in coraggio, indipendenza e libertà. E ancora una volta, infine, non manca la capacità di caratterizzare in maniera brillante i personaggi secondari, in particolare quelli che appaiono cattivi ma che finiscono per dimostrare grande umanità a contatto con chi sa vedere oltre la loro scorza esteriore.

Essendo anche il primo film uscito dalla “fucina” dello Studio Ghibli (anche se non il primo di Miyazaki), Il Castello nel Cielo rappresenta dunque una tappa assolutamente imperdibile del percorso artistico del regista, che era e rimane uno dei più grandi incantatori del mondo dell’animazione, di certo non solo quella giapponese.

Il castello nel cielo Poster Italia

Il film, arriverà nelle sale italiane a partire dal 25 aprile. Sarà poi disponibile in un secondo momento in Dvd e Blu-Ray.

Da No Time to Die a Ghostbusters, ecco le nuove date dei film 2021 (in costante aggiornamento)

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