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Game of Thrones, il commento alla première della seconda stagione

Di emanuele.r

E’ finalmente finita l’attesa. Non solo per l’inizio della seconda stagione di Game of Thrones, ma anche per il nostro commento. La seconda stagione della serie fantasy HBO di Weiss e Benioff parte con un episodio, The North Remembers che ribadisce la filosofia narrativa della serie, e dei prodotti della rete: anziché abbacinare lo spettatore con l’inizio al botto, preferisce mettere in campo i pezzi del proprio scacchiere con attenzione, quasi maniacale.

Ovviamente al centro dell’episodio, la rivalità tra i Lannister e gli Stark, con i primi alle prese con le inutili tirannie di Joffrey e il ritorno di Tyrion, incaricato dal padre di farne le veci come primo cavaliere, e il quale fa notare che senza più Ed e con Arya scomparsa, il loro potere sugli Stark è relativo; e coi secondi che hanno affidato a Robb le loro speranze di rivalsa. Ma intanto, Stannis Baratheon, ispirato dalla veggente Melisandre, ha intenzione di far valere i propri diritti sul trono.

Gli stessi showrunner scrivono questo episodio che, come si diceva, dimostra la consapevolezza dello show: senza dover dimostrare a tutti i costi la propria forza, la propria bellezza, con una première scintillante ma squilibrata, si guarda al complesso della stagione, si riallacciano i nodi con la precedente, si presentano con cautela e solidità narrativa i nuovi personaggi.

Cuore di The North Remebers è il potere e il modo in cui i Lannister lo intendono e praticano: Joffrey, inebriato dal regno impone il bello e il cattivo tempo sui suoi sudditi, ma è costretto, prima grazie alle parole di Sansa poi dei familiari, a comprendere che se si vuole tenerlo più a lungo, non li si può gestire in maniera assoluta e autocratica; Cersei che trama nell’ombra per riavere Jaime, ma si trova nella difficoltà di dover affrontare le conseguenze della violenza del re, anche se dà una favolosa lezione di ‘potere’ a Lord Baelish (con la frase “Il potere è il potere”); e poi Tyrion, in un certo senso il nuovo arrivato, che può dimostrare la propria saggezza strategica come vice Primo cavaliere, e anche l’eccezionale talento di Peter Dinklage.

Nelle retrovie cominciano a farsi notare i personaggi nuovi, come Stannis e Melisandre, già nel vivo della riscossa dei Baratheon, e quelli vecchi a cui arriverà nuovo vigore, come il paladino Robb, la fuggiasca Arya, l’integerrimo Snow. E poi Daenerys, la preferita di chi scrive, pesonaggio di grandissima forza e tenerezza allo stesso tempo, come dimostra la sequenza della morte del cavallo, primo regalo di Kal Drogo alla sua khaleesi. Alla bellezza e compattezza narrativa di questa première, si aggiunga un impianto produttivo incredibile, che raggiunge la vetta con la fotografia splendida di Kramer Morgenthau (si veda il falò notturno di Melisandre).

Primo episodio che parte molto bene, ma che promette ancora meglio. Voi cosa ne pensate di questo inizio della seconda stagione di Game of Thrones? Commentate l’articolo e restate con noi per tantissime novità dal Trono di spade.

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