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24 aprile 2012 • 17:06 • Scritto da emanuele.r

Game of Thrones, il commento a Garden of Bones

Il quarto episodio della seconda stagione per la serie fantasy di HBO entra nel vivo delle alleanze e degli intrighi che porteranno alla guerra dei 5 re: e la parte magica fa capolino nel finale.
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Attenzione: il seguente articolo può contenere spoiler. Leggete l’articolo a vostro rischio. 

Il giardino di ossa del titolo è quello che ci si lascia dietro dopo ogni battaglia, dopo ogni guerra. Il quarto episodio della seconda stagione di Game of Thrones, la serie fantasy HBO curata da Weiss e Benioff, fa intravedere questa scia di morte entrando nel vivo degli intrighi e delle alleanze, possibili o auspicabili, tra le varie casate che si preparano alla guerra dei 5 re.

Al centro ancora lo scontro interno ai Lannister tra Tyrion e la sorella Cersei, mentre re Joffrey vorrebbe dimostrare il proprio illimitato potere sulla pelle di Sansa; Catelyn vorrebbe arrivare a un accordo coi Baratheon, mentre Robb sferra  un duro colpo ai Lannister, che con il ritorno di Lord Tywin, prendono a corte Arya.

Scritto da Vanessa Taylor e diretto da David Petrarca, l’episodio riparte dalla scia del precedente e comincia in modo consistente a movimentare le cose, a far incontrare o scontrare le parti in causa nel gioco dei troni: innanzitutto i Lannister, quelli che hanno più da perdere, continuamente debilitati dalla ripugnante follia di Joffrey, che dopo aver fustigato Sansa per un’inezia viene bloccato da Tyrion che per farlo sfogare gli offre due prostitute, che verranno ridotte male dal giovane re; il folletto intanto ha trovato il modo per controllare le manovre della sorella, attraverso lo scudiero che la serve anche nel letto.

Gli Stark intanto si dividono tra azione e politica: così, mentre Robb attacca i Lannister coi suoi lupi, Catelyn deve affrontare l’offerta del traditore Baelish di scambiare le sue due figlie (che finge di avere entrambe) per Jaime, prima di provare a riunire Stannis e Renly Baratheon per averli al suo fianco nell’attacco a Westeros. Non ci riesce, anzi: Stannis confida nelle arti magiche di Melisandre (“Con l’onore non si vincono le guerre”, dice), la quale a fine episodio si reca in una grotta per partorire un inquietante essere di fumo.

La vera sorpresa di un episodio appassionante e più movimentato (e meglio strutturato) del precedente, è nell’avanzata di Daenerys e nell’incontro coi 13 di Qarth: dopo l’iniziale diffidenza, la madre dei draghi riesce a farsi accogliere nella città più grande che ci sia e che mai ci sarà. Che sia l’inizio di una resurrezione? Domanda che ci si può fare per Arya: catturata dalle guardie Lannister, intenta a cantare le persone che vorrebbe morte (“Chiunque può essere ucciso”), costretta a vedere i compagni torturati, colpisce l’attenzione di Tywin che la riconosce subito come ragazza e ne premia la scaltrezza chiedendola come coppiera.

Cosa accadrà nel prossimo episodio di Game of Thrones? sopra potete vedere il prossimo promo: e per saperne di più restate su Screenweek ed Episode39.

 

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