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Diaz – Intervista a Renato Scarpa e Davide Iacopini.

Di laura.c

Esce oggi nelle sale Diaz – Don’t clean up this blood, il film di Daniele Vicari dedicato al blitz delle Forze dell’ordine nella scuola resa tristemente nota dal G8 di Genova. Un’opera molto complessa che, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, tra i suoi pregi vanta una dimensione genuinamente corale, con grandi nomi del cinema impiegati in ruoli anche minuscoli e giovani che attori che invece appaiono lungo l’intero percorso descritto dal film.  Renato Scarpa e Davide Iacopini ne sono un ottimo esempio. Il primo, veterano del cinema (di cui ricordiamo giusto a titolo di esempio Nel nome del padre di Marco Bellocchio e il più recente Habemus Papam di Nanni Moretti), recita la piccola parte di un anziano sindacalista finito per caso a dormire alla Diaz e vittima come i no-global delle percosse della Polizia. Il secondo invece si affaccia ora sul grande schermo e nel film di Vicari veste i panni di uno dei giovani del Genoa Global Forum, rimasto fuori dalla scuola e testimone esterno della degenerazione dell’atmosfera del G8 e dell’impegno di tanti ragazzi non violenti, che in quell’estate del 2001 avevano lavorato in nome di un ideale molto diverso. Due generazioni a confronto, dunque, non solo nella finzione cinematografica ma anche nella realtà di un film dalle diverse anime. Noi li abbiamo intervistati in occasione della presentazione del film, prodotto e distribuito da Fandango.

 

Che ricordi avete di quel G8?

Renato Scarpa: Io ho un ricordo preciso. Ero a Roma, davanti alla televisione, e stavo ascoltando un confronto tra Fini e Bertinotti, e arrivò in diretta la notizia che alla Diaz era successa questa cosa incredibile e arrivarono subito le immagini. Fu abbastanza sconvolgente vedere questi pestaggi di cui non si capiva l’origine. Non si capiva perché una semplice perquisizione si fosse trasformata in una macelleria.

Davide Iacopini: Avevo 17 anni, e pur essendo nato a Genova non c’ero perché non mi interessava abbastanza la politica in quel momento. Ricordo però chiaramente che il G8 è stato proprio la scintilla che mi ha fatto venire voglia di informarmi. Per me è stato uno spartiacque, come credo sia stato per tanti della mia generazione.

Che emozione avete provato rivedendo il film?

R. S.: Sono rimasto come una colonna di marmo colpita da una granata. Non riuscivo nemmeno a parlare, perché è un film fortissimo, ma mi piace molto. È fatto con una grandissima passione e con altrettanta maestria. La nobiltà del tema va sostenuta con la capacità di raccontare, e Vicari è stato molto bravo. Girando con lui ho capito che al centro di tutto c’era sempre la persona, non tanto quello che era successo. È un film dinamico, ma il suo dinamismo è pieno di umanità, di attenzione a ciò che succede agli uomini. Lo trovo un grande pregio.

D. I.: A me fa ancora male adesso, che tra proiezioni e anteprime l’avrò visto almeno sei volte. Ma non basta, è proprio un dito nella piaga, una cosa molto forte.

 

Come vi siete preparati, e soprattutto documentati, per interpretare i vostri personaggi?

R. S.: La prima volta che Vicari mi ha parlato di questo film ero molto perplesso. Essendo il tema così scottante, ci voleva un’ottima preparazione a riguardo. Il rischio in questi casi è di non essere all’altezza di ciò che si vuol dire. Quindi c’era un po’ di paura da parte mia, anche perché non conoscevo il regista. Quando ci siamo incontrati ho visto però il suo entusiasmo, il suo impegno affinché un evento del genere non fosse dimenticato. Poi ho letto la sceneggiatura e non potevo credere che quelle cose fossero vere, ma in realtà non c’è una parola nel film che non sia ampiamente documentata. Questa è la nostra enorme garanzia, sono tutte parole pubbliche. In breve, sono crollato ancora una volta di fronte all’evidenza dei fatti. Fa sempre impressione realizzare di vivere in un Paese dove ci sono persone che possono pensare e agire in questo modo. Per questo è stato un duro colpo per me, pensavo che certe cose non avessero proprio diritto di cittadinanza, soprattutto nelle istituzioni.

D. I.: Per quanto riguarda Genova in generale, mi ero già informato in precedenza, ho visto anche alcuni delle centinaia di video che ci sono su YouTube. Volendo si trova tutto, su processig8.org compaiono tutti gli atti. Per quanto riguarda il mio ruolo, sono stato uno dei pochi ad aver avuto l’opportunità di incontrare la persona a cui è ispirato. Molti hanno preferito tenere le distanze per non risvegliare troppo il dolore, mentre lui, non essendo dentro la Diaz ha avuto la forza di parlarne, ed è stato utilissimo. Per quanto uno si possa immaginare che tipo di esperienza sia, se non ti viene raccontata di prima mano non puoi averne la cognizione precisa. Vicari ovviamente non ci ha chiesto di copiare il personaggio vero, ma di fare nostra la loro esperienza. Parlare con lui mi ha aiutato a capire cosa avrei provato in quei momenti, e mi aiutato a trovare la mia strada attraverso quello che è stato il suo passato di quei giorni.

Secondo voi sarà un film utile?

R. S.: Noi speriamo che non sia utile, ma utilissimo. Siamo un Paese con la memoria corta. Un Paese che alla fine della guerra, poco più di 50 anni fa, aveva il 52% di analfabeti e il nostro grande problema è quello di essere cresciuti più economicamente che culturalmente, per cui abbiamo avuto l’ignoranza al potere. Aveva ragione Don Milani, i cittadini sovrani si fanno a scuola, e ora vediamo quanto sia negletta e sconsolata questa meravigliosa istituzione che invece rappresenta il futuro. Per cui è utilissimo tutto quello che serve a risvegliare la coscienza e la consapevolezza, a far nascere finalmente quella parola che in Francia è nata con la Rivoluzione e da noi non è ancora arrivata: la parola cittadino, da sostituire alla parola cliente.

D. I.: Spero che risvegli le coscienze in maniera ambivalente. Sia a quelli che sanno, ma magari non sono sufficientemente interessati, sia per formare una memoria storica per chi ancora non sa perché sta crescendo e si sta formando ora. Spero che sia per tutti e che per tutti sia utile.

 

 

Il film esce nelle sale oggi, il 13 aprile e vede, tra le altre, la partecipazione di Elio Germano, Claudio Santamaria, Rolando Ravello, Alessandro Roja, Jennifer Ulrich e Monica Birladeanu. Potete trovare la nostra recensione a questo link. Clicca sulla scheda qui sotto per scoprire anche le interviste al regista, Daniele Vicari, e agli altri membri del cast.

 

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