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American Pie – Ancora Insieme. Intervista a Jason Biggs

Di laura.c

Nel film American Pie – Ancora Insieme, il suo personaggio viene preso in giro e definito “quello che assomiglia ad Adam Sandler”. Ma nella realtà Jason Biggs è conosciuto e amato da un’intera generazione per il suo ruolo di imbranato cronico e specialista in figure imbarazzanti, Jim Levenstein. A 13 anni di distanza dal primo film, lo ritroviamo ancora una volta alle prese con il genere femminile, nella commedia che riunisce tutto il cast originale in una grande rimpatria piena di risate e nostalgia.

Jason, cosa avete provato nell’incontrarvi dopo tanto tempo?

Una delle cose più belle del film è che c’è tutto il cast originale. È stata una rimpatriata anche per noi attori, molti non si vedevano da dieci anni, non tutti hanno mantenuto i contatti, ma in un certo senso siamo sempre rimasti uniti grazie ad American Pie. È un legame molto forte, che rimane anche quando siamo lontani dal set, perciò tornare tutti insieme è stato davvero incredibile. In un certo senso è un bene che siano passati circa otto anni tra l’ultimo film e il nuovo: hanno dato al pubblico il tempo di maturare un po’ di nostalgia per il franchise e a noi di sviluppare lo stesso sentimento nei confronti dei nostri personaggi ed essere ancora più entusiasti di tornare a interpretarli. I primi tre film li abbiamo fatti uno dietro l’altro, quando ero ancora abbastanza giovane, perciò è bello tornare nei panni di un adulto, o almeno di una specie di adulto. Eh sì, è stata proprio una bella rimpatriata!

Sei stato anche produttore esecutivo del film. Come ti sei trovato in questo ruolo?

Ho ricoperto questo ruolo perché sono stato coinvolto nel progetto sin dalla sua fase iniziale, per cui volevo assicurarmi che si arrivasse fino in fondo, che fosse messo in piedi e sviluppato. A parte questo, la bellezza del franchise è che l’ambiente è molto collaborativo e ogni attore può dare il proprio contributo.

Che cosa distingue questo American Pie dagli altri e cos’ha invece in comune con il resto della serie? Oltre il sesso, ovviamente.

Una delle sfide del film era propria quella di raccontare una storia più adulta, ma sempre coerente con lo humour caratteristico di American Pie. Diciamo che la nostra comicità è un po’ grezza, perciò più i personaggi crescono più si rischia di perdere credibilità. Perciò ci siamo abbiamo introdotto situazioni e gag che avessero senso nel contesto del film e per dei trentenni. Penso che siamo riusciti in questo intento e che le parti più grottesche funzionino bene all’interno della storia, e anche per questo mi sembra che il film sia il più sentimentale e intenso tra quelli realizzati. Per quanto riguarda le similitudini o le citazioni degli altri film, personalmente non mi sono messo proprio a ripassare, è stata piuttosto l’occasione per far vedere tutto American Pie a mia moglie che lo aveva visto solo a pezzetti. Tra l’altro i registi John Hurwitz e Hayden Schlossberg sono dei veri appassionati della serie: conoscono tutti i film a memoria e sanno tutto dei personaggi. Per cui non è stato difficile affidarci a loro. Si ricordavano di particolari che io avevo praticamente rimosso.

Il franchise all’epoca anticipava già quanto la tecnologia sarebbe diventata importante nelle nostre vite. Qua invece ci sono le mail, Facebook e tutto il resto, ma il film sembra proprio un ritorno alla vera amicizia, quella che non si svolge sui social network.

Beh sì, questo ci riporta all’importanza di avere tutto il cast originale. Il film rispecchia i legami di amicizia già esistenti nel primo American Pie, legami che invece avevano già cominciato ad allentarsi nei precedenti sequel. Ora invece torniamo a guardare al rapporto tra i personaggi. Poi ci sono le loro vite, il modo in cui sono cambiati, o in cui non sono cambiati, ma il cuore di tutto è proprio lo stesso gruppetto di amici di sempre. Le gag ovviamente sono molto divertenti e fanno ridere il pubblico, ma credo che il  motivo per cui questo franchise sia stato capace di ritornare dopo tanti anni, sia proprio il fatto di aver costruito personaggi e rapporti umani a cui gli spettatori sono affezionati e che continuano a suscitare il loro interesse. Penso che in un certo senso rispecchino le vite di tutti, e da questo punto di vista gli autori hanno fatto un gran lavoro nel descrivere varie versioni di come possano vivere i trentenni di oggi.

Sono cambiati gli adolescenti di oggi rispetto a quando lo eravate voi?

Mi sembra che uno dei più grossi cambiamenti rispetto al primo American Pie sia proprio l’esplosione della tecnologia, l’accesso all’informazione. I teenager e i ventenni di oggi hanno accesso illimitato a internet, cellulari e quant’altro, e mi sembra che ciò condizioni profondamente la loro esistenza proprio dal punto di vista pratico. Mi sembra in particolare che questi ragazzi siano più difficili da sorprendere, e crescano molto più in fretta di quanto non siamo cresciuti noi.

 

Quali sono i tuoi migliori ricordi del liceo?

Di sicuro preferisco la seconda parte, perché durante la prima lavoravo molto e c’ero poco, quindi la mia vita sociale ne ha un po’ risentito. Però ho sicuramente dei bei ricordi, come la mia prima ragazza, la patente, l’indipendenza dalla casa e dalla famiglia. Mi ricordo perfettamente la prima estate che ho avuto la macchina: ha cambiato tutto, tutte le dinamiche delle mie amicizie. È stata la prima volta che mi sono sentito adulto, poi ho realizzato che non lo ero per niente. Tra l’altro, la macchina era la stessa identica che c’era in uno dei film di American Pie!

Come ti senti a essere il simbolo di una generazione?

Beh, è piuttosto figo. Ma devo ammettere che è qualcosa che ho capito da poco. Mi è capitato spesso di incontrare persone che mi dicevano di essere praticamente cresciute con i miei film e con il personaggio di Jim, ma solo adesso, tornando insieme al resto del cast, sono riuscito a capire cosa significava veramente. Non so se era modestia o se semplicemente non capivo: adesso però sono cresciuto e mi rendo conto di cosa è stata la mia vita, la mia carriera, e sono contento che c’è chi si identifica col personaggio di Jim. A volte mi associano a lui in senso negativo, come se fosse un limite, mentre mi rendo conto ora più che mai di che dono sia stato per me American Pie e di quanto sia bello che simbolizzi una generazione.

La nostra foto di Jason Biggs all'incontro con la stampa

 

American Pie – Ancora Insieme uscirà nelle sale italiane il 4 maggio 2012. Trovate la pagine Facebook italiana del film a questo link.

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