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Real Steel in Blu-ray, la nostra intervista al candidato all’Oscar John Rosengrant!

Di Leotruman

Oggi Real Steel, il kolossal fantascientifico diretto da Shawn Levy uscito nelle sale di tutto il mondo lo scorso autunno, sbarca in Italia in Dvd e Blu-ray.

Cogliamo l’occasione per proporvi la nostra intervista ad uno dei più importanti professionisti di sempre nel campo degli effetti visivi.

Abbiamo infatti avuto il piacere di partecipare ad una round table con John Rosengrant, candidato quest’anno all’Oscar nella categoria dei Miglior Effetti Visivi proprio grazie a Real Steel.

Rosengrant ha lavorato per oltre 25 anni con Stan Winston, mago degli effetti speciali e suo mentore, con il quale ha collaborato per la creazione di classici come Aliens, i sequel di Jurassic Park e l’intera saga di Terminator. Inoltre, insieme a Neville Page, è il responsabile della creazione di tutti gli esseri, i veicoli e i personaggi di Pandora in Avatar. L’aspetto dei Na’vi, dei mostri, il design delle armi sono appunto sue creazioni.

Recentemente ha fondato il Legacy Effects Studio, non a caso chiamato in questo modo in ricordo di Stan Winston e dell’eredità lasciata a lui e ai suoi collaboratori (legacy significa appunto eredità) e stanno lavorando su alcuni tra i kolossal più importanti ed attesi del 2012: The Amazing Spider-man, The Avengers, The Hunger Games, World War Z e Atto di Forza.

Real Steel Hugh Jackman Dakota Goyo foto dal film 2

Ci è stata mostrata in anteprima una clip che è proprio contenuta nell’edizione in Blu-ray. Il filmato svela i segreti del Legacy Effects Studio e di come siano riusciti a creare tutti i robot presenti nel film. Nonostante la computer graphic permetta al momento attuale di dare vita a personaggi digitali molto convincenti, uno dei punti di forza di Real Steel è costituito dal fatto che i robot sono dei veri e propri animatronics (proprio come i dinosauri di Jurassic Park di Stan Winston), realizzati in ogni dettaglio da Rosengrant e dal suo team con la stretta supervisione del regista e del produttore esecutivo Steven Spielberg. I robot sono stati poi abilmente inseriti nel film e nelle sequenze create con la CG, mantenendo un certo grado di realismo che è valso appunto la nomination.

Ecco la traduzione completa dell’intervista a John Rosengrant:

Qual’è stato il tuo momento preferito nella realizzazione di Real Steel?

John Rosengrant: La mia parte preferita è stata senza dubbio portare i personaggi in vita e, auspicabilmente, sviluppare robot iconici.

Quali sfide nascono dal mescolare CGI e animatronics?

Penso che le sfide nascano dal fatto che tu vuoi rendere il film perfetto. Shawn Levy, i produttori e la squadra della Digital Domain di Erik Nash sono partiti con la mentalità di aiutarsi a vicenda per rendere il tutto credibile, anche nelle sequenze create in CG. Il robot costruito fisicamente ha fornito informazioni sulle grandi dimensioni e sui dettagli di riferimento. Nelle riprese in cui sono stati utilizzati ha anche aiutato gli attori nelle loro interpretazioni, fornendogli qualcosa con il quale confrontarsi che non sia una pallina da tennis.

Quanto tempo ci vuole per fare e preparare animatronics come quelli visti nel film?

Il processo è durato cinque mesi. Sei settimane per progettare, scolpire i robot digitale e creare tutti i pezzi per i prototipi. Ogni robot è formato da circa 300 pezzi. Il tempo rimanente è poi servito per l’assemblaggio del robot.

Avete dovuto usare qualche nuova particolare tecnologia per farli muovere?

Per quanto riguarda le nuove tecnologie, ne abbiamo utilizzata una che ora viene chiamata stealth control system. Abbiamo sviluppato una speciale pompa idraulica che era particolarmente leggera e portatile, insieme ad un sistema di controllo intuitivo. Questo ci ha permesso di impostare e preparare il robot per le riprese in una decina di minuti.

Quanto è diverso lavorare con gli animatronics rispetto che con gli attori?

La sfida con gli animatronics è quella di ottenere una performance credibile da qualcosa che è effettivamente una macchina. Il nostro background, oltre che artisti ed ingegneri, comprende anche l’essere in pratica dei burattinai e degli interpreti noi stessi. Così abbiamo utilizzato questa sorta di canale di energia per portare i personaggi in vita.

Quale robot è il tuo preferito?

Sono tutti i nostri bimbi. Abbiamo speso molto tempo ed altrettanta energia per tutti loro. Ma credo che Atom in questo caso abbia mostrato molto cuore e anima per essere un robot. Quindi credo proprio che sceglierei Atom come il mio preferito.

Quale è stata la sequenza più complessa che ha dovuto affrontare girando il film?

Come in molti film pieni di effetti speciali ce ne sono sempre diverse. Quello che mi salta alla mente è la prima accensione di Atom una volta estratto dalla discarica. Abbiamo dovuto coprire il robot di fango e farlo sedere. Non c’è stata molto tempo per la preparazione, ma credo che la scena si è rivelata fantastica. E ne sono molto orgoglioso.

Come hai fatto a diventare un così grande esperto nel tuo campo specifico?

Fin da quando avevo cinque anni, volevo creare mostri. Ero uno studente d’arte al college, eppure volevo davvero creare questo tipo di effetti speciali. Mi sono trasferito in California per perseguire quel sogno e Stan Winston mi ha assunto per il primo Terminator e mi ha dato questa opportunità. Ho lavorato con Stan per 25 anni fino alla sua prematura scomparsa. Con i miei tre altri partner dello studio di Stan abbiamo poi fondato il Legacy Effects in suo onore e per portare avanti la sua eredità.

Come puoi spiegare in parole semplici il tuo ruolo di Animatronic Supervisor? Di che cosa è fatto un robot?

Si tratta di costruire di robot animatronic da scolpire, modellare e meccanizzare. Bisogna scegliere poi le vernici e sviluppare dei sistemi di controllo e di gestione della performance complessiva sul set. I pannelli e le coperture sono realizzate in fibra di vetro e una miscela personalizzata di uretano. La struttura meccanica all’interno è di una combinazione di acciaio e alluminio, e ci sono infatti molti dei robot che sono formati con parti in alluminio. I nostri eroi sono una combinazione di comandi idraulici e di movimenti con le aste proprio come per le marionette.

Real Steel Evangeline Lilly Hugh Jackman Dakota Goyo foto dal film 2

Hai dovuto lavorare a stretto contatto con gli attori per le scene?

Sì, abbiamo sicuramente lavorato a stretto contatto con gli attori. I tre robot principali che abbiamo creato (su un totale di 27) sono quelli con i quali Hugh Jackman e Dakota dovevano interagire in modo più specifico. È stato molto utile per Dakota, che aveva 10 anni all’epoca, avere davvero un robot funzionante con il quale poteva interagire realmente. Penso che si possa vedere una scintilla magica nel film tra i due.

Cosa ha significato Stan Winston, secondo te, nell’arte del cinema? Qual è l’essenza della sua eredità?

L’essenza della eredità di Stan è che è stato proprio lui ad insegnarmi il nostro lavoro, vale a dire lo sviluppo e la creazione dei personaggi. Non si tratta tanto di effetti speciali, ma più la vera e propria creazione di un personaggio memorabile. Stan era un truccatore ed un artista, ma inizialmente era arrivato ad Hollywood per recitare, quindi penso che abbia sempre puntato molto sull’aspetto della performance. Alien, il Terminator, oppure i dinosauri di Jurassic Park, tutti le sue creature si sono sempre comportate come se fossero vive.

Qual è stato il criterio di scelta durante le riprese per decidere tra CG e animatronics?

La linea guida è stata questa. Se il robot doveva realmente interagire con gli attori in modo intenso, quello sarebbe stato veramente difficile da creare in CG. Per esempio, quando Atom si alza per la prima volta con gli attori a fianco. Un elemento discriminante è stato senza dubbio la presenza di Dakota: era necessario che interagisse con Atom, quando è in modalità stealth o quando doveva replicare le sue mosse. Tutti pensavano che era molto importante fornire qualcosa di concreto con cui Dakota interagisse.

Com’è cambiato il tuo lavoro dai tempi di Terminator?

In questo film noi abbiamo costruito dei robot reali mentre nei primi Terminator stavamo facendo finta di costruire robot reali. Inoltre, lo stato attuale della tecnologia che ci ha permesso di scolpire i robot insieme alle loro parti digitale, creando in modo rapido dei prototipi nel mondo reale. Ci ha permesso di fare cose che non sono mai state possibili a quel tempo.

Chi ha tenuto i robot alla fine delle riprese del film?

Abbiamo tenuto tutti i robot alla Legacy a riprese finite.

Ad una persona che sogna di voler entrare nel vostro campo, quale consiglio ti senti di dare loro?

Deve innanzitutto essere portata artisticamente parlando. Al giorno d’oggi bisogna anche essere preparati e conoscere i programmi di arte digitale e ovviamente le tecniche artistiche. Arrivati a questo, bisogna poi aggiungere il lato meccanico: serve avere capacità di lavorazione, saldatura e conoscere la robotica e i sistemi di controllo computerizzato.

Steven Spielberg, Shawn Levy, Hugh Jackman: come è stato lavorare con loro?

Ho avuto l’onore di lavorare con Steven Spielberg su due film della saga di Jurassic Park e nell’ultimo Indiana Jones. È stato un piacere lavorare con Shawn Levy, mi piace molto la sua energia creativa. Hugh Jackman è un grande attore e un vero gentiluomo.

Nella clip che ci è stata mostrata il regista Shawn Levy parla di come Steven Spielberg abbia sottolineato che l’uso di effetti realistici è stato importante per il successo del film. Secondo te i registi con tale mentalità riguardo gli effetti pratici sono ormai una razza morente?La Legacy è stato contattata per creare i robot di Robopocalypse, il prossimo film di Spielberg?

Gli Animatronics hanno ancora un posto molto importante in questo tipo di cinema. Alcuni giovani registi non hanno alcuna esperienza con il lato pratico degli effetti visivi, ma una volta visto quello che effettivamente possono apportare al loro film, sono sicuro che si possono convincere. Per quanto riguarda Roboapocalypse, sarebbe un progetto fantastico di cui far parte!

Ci fai un esempio specifico di qualcosa che è molto più difficile da realizzare di quanto si possa credere?

In questo film abbiamo creato 27, alti 2 metri e mezzo. Qualche altro personaggio minore, stunt e lo sfondo. Ma c’erano letteralmente migliaia di pezzi che dovevano adattarsi tutti insieme, che sembrano costituiti da vero metallo e dovevano far sembrare il robot reale. Noisyboy per esempio, aveva solo lui quasi 2.000 luci a LED da programmare con frasi casuali in giapponese che apparivano sul suo avambraccio. Questo è un esempio di una piccola cosa che può passare inosservata quando si guarda il film, è che invece è molto complicata da realizzare. Tra l’altro tutte le luci a LED utilizzate erano un surplus di una casa automobilistica di Detroit. Abbiamo girato Real Steel a Detroit così hanno fatto il loro ritorno a casa!

Real Steel foto dal film 7

Hai lavorato su Iron Man, Jurassic Park, Terminator. Quali sono effettivamente i miglioramenti nella meccanica o nell’idraulica degli ultimi anni per riprese più rapide?

Alcuni dei grandi miglioramenti sono certamente i programmi digitali con cui lavoriamo per scolpire e creare, in questo caso i robot. Ci permette di visualizzare tutto ciò che ogni componente diventerà e possiamo vedere come la struttura meccanica lavorerà all’interno del robot. Possiamo pianificare tutto in anticipo e assicurarci che tutte quelle parti si incastreranno all’interno della struttura in modo corretto. Siamo in grado di testarne anche il movimento per vedere se qualcuna delle scocche potrebbe rompersi, e questo evita ogni perdita di tempo nel processo di assemblaggio che avviene in seguito. Ci sono più materiali a nostra disposizione che forti e leggeri allo stesso tempo, e che abbiamo personalizzato per arrivare alle proprietà esatte di cui abbiamo bisogno. Abbiamo inoltre perfezionato modi di simulare finiture metalliche sulle parti in plastica. La pompa idraulica portatile che abbiamo creato ci ha permesso di lavorare molto velocemente sul set. Il mondo del cinema di oggi si muove molto velocemente e nessuno ha tempo di aspettare per spostare enormi pompe idrauliche e tubi che richiederebbe ore per essere sistemati. Dovevamo essere pronti per le riprese in circa 10 minuti.

John, qual’è il tuo pensiero finale su Real Steel?

È stato un vero piacere lavorare a questo film perché ci si sentiva come una vera e propria squadra che ha lavorato in modo armonioso fin dall’inizio. Shawn Levy aveva una grande energia che ha poi trasmesso al film. I produttori erano molto esperti. Ho lavorato molte volte con il produttore Josh McLaglen, che ha prodotto film epici come Titanic a Avatar. Insieme a Ron Ames è stato parte integrante della creazione e dell’organizzazione di tutti gli effetti visivi del film. I miei colleghi con i quali stato nominato all’Oscar sono eccezionali per i loro contributi. La mia squadra qui alla Legacy ha lavorato instancabilmente per la creazione del robot. Mi piacerebbe ringraziare il mio braccio destro Jason Matthews. Last but not least, grazie al mio grande maestro Stan Winston, che mi ha dato una grande opportunità permettendomi di lavorare in questo settore.

Real Steel è disponibile da oggi in Dvd e Blu-ray. Potete preacquistare la vostra copia anche su Amazon.it grazie ai link che vi propongo qui sotto.

Fonte: screenweek

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