Esclusiva – Dominic West ci parla di John Carter, da oggi nelle sale italiane

Esclusiva – Dominic West ci parla di John Carter, da oggi nelle sale italiane

Di Leotruman

Sbarca proprio oggi in 385 sale italiane John Carter, l’atteso kolossal prodotto dalla Walt Disney e diretto da Andrew Stanton (Alla Ricerca di Nemo). Abbiamo seguito nel dettaglio lo sviluppo e la produzione di questa nuova avventura in 3D, epica e dal sapore del fantasy vecchio stile. Non a caso il film è tratto dagli scritti di Edgar Rice Burroughs, che hanno più di un secolo e hanno influenzato intere generazioni di scrittori e cineasti.

Tra i protagonisti del kolossal troviamo Dominic West, attore noto per il ruolo di Jimmy McNulty nell’acclamata serie HBO The Wire. In John Carter interpreta  Sab Than, un ingenuo guerriero di Barsoom (Marte) che viene facilmente manovrato fino a diventare uno dei villain della pellicola. Il suo destino si scontrerà con quello della bellissima e caparbia Dejah Thoris (Lynn Collins), la Principessa di Marte che solo John Carter (Taylor Kitsch) potrà salvare insieme alle sorti del pianeta stesso.

Abbiamo il piacere di proporvi un’intervista esclusiva a Domenic West, in cui svela molte curiosità sul film. Secondo West, il regista Andrew Stanton ha migliorato la visione di Burroughs, creando un look, un’atmosfera e una trama straordinari. Ha spiegato inoltre cosa rappresentano i tatuaggi rossi che si vedono sul suo corpo, parlato del suo rapporto con Taylor Kitsch e raccontato nuovi dettagli sul suo Sab Than.

Ecco per voi l’intervista a Dominic West:

John Carter Dominic West Foto Dal Film 01

Può descriverci il Suo personaggio? Chi è Sab Than e che ruolo ha nella storia?

Interpreto Sab Than, il leader di Zodanga, una delle due città di Barsoom, il pianeta Marte. E’ uno dei personaggi negativi della storia, e la sua intenzione è conquistare la città di Helium.

Che cosa l’ha attratta di più in questo film?

Per prima cosa, la presenza di Andrew Stanton. E’ un genio, uno dei filmmakers più grandi del momento. Dopo averlo incontrato ed aver ammirato il suo metodo di lavoro e il suo entusiasmo per questa storia, ho volute farne parte anch’io. Sono felice che mi abbia scelto per il film.

Come si è preparato per questo ruolo?

Prima di tutto ho letto il libro “Sotto le lune di Marte”, di Edgar Rice Burroughs, che illustra bene la storia. Recentemente ho recitato il ruolo di un generale romano in un film, e sebbene “John Carter” sia una storia decisamente diversa, quel personaggio assomiglia a Sab Than per quanto riguarda le qualità guerriere. Infatti Sab Than è un valido guerriero, molto spietato, e quindi girare l’altro film in un certo senso mi ha aiutato a prepararmi per “John Carter”. Infatti avevo già effettuato diversi combattimenti sul set, ma, a parte questo, ho semplicemente cercato di trovare il mio posto in questo mondo immaginario.

Lei ha menzionato il libro “Sotto le lune di Marte” su cui si basa il film. In che modo secondo lei il regista Andrew Stanton ha modificato, in meglio, la storia?

Il libro è piuttosto diverso dal copione di Stanton. La cosa principale, secondo me, è che mentre nel libro John Carter si ritrova semplicemente su Marte, Andrew ci conduce attraverso questo viaggio in modo più logico, spiegandoci come è avvenuto questo passaggio, convincendoci che può accadere realmente.
Nel film la transizione dalla Terra a Marte viene esplorata dettagliatamente, e il tutto acquista un senso maggiore, rispetto al libro.

John Carter Dominic West foto dalla Premiere 1

Ha dovuto allenarsi molto per le scene d’azione?

Mi piaceva l’idea di immergermi in un ruolo quasi esclusivamente d’azione e di dovermi preparare per questo. Per due settimane mi sono allenato per poter girare le scene di combattimento. Ho appreso lo stile di combattimento con la spada, e ho partecipato alla coreografia di tre battaglie. Per il resto abbiamo fluttuato nell’aria appesi alle funi, e per me che dieci anni fa ho lavorato in un circo, è stato relativamente facile nonché un piacevole ritorno al passato.

C’è qualcosa di simbolico nei tatuaggi del suo personaggio?

I tatuaggi rossi sono il simbolo dell’Uomo Rosso. Sono una forma di ornamento per l’Uomo Rosso ma rivelano molto di lui”, spiega. “Ad esempio, il disegno del mio tatuaggio mostra che sono un guerriero e un Jeddak [Re] mentre altri simboli indicano il mio rango. A parte i tatuaggi, indosso il manto di una scimmia bianca e anche questo rivela il mio lignaggio. In questo senso il mio rango e la mia condizione di guerriero sono visibili a tutti.

In che modo Andrew l’ha aiutata a visualizzare il mondo immaginario in cui si ambienta il film?

Tutte le scene d’azione sono state animate prima di venire girate, affinché potessimo vederle e renderci conto di cosa dovevamo fare. Andrew premeva un pulsante e potevo vedere, in anticipo, la scena che avrei dovuto girare. Persino durante i provini Andrew ha spiegato a tutti quelli che si presentavano, le ragioni per cui voleva realizzare questo progetto, di cosa si trattava la storia, perché l’aveva interessato”, spiega West. “Questo è ciò che colpisce maggiormente di lui: il modo in cui trasmette a tutti il suo entusiasmo contagioso.

Questo film è spettacolare e spazia dal Vecchio West al pianeta Marte. Secondo lei cosa apprezzerà di più il pubblico?

Chi ama i film con grandi battaglie epiche, sia reali che fantascientifiche, adorerà “John Carter”, in cui queste due realtà coesistono. Il film va al di là dei confini dell’epica classica perché presenta anche elementi soprannaturali. Unisce il meglio dei due generi per creare qualcosa di nuovo, che non credo la gente abbia ancora mai visto al cinema. Le scene ambientate sulla Terra sono davvero belle e rendono il film diverso rispetto ai tradizionali film di fantascienza.

La storia di “John Carter” è piena di sentimenti e di umanità. Ce ne può parlare?

Come mai Andrew Stanton è stato così bravo in ‘Wall•E’ e ‘Alla ricerca di Nemo’? Questi film sono straordinari perché Andrew è un genio per quanto riguarda i dettagli. E la sua scrittura è pregna di una grande umanità. In questo film l’eroe è un uomo del tutto normale, simpatico, con i suoi difetti, che improvvisamente viene trasportato su Marte. Andrew è in grado di farti capire come ci si sente quando si viene catapultati in un mondo alieno. Questa è una delle cose più brillanti del copione di Andrew.

Il film presenta un antico conflitto fra due razze rosse, gli abitanti di Helium e quelli di Zodanga. Di che si tratta?

Gli abitanti di Zodanga sono meno sofisticati, più brutali e bellicosi; Zodanga è una comunità meno sviluppata dal punto di vista culturale, rispetto ad Helium, i cui abitanti sono invece più sofisticati, pacifici, ma meno abili nella guerra rispetto ai loro avversari. E’ uno scontro fra due culture molto diverse.

Ci può parlare del rapporto professionale fra lei e Taylor?

Oltre ad essere atletico e prestante, infatti è bravissimo nelle scene d’azione, Taylor è un attore modesto e gentile. Nel film siamo avversari e proprio in occasione di una grande sequenza di combattimento, che è durata due giorni, l’ho conosciuto meglio. E’ un uomo simpatico e professionale. Spero che la sua carriera decolli, dopo questo film, perché lo merita davvero. Non si è mai risparmiato ed è un bravissimo attore.

Non resta che andare al cinema e vedere John Carterin sala (2D, 3D e IMAX) proprio a partire da oggi, 7 marzo 2012. Per rimanere sempre aggiornati e non per perdere nemmeno una news cliccate sul riquadro qui sotto. Il film ha anche una fanpage italiana ufficiale su Facebook a cui potrete accedere semplicemente cliccando QUI.

Potete vedere 10 minuti del film in anteprima a questo link, mentre qui trovate il trailer italiano.

Fonte: Screenweek

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