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C’era una volta, il commento a Il prezzo della magia

Di emanuele.r

Attenzione: il seguente articolo può contenere spoiler. Leggetelo a vostro rischio o se avete visto l’episodio.

C’era una volta, la serie di Kitsis e Horowitz ispirata al mondo delle favole, ha in comune qualcosa con molte delle serie degli ultimi tempi. Ossia un racconto generale molto ampio che però viene centellinato o tenuto in disparte per presentare personaggi o situazioni episodio dopo episodio. Così, lo scontro tra Emma e Regina per spezzare il sortilegio della malefica regnante, è messo da parte in questi primi episodi per raccontare come le fiabe classiche diventerebbero nella realtà. In questo quarto episodio dal titolo Il prezzo della libertà (in originale, The Price of Gold), in onda come ogni martedì su Fox, per esempio racconta la storia di Cenerentola e fa tornare in primo piano il personaggio di Tremotino.

Infatti, i due personaggi stipulano, purtroppo per Cenerentola, un patto: lei avrà la felicità in cambio di qualcosa di molto prezioso, che solo in seguito scoprirà essere il suo primogenito. Nel mondo reale, o meglio sotto incantesimo, Ashley ha stipulato un patto simle con il signor Gold, ossia dargli in affidamento il figlio che ha in grembo e che non può mantenere, ma scappa quando si accorge che non vuole può cedere il neonato. A Emma, il compito di cercarla. Scritto da David H.Goodman e diretto da David Solomon, l’episodio aggiunge un tassello all’affresco di personaggi di Storybrooke, ma riesce anche a intrigare lo spettatore con elementi di una possibile, e futura, mitologia della serie.

Più degli altri tre episodi della serie, Il prezzo della magia si muove sul doppio binario della favola e della realtà con efficacia: nel mondo pre-incantesimo, Cenerentola – inchiodata dal patto di Tremotino – può usare solo la magia per spezzare l’accordo con il perfido “mercante” e catturarlo e anziché scappare, dopo che costui si è presentato annunciandogli che voleva il figlio, si arma con il principe Thomas per fargli firmare con una penna incantata un contratto in cui chiede la fertilità delle terre in cambio dell’altro figlio, aspettando due gemelli. L’incantesimo funziona, ma il prezzo da pagare, ce n’è sempre uno per ogni magia, è la scomparsa del principe. Dopo l’incantesimo, invece, è Gold ad “assumere” Emma per cercare la fuggitiva Ashley: ci riesce, la convince a tornare a Storybrooke per partorire e affronta anche Gold – indignata perché definisce merce il bimbo – costringendolo a lasciare il piccolo alla madre. Ma a una condizione: Emma gli deve un favore, da ricambiare prima o poi.

Questa vicenda permette di saperne di più tanto del luogo, quanto della protagonista: Storybrooke è un luogo dal quale non si può fuggire, che fa succedere cose strane a chi prova a sorpassarne i confini, tranne per quanto riguarda Emma, che non è nata lì e poi, essendo la Salvatrice, può fare praticamente ciò che vuole. E la cosa importante che decide di fare, quando pensa che può andarsene quando vuole, è mettere radici, stare vicina a Henry per avere con lui una seconda possibilità, accettando il posto da vice-sceriffo offertole da Graham che si scopre, ma non che fosse un grande mistero, essere l’amante di Regina.

In questo modo, C’era una volta ha definito al meglio la sua struttura, che sa essere orizzontale e abbastanza classica pur senza essere ripetitiva, riesce a intrattenere lo spettatore con storie intriganti e immagini ed effetti che migliorano di episodio in episodio, costellando la storia di piccole strizzate d’occhio o rimandi ai classici, come Henry che perde la scarpa da tennis cercando di non far scoprire a Regina che era con Emma. E poi, dare anche solo la possibilità a un attore come Robert Carlyle di rubare la scena a tutti nel ruolo di Tremotino, è una nota di merito non indifferente. Cosa ne pensate di questo episodio? Commentatelo, mentre date un’occhiata al promo del prossimo e tornate su Screenweek ed Episode39 per conoscere meglio il mondo delle serie tv.

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