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16 gennaio 2012 • 17:45 • Scritto da emanuele.r

The Firm, il pilot della serie targata John Grisham

Seguito del Socio, scritto dal maestro del legal thriller, il legal thriller NBC racconta cosa succede a Mitch McDeere dieci anni dopo aver fregato la mafia. Serie dignitosa, dalle ottime potenzialità.
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Attenzione: il seguente articolo contiene spoiler. Leggetelo a vostro rischio o solo se avete visto l’episodio.

John Grisham è il riconosciuto maestro del legal thriller, sottogenere della letteratura in cui a poliziotti e detective si sostituiscono gli avvocati. Dopo aver fornito al cinema decine di soggetti, ora il romanziere si dedica alla tv, come produttore esecutivo di The Firm, la serie ispirata al romanzo del ’91 che già ispirò un film due anni dopo diretto da Sydney Pollack e interpretato da Tom Cruise: un seguito, però, anziché una rilettura, creato da Lukas Reiter (tra gli autori di Boston Legal e Law & Order) per NBC con protagonista Josh Lucas (Tutta colpa dell’amore).

Dieci anni dopo essere stato nel programma di protezione dei testimoni, per aver smascherato le collusioni mafiose del suo vecchio studio legale, l’avvocato Mitch McDeere ha aperto un suo studio, cercando di far tornare normale la sua vita: ma non è facile visto che, mentre gestisce i suoi casi, un altro grande studio legale gli chiede di associarsi. Cosa c’entra tutto ciò con la famiglia Moralto? Scritto in due parti dal creatore e diretto da David Straiton, il pilota della serie è un puro legal-thriller che guarda più a Damages che agli avvocati di The Practice, che alterna ottimi momenti a mancanze.

Infatti, della bella serie  dei Kessler e Zelman, The Firm mantiene il doppio binario tra due linee temporali, con un presente in cui Mitch scappa da misteriosi inseguitori e si rifugia nella stanza di albergo di un uomo che poco dopo si suicida, e un passato (sei settimane prima) in cui l’avvocato è da poco uscito dalla protezioni testimoni, riacquistato il proprio nome e una certa stabilità professionale, visto che ha aperto uno studio assieme al fratello investigatore Ray e alla segretaria Tammy: certo sono in difficoltà, visto che molti clienti non pagano, ma stanno aspettando il risultato di un grosso caso, la causa a una ditta farmaceutica rea di aver creato una valvola cardiaca difettosa. A questo monte di problemi ci si aggiunge anche la difesa di un ragazzino un po’ problematico accusato di aver ucciso un compagno di classe modello. Fin qui, nulla di più di un semplice dramma legale, con inchieste, udienze, interrogatori, processo eccetera: il thriller parte sul serio quando a Mitch viene fatta una proposta all’apparenza irrinunciabile da parte dello studio Clark & Palmer per diventare socio. Accettare col rischio di trovarsi nei guai come dieci anni prima o rifiutare rischiando che il caso contro la ditta farmaceutica si areni per mancanza di fondi da destinare all’istruttoria? Nonostante lo scetticismo di sua moglie Abby, Mitch accetta di divenire associato, senza dover chiudere il suo studio, come sezione legale della grossa società. Ma vedendo i due capi, gli appassionati del genere sospetteranno subito che qualcosa bolle in pentola: infatti Clark & Palmer vogliono Mitch non per le sue doti, quanto per il caso di una certa Sarah Holt, che ha a che fare – come si vede nel finale – con l’uomo gettatosi dalla finestra all’inizio. E come si sposa questo fatto con Joey Moralto, figlio del boss mafioso morto da poco e finito in carcere grazie a Mitch, divenuto da poco il nuovo capo-famiglia pronto a vendicarsi?

Risposte che vedremo nel corso della serie, più lineare di Damages nel giocare coi flashback e con l’attesa di un evento noto, ma allo stesso tempo meno affascinante: è di sicuro un prodotto dignitoso, con ottime potenzialità di sviluppo, ma stando alle prime due ore circa di trasmissione manca di suspense, di brivido, di tensione legale o criminale, limitandosi a un ottimo inizio e finale, lasciando che nel mezzo ci pensino gli attori: un po’ poco e facile, anche se Lucas funziona e i suoi comprimari, da Molly Parker a Callum Keith Rennie passando per Juliette Lewis che fa la sexy svampita e grezza, cioè ciò che da lei ci si aspetta, sono ottimi. Ma da John Grisham, almeno come firma e nume tutelare, ci si aspetta un meccanismo più oliato ed esplosivo. Voi cosa ne pensate? Se non l’avete visto potete aspettare il 19 febbraio quando questo pilot andrà in onda su AXN (Sky): ma a noi – a differenza che negli USA dove la serie è partita con ascolti molto bassi – piacciono le anteprime. Se piacciono anche a voi, continuate a seguirci su Screenweek.

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