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Claudio Bisio presenta Benvenuti al Nord a Milano, il nostro resoconto

Di Leotruman

30 milioni di euro di incasso garantiscono certamente un sequel ad una pellicola. Ma alla conferenza stampa di Benvenuti al Nord, che si è tenuta questa mattina presso il cinema Odeon di Milano, abbiamo scoperto che il regista Luca Miniero aveva già iniziato a lavorarci prima ancora che Benvenuti al Sud uscisse nelle sale nell’autunno 2010.

Il terzo (eventuale) capitolo sarà davvero Benvenuti ad Est, come scherzosamente proposto nei titoli di coda del film? Quali sono i temi di questa nuova commedia e quali stereotipi hanno cercato di scardinare questa volta?

Leggiamo insieme le risposte del regista e dei protagonisti presenti in conferenza, Claudio BisioAngela Finocchiaro e Valentina Lodovini, per scoprire qualcosa di più su Benvenuti al Nord, in uscita mercoledì 18 gennaio in oltre 800 sale italiane.

Com’è stato per voi ritornare sul set dopo il successo del primo film? È stato come un ritorno in famiglia?

Luca Miniero: Non ci siamo di certo persi di visti negli ultimi mesi. Ormai è quasi quattro anni che ci conosciamo, ci frequentiamo, ci sentiamo per telefono quasi quotidianamente. Si è creato un buon clima di amicizia tra di noi. 

Angela Finocchiaro: È stato da una parte molto piacevole, ma dall’altra era essere come sotto esame. C’è una responsabilità in questo nuovo film. La prima volta se l’è presa Luca, mentre in questo seguito lo abbiamo sostenuto in ogni modo perché era tutto fuorché automatico, ma molto difficile.

Nella scena dei titoli di coda (n.d.r.: un pianosequenza in cui Emma Marrone canta Volare sul set del film) hai in mano un copione intitolato “Benvenuti ad Est”. Cosa dobbiamo aspettarci?

Luca Miniero: Penso che al momento Nord e Sud esauriscano abbastanza in tema. Penso anche che la coppia comica Siani-Bisio e questo cast possano farci ridere ancora. Però non è il momento di parlarne visto che il film non è ancora uscito. E poi perché Est e non al Centro? 

Claudio Bisio: Perché l’Est sarebbe più interessante! A parte gli scherzi, mi assumo la responsabilità di quella scritta perché è stata una mia scelta. Se avessi scritto Benvenuti al Centro, avremmo poi dovuto chiudere la serie di film: nord, centro, sud. Ma l’est evoca un eventuale ovest, e la rosa dei venti contiene otto potenziali titoli tra cui nord-ovest… (ride) Se però avete visto bene la scena il copione alla fine viene strappato perché io e Alessandro litighiamo. Chissà…

Avete fatto più fatica rispetto al precedente nel tirar fuori i pregi del Nord rispetto al Sud?

L.M.: È un’operazione su cui abbiamo riflettuto molto. Per quanto riguarda il tema io penso che questo film voglia raccontare con maggiore sincerità il Nord. Nel primo film si sviluppava un’unica tesi: smentire che il Sud non è solo pizza, mafia e mandolini. È più vera la visione di Milano, che mostra una città sincera e accogliente. Una città sempre alla ricerca del progresso e della performance, ma allo stesso tempo dà un opportuna al meridionale che si trasferisce per lavoro. Ci sembrava più interessante sviluppare il tema del lavoro per identificare la vera bellezza di Milano. Non è vero che non ci sono meriti del Nord: sono meriti molto più profondi!

Qual’è il ruolo di Dany Boon come produttore esecutivo? È solo un nome sui titoli di testa?

L.M.: In realtà è frutto di un accordo iniziale sul remake che poi si riflette anche sui prodotti successivi, ma ci ha tenuto molto ad avere il nome anche su questo sequel perché ne è davvero fiero.

C.B.: Posso aggiungere che Dany Boon ha i diritti esclusivi del sequel del remake del sequel del suo film! Compresi quelli di Benvenuti ad Est! 

Benvenuti Al Nord Claudio Bisio Alessandro Siani Paolo Rossi Valentina Lodovini Angela Finocchiaro foto dal set 1

Com’è lavorare con Claudio Bisio sul set?

A.F.: Lavorare con Claudio è molto impegnativo ma piacevole. Al di là dell’estroversione continua, in cui tenta di tappare tutti i buchi, anche se non dovrei dirlo, è un artigiano di questo mestiere con una grande attenzione e scrupolosità. Lavora accanitamente su un pezzo, stordendoci anche a volte, per cercare di dare il più possibile con grande affiatamento con gli altri. È sempre un’occasione preziosa confrontarsi con lui. 

C.B.: Anche per me è sempre un onore lavorare con Angela, considerando che andavo già da bambino a vederla a teatro… (risate)

Hai lavorato in Cose dell’Altro Mondo, che per certi versi mostra alcune similitudini con Benvenuti al Nord. È una casualità?

Valentina Lodovini: È stata una scelta puramente casuale. Sicuramente mi piace molto raccontare i nostri tempi. Non è cinema sociale, ma è qualcosa di molto attinente alla realtà. Secondo me il cinema svela anche l’identità di un paese, anche solo con una commedia pura come può essere Benvenuti al Nord. Questo sequel è più un film sull’amicizia che sui pregiudizi. 

I produttori vi hanno proposto di corsa il seguito. Sono stati così stretti i tempi di realizzazione?

L.M.: Un anno secondo me è un tempo sufficiente per creare qualsiasi film, vedi Woody Allen. La difficoltà normalmente derivano dal fatto che non te lo fanno produrre! Ma se hai le condizioni giuste, un anno è più che sufficiente per scriverlo e girarlo. Io non ero sicuro di farlo inizialmente perché me lo avevano proposto ancor prima che Benvenuti al Sud uscisse, e mi sembrava una scelta troppo prematura. Il patto con Medusa era di scrivere almeno il soggetto per vedere se c’erano o meno le condizioni per un prodotto che avesse la qualità e le risate quanto meno del primo. Non si può pensare di fare un film ogni cinque anni, ma non è comunque un film “di fretta” con motivazioni puramente commerciali. Inoltre in questo caso c’è stata anche una motivazione narrativa, proprio per mostrare anche l’altra faccia della medaglia. 

All’aspetto femminile viene concesso maggiore spazio in questo sequel e la figura della donna ne esce meglio di quella maschile. Quali sono le vostre impressioni?

V.L.: Io credo dipenda dai punti di vista. Non siamo migliori degli uomini in questo film, anzi ho pensato in alcuni momenti “Che palle che è Maria in certi momenti!”, un po’ antipatica e pesantuccia nel film. Si è fissata con il mutuo, con la casa. È più matura e allo stesso tempo più testarda: è diventata madre. Non credo che la figura femminile ne esca necessariamente meglio di quella maschile dal film.

Quanto è stato divertente lavorare sugli stereotipi che bene o male ci caratterizzano? 

L.M.: Penso sia molto divertente lavorare sugli stereotipi per poter mostrare le caratterizzazione delle persone e dei popoli. Penso che alcuni stereotipi vengano confermati, altri smentiti. Mi piace meno quando la banalità di una trama diventa stereotipo. Un film dove il tema è semplicemente “le corna” o dove si verificano situazioni viste in mille altri film: per me è quella la volgarità, che non è la parolaccia o il giocare con il razzismo nord-sud perché sono caratteristiche del nostro paese. I tipi di caffè, o il modo che hanno i milanesi di prendere un appuntamento con l’agenda, credo siano stati confermati! Anche l’ossessione per la seconda casa e per i weekend fuori porta è molto realistico, mentre la nebbia a comando ovviamente non lo è. In Benvenuti al Sud smentivamo invece un solo stereotipo: il Sud non è tutto camorra. Era una tesi più facile da sviluppare, mentre in questo sequel è stato tutto più complesso e sottile. C’è una minore sintesi.

C.B.: Lo vedete così preparato perché lui stesso è un napoletano che ha vissuto 10 anni a Milano e ha un fratello che poi si è trasferito in città. Luca ha avuto il perfetto punto di vista per scrivere e portare avanti questo secondo episodio.

Benvenuti al Nord arriverà nelle sale il 18 gennaio 2012. Per rimanere aggiornati sul film cliccate sul riquadro sottostante o sul Mi Piace della nostra pagina Facebook.

Fonte: screenweek

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