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30 gennaio 2012 • 16:05 • Scritto da Leotruman

CinemaDaVedere a Lecce, Screenweek alla Mostra sull’Arte del Manifesto Cinematografico

Un'imperdibile mostra quella organizzata a Lecce presso le sale del Castello Carlo V. Si tratta di CinemaDaVedere - Mostra sull'Arte del Manifesto Cinematografico, che abbiamo visitato per voi. Ecco le bellissime locandine d'epoca esposte:
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Nell’era del social marketing e del web 2.0 le occasioni e le modalità per pubblicizzare un film in uscita sono molteplici e più o meno discutibili, ma quando tutto ciò non esisteva la locandina cinematografica era il mezzo fondamentale per raggiungere l’interesse del pubblico. La miglior scelta che una casa di distribuzione cinematografica potesse fare per dare visibilità al proprio film non era certo conquistarsi uno spazio pubblicitario all’interno di una trasmissione televisiva dallo share assicurato o acquistare l’ADV su Facebook, ma ingaggiare cartellonisti di un certo livello per rendere in poche, sapienti pennellate l’essenza stessa del film con lo scopo di catturare l’attenzione del passante.

Nel corso degli anni sono nati quindi dei veri e propri capolavori capaci di entrare nell’immaginario collettivo pubblico e identificare un film quanto gli attori o una colonna sonora memorabile.

Con lo scopo quindi di omaggiare un’arte che si è esaurita nel tempo in favore di poster sempre più sterili e anonimi realizzati al computer, nasce “CinemaDaVedere: Mostra sull’Arte del Manifesto Cinematografico”.

Ospitata nelle sale del Castello Carlo V di Lecce, la mostra espone circa 300 locandine cinematografiche originali di pellicole distribuite tra gli anni ‘40 e gli anni ‘90. Percorrendo così le ampie stanze del castello cinquecentesco, prende piega un emozionante percorso visivo, tra storia e ricordi, risvegliati dalle opere di artisti cartellonisti come Casaro, Nistri, Piovano, Gasparri e tanti altri, che sono riusciti a trasformare un semplice manifesto cinematografico in un ambito oggetto da collezione, tale da nobilitare a volte anche il film più mediocre.

Gli artisti del manifesto riescono, con un’infinità di soluzioni, a fondere sinergicamente illustrazioni, titoli, montaggio di immagini e di colori per realizzare quello che è il fine del manifesto, ovvero mostrare l’essenza del film e contemporaneamente colpire l’attenzione del pubblico.

Grazie all’abilità di alcuni artisti si arriva al paradosso per il quale, mentre col passare del tempo molti film vengono dimenticati, i relativi manifesti pubblicitari assumono una luce ed un fascino differenti, riflettendo sinteticamente i costumi, gli stili e i tempi in cui furono realizzati, entrando così a far parte del nostro patrimonio culturale (…) – Stefano Dello Schiavo

Così è possibile notare l’evoluzione del genere: dalle esplosioni di colore e dai titoli a caratteri cubitali tipici dei manifesti anni ’40 e anni ’50 del genere peplum (Ben Hur, Maciste, Le fatiche di Ercole, i 12 comandamenti), all’apparire dei personaggi spesso disegnati in forma caricaturiale nei manifesti degli anni ’70 che hanno caratterizzato la commedia sexy all’italiana e lo spaghetti western, fino alla comparsa di veri e propri fotogrammi nelle locandine più recenti.

Parallelamente è divertente osservare le diverse reazioni dei visitatori: l’occhio del passante distratto è catturato immediatamente dai cult come Colazione da Tiffany, Casablanca, Via col Vento, La Dolce Vita o dai classici Disney come Robin Hood, Cenerentola, Biancaneve e i sette nani, il nostalgico degli anni ’80 si ferma incantato davanti al poster de I Goonies, di Superfantagenio o di 1990: I Guerrieri del Bronx, il cinefilo più scafato ha un sussulto alla visione di rarità quali Flash Gordon e Supersonic Man o è letteralmente calamitato da chicche del cinema horror nostrano (E tu vivrai nel terrore: L’Aldilà, Zombi 3) e internazionale (La Notte dei Morti Viventi), mentre i poster raffiguranti Edwige Fenech o Gloria Guida in abiti succinti con gli allupati Lino Banfi e Alvaro Vitali del caso, suscitano ancora gli stessi sorrisi maliziosi di un tempo.

Quanti di voi farebbero carte false per avere una di queste rarità sulle pareti della propria camera? Beh, noi sì!

Potete scoprire tutte le altre foto della mostra (62 immagini) nell’album presente sulla nostra pagina Facebook, condividendo magari sulle vostre pagine le preferite.

CinemaDaVedere è un vero toccasana per gli occhi e un percorso inter-generazionale capace di unire e stupire appassionati di cinema di ogni età. La mostra, allestita dalla “Moviexpress.it – il Grande Cinema all’Aperto” e dall’agenzia di comunicazione di Aradeo “SeiSeiGraph”, utilizzando la collezione personale di Dino Carra, sarà aperta gratuitamente al pubblico fino al 12 Febbraio negli orari: 9/13 – 16.30/20.

Se siete in zona, farci un salto è un dovere! – Francesco

Fonte delle immagini: Screenweek

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4 commenti a “CinemaDaVedere a Lecce, Screenweek alla Mostra sull’Arte del Manifesto Cinematografico

  1. Straordinari, potevate fare qualche altra foto. Per l’esattezza LA DOTTORESSA PREFERISCE I MARINAI fu vietato ai soli 14 anni anche perché non è che si veda granché. Certo c’è Paola Sentaore…

  2. Bene, vado a vedere. Il film con la Senatore (yum yum) era vietato ai 14 anni. Ricordo perché andai a vederlo, quel foglietto immagino sia stato messo per ‘fare effetto’!

  3. Roelbos ti confermo che dal vivo i migliori sono proprio quelli delle commedie sexy anni 70! Cmq la locandin è originale quindi suppongo fosse proprio vietato ai minori di anni 18

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