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Chuck: Zachary Levi parla del finale della serie

Di Cristiano

Quella di venerdì sarà una giornata piuttosto triste per i fans di Chuck, tra cui orgogliosamente mi includo anche io. Negli States calerà infatti il sipario dopo cinque anni su una delle serie meglio riuscite degli ultimi tempi: con un finalone di due ore Chuck si prepara a dire addio al suo pubblico di nicchia. Collider, per l’occasione, ha visitato il set della serie ed ha avuto modo di intervistare cast e autori, chiaramente orgogliosi del loro lavoro, ma allo stesso tempo tristi per la fine di questa avventura. D’altronde, lavorare insieme ad un serial, significa creare una seconda famiglia.

Tra gli intervistati, Zachary Levi si è pronunciato su quanto fosse stato faticoso girare le ultime scene, di come passare l’ultimo giorno di rirprese al Buy More abbia ricordato a tutti l’inizio dello show, delle guest star che gli sarebbe piaciuto riavere, di ciò che avrebbe voluto nello show ma che non è successo, di come sia stato dirigere il suo ultimo episodio di Chuck e, infine, di quello che succederà alla coppia Chuck e Sarah.

Cosa andrete a girare oggi?

Diciamo che oggi si chiuderà il cerchio. La dinamica “ce la faranno o non ce la faranno” avrà un ruolo importante, specie nella seconda metà del finale, con l’episodio tredici. Ci sono un sacco di omaggi al pilot, le origini di questi personaggi e la loro avventura insieme. Ci sono proprio tutti, ed è meraviglioso. E’ stato davvero emozionante. La settimana scorsa abbiamo girato gran parte delle scene d’addio, con tutti i personaggi che salutavano l’un l’altro, e come se l’arte imitasse la vita, contemporanamente, in quel momento, guardo a tutti i miei amici e a questa famiglia che ho avuto per cinque anni.. In una scene dove devo guardare loro e salutarli, stavo veramente salutandoli.. è stato difficile.

Era un addio?

Beh, non è per sempre. Però è probabile che non rivedrò mai più Adam Baldwin. In realtà sto scherzando. L’addio di cui parlavo non è definitivo neanche nel mondo di Chuck. Ovviamente Chuck e Morgan continueranno ad essere migliori amici, per il resto delle loro vite. Chuck e Ellie saranno per sempre fratello e sorella, e Awesome è e sarà sempre suo cognato. Continueremo a vederci tutti, in qualche modo o forma. Ma, il mondo che è stato creato, e il mondo in cui tutti viviamo e lavoriamo, è drasticamente cambiato ed è drasticamente differente, quindi abbiamo detto addio.. almeno per il momento.

E’ stato difficile, davvero surreale. Non sono d’accordo con chi ha accusato la rete di averci “tagliato”. Per quanto difficile sia stato girare l’ultimo capitolo di questa avventura, non penso sia quello il caso. Penso che cinque stagioni siano una grande quantità di tempo. Spesso, in televisione, rimani con più di quanto avresti veramente voluto. Dopo 22 o 24 episodi a stagione, per 8, 9 o 10 anni, i telespettatori alla fine sanno già cosa aspettarsi. Hanno visto tutto. Con le sitcom è un po’ più facile, perché alla fine ti sintonizzi per sorridere, ogni settimana. Ma per una serie come la nostra, che ha delle storyline e una trama serializzata, quanti cattivi e missioni puoi affrontare prima di sentire che stai ripetendo la stessa cosa? Credo che abbiamo avuto il tempo necessario per dare il giusto corso alla nostra serie, ed è stato speciale, dal primo all’ultimo momento.

Com’è stato l’ultimo giorno sul set del Buy More?

Oh, sai, i nostri set sono dei personaggi quasi quanto i veri personaggi, specialmente il Buy More, il complesso di appartamenti dove Chuck vive e il Castello. L’ultimo giorno al Buy More è stato davvero toccante. Quando abbiamo girato le ultime scene, tutti sapevamo che sarebbero state appunto le ultime scene. C’erano circa dodici di noi, inclusi Yvonne [Strahovski], Josh [Gomez] e penso Vik [Sahay] e Scott [Krinsky], insieme a parte della crew. Eravamo in cerchio, mentre tutti si preparavano ad andarsene. Noi stavamo in cerchio, ricordando momenti dello show, e in maniera specifica del Buy More e tutti i ricordi che ci legavano a quel posto. Il Buy More del pilot era molto, molto differente dal Buy More delle altre stagioni.

Ricordo che quando abbiamo girato il pilot, McG sgridava costantemente me e Josh, che ci eravamo appena incontrati. Avevo portato la mia xbox e l’originale Gears of War, che era appena uscito, e avevo collegato il tutto ad uno degli schermi piatti nel negozi, e stavamo seduti lì a giocare tra una ripresa e l’altra. Quando arrivava McG a chiamarci, iniziava ad urlare “Ragazzi! Ho bisogno di voi! Forza!”. Mettevamo pausa al gioco e correvamo sul set, per poi tornare a giocare un altro po’. Girare il pilot è stato qualcosa di magico. E’ pazzesco pensare che siano passati cinque anni da quel momento. E tuttavia è lo stesso per ogni ricordo. Sembra come se fosse ieri, e allo stesso tempo come se fosse passata una vita.

Hai contribuito a rendere i nerd un po’ più popolari. Come ti senti a riguardo?

Bene! Ovviamente, con la Nerd Machine (progetto fondato da Zachary, un portale tutto nerd dove è possibile acquistare ogni tipo di gadget) e tutto ciò di cui sono appassionato, la parola nerd è una costante della mia vita. Ne ho discusso in tante interviste, quindi non mi ripeterò, ma penso proprio che essere un nerd significhi essere appassionati di qualcosa. Tutti siamo nerd perché tutti siamo appassionati di qualcosa. Fatelo tutti, abbracciate le vostre passioni! Lasciatevi trasportare..

C’è qualche guest star che ti sarebbe piaciuto riportare nello show?

Scott Bakula, di sicuro. Una scoperta. E’ un essere umano eccellente, oltre che un attore fantastico e un uomo straordinario. In un sacco di conversazioni che abbiamo avuto insieme, ho scoperto di avere un sacco in comune con Scott. Mi ha dato tantissimi consigli. La sua avventura in Quantum Leap è stata simile alla mia, e mi ha supportato dal primo giornato. Mi sarebbe piaciuto che Tony Hale non ci avesse mai lasciati. E’ divertente, ed è una persona incredibile. Ma vorrei anche John Larroquette, Arnold Vosloo o Jordana Brewster. Un po’ tutti.

Per quanto riguarda l’avventura di Chuck, c’è qualcosa che avresti voluto che il tuo personaggio avesse fatto, ma che non ha avuto l’occasione di fare?

Bella domanda. Non che le altre non lo siano state, intendiamoci! Parlo assolutamente senza voler giudicare, chiariamo. Una delle cose che ho sempre sperato di avere l’opportunità di fare in questo show, e pensavo che sarebbe successo quando abbiamo iniziato, era di avvantaggiarmi del fatto che, da quando sono bambino, imito voci, dialetti e personaggi. Ho pensato, “Oddio, è fantastico! Interpreterò questa spia che è costantemente sotto copertura, quindi potrò sfruttare questa cosa!” Ma non è successo. Ho provato a farlo ogni volta che potevo! Sarebbe stato divertente, specialmente interpretare un personaggio per un intero episodio. Mi è stata data la possibilità di farlo solamente una volta, nel finale della terza stagione, quando ero questo vecchio tipo russo. Ovviamente se guardavate le mani si vedeva una mancanza di effetti particolari. Ero vecchio e rugoso solo in faccia, ma avevo le mani di un giovane uomo!

Come è stato dirigere il tuo ultimo episodio di Chuck?

Oh, mi sono divertito. Mi piace sempre. E’ una relazione tipo odio-amore che ho con la regia, perché è veramente difficile. E’ solo il terzo episodio di televisione che ho mai diretto, ho un sacco da imparare e tanto tempo per farlo, ma credo di aver imparato qualcosa, e ho applicato tutto ciò in quell’ultimo episodio. Ovviamente, più volte lo fai, e – si spera – meglio lo fai. Penso che la storyline dell’episodio fosse molto divertente. Ho cercato di estrapolare tutta la comedy che potevo dall’episodio.

Il cuore di questo show è l’action-comedy, e ho provato a far si che si vedesse in tutti gli episodi che ho diretto. E’ stato divertente! Ci sono un sacco di scene con personaggi che non vedreste normalmente insieme, e situazioni che probabilmente mai avreste immaginato si andassero ad amalgamare insieme. Beau Garrett è stata una simpaticona, assolutamente stupenda, e totalmente divertente! Era una delle cose cose per cui ero più eccitato.

Negli episodi che ho diretto, ho avuto la fortuna di avere delle guest star fenomenali. Nella terza stagione, per il mio primo episodio, abbiamo avuto Cedric Yarbrough e Diedrick Bader. La scorsa stagione, Linda Hamilton e Timothy Dalton. E quest’anno, Beau e Carrie-Ann Moss! Quando Carrie-Ann ha girato il suo primo episodio della serie, Josh ed io eravamo come dei fan impazziti. Del tipo che urlavamo, “Oddio, è in piedi davanti a noi! Trinity!” E’ stato fenomenale. Lei è fenomenale.

E’ strano, quando reciti in delle scene con degli attori, e allo stesso tempo devi anche dirigerli. Da attore, non dai particolarmente retta se un attore viene da te e ti dice, “Forse dovresti fare la tua battuta in questo modo.” Se tipo, “Oh, davvero? Grazie molte per il consiglio.” Quindi speri che, in quel momento, ti vedano come regista. Ma devo dire che sono stati tutti sempre gentili nel processo, e mi hanno aiutato sempre.

Com’è stato lavorare di nuovo con Brandon Routh?

Fantastico. E’ morto circa due volte. Ma mai veramente. E’ un tipo tosto, è Superman! Non puoi aspettarti diversamente. Penso che sia sempre divertente quando hai dei temi ricorrenti o dei personaggi ricorrenti, e Brandon ha passato un sacco di tempo con noi. Lo conosco, fuori dal lavoro, da un bel po’ di anni, perché abbiamo degli amici in comunque. In un certo modo, è bello che abbiamo legato ancora più di prima. Quando ho ucciso Shaw la prima volta, non sapevamo se ci avessero rinnovati o meno, quindi quella era la sua morte. E poi, quando ci hanno rinnovati, abbiamo pensato, “e ora? Che facciamo?” E quindi non è morto. E’ tornato, ed è stato interessante, riportare il suo personaggio indietro. E poi, alla fine della terza stagione, col Buy More che esplode, lo abbiamo cacciato di nuovo. Abbiamo lasciato intendere che l’avessero catturato, e che quindi non fosse morto. Alla fine dei conti l’abbiamo ucciso una sola volta. Quest’anno ci sembrava ovvio riaverlo nella serie, perché in qualche modo – essendo l’ultima stagione – abbiamo cercato di omaggiare tutto il nostro percorso.

Che ne pensi di Shaw? Che sia stato uno dei cattivi più tosti che Chuck abbia dovuto affrontare?

Di sicuro, certamente, in special modo nella terza stagione. Volkoff, per esempio, è stato un opponente formidabile, ma non è che abbia avuto modo di combatterlo fisicamente. Daniel Shaw e Chuck Bartowski se le sono date di santa ragione. Sono stati amici e nemici, ad un certo punto, e poi solo nemici. Ed entrambi hanno la stessa età, ed erano innamorati della stessa ragazza. Sarah ha ucciso sua moglie. Beh, quello ha incasinato tutto. Gli altri cattivi che abbiamo avuto erano un tipo di nemici diversi. Puntavano a creare un impero. Shaw era solo, spinto dal senso di vendetta.

Ci sarà un finale risolutivo per la coppia Chuck e Sarah?

Nel finale, succedono un sacco di cose. Ciò che accade negli ultimissimi episodi, in un certo senso è come se facesse ripartire tutto daccapo. Vedrete i nostri eroi come li avete trovati, all’inizio dello show, che è un cosa molto bella, una sorta di “cerchio-che-si-chiude”. Di conseguenza, ci sarà un sacco di emozione e tanta tensione. Ma poi, a parte quello e la love story, c’è un sacco di roba che accade.

Sarah Lancaster ed io stavamo girando l’ultima scena nell’appartamento di Awesome, e non ce la facevamo a finire le prove! Iniziamo a dire le nostre battute, e poi iniziavamo a piangere. E’ stato pazzesco! Sarah è stata mia sorella per cinque anni, e sinceramente.. non potrei immaginare nessuno in quel ruolo. Anche se magari non c’è stata in tutti gli episodi, c’è stata nella maggior parte ed è uno dei personaggi più importanti del serial. E’ incredibile, amorevole e così piena di talento e stupenda.. E’ strano essere attratti da tua sorella! Guardarla vivere la sua vita, trovare l’uomo dei sogni, sposarsi e avere un bambino – nella serie e nella vita reale – è stato incredibile. Stare là e dirsi addio, beh è stato veramente difficile.

I nostri fan si sentiranno allo stesso modo, guardando il finale. E’ bello. E’ catartico. E’ terapeutico. Non sono necessariamente lacrime di gioia, bensì lacrime d’amore. Spero che tutti proveranno la stessa cosa. Una delle cose che mi hanno sempre detto è che siamo riusciti ad ottenere ciò che abbiamo ottenuto perchè, a casa, le persone sentivano quanto ci divertissimo a fare quello che stavamo facendo. Trascendere lo schermo televisivo. Se c’è della verità in questo, penso proprio che i fan sentiranno l’amore e l’emozione che abbiamo provato nel fare tutto ciò.

Nerd HQ continuerà?

Assolutamente, si! Continuerò a tenere viva la Nerd Marchine, cercando di collegare i fans al mondo creativo di Hollywood. Credo che, nei prossimi cinque anni, faremo dei passi incredibili – per quanto riguarda il social networking e l’impatto che avrà, non solamente per  i tweets, i tag o i trending topics, ma per quanto riguarda l’offrire ai fans e al pubblico l’opportunità di avere del potere. Penso che sia giusto dargli indietro il loro potere. Quando credi veramente in qualcosa a tal punto da spenderci dei soldi, è giusto dargli tutta la fiducia possibile: puoi costruire una relazione salutare col tuo pubblico. Quando non sei spaventato dall’idea che il tuo serial preferito possa essere cancellato da un momento all’altro a causa di numeri che neanche riesci a comprendere, quel rapporto può tradursi anche in benefici economici. E’ un processo che mi interessa. Vorrei creare una compagnia indipendente, e investire in questi nuovi modi, e soprattutto convincere i network e gli studios che a fare la differenza è la gente. Le persone sono buone. I fans sono disposti a trattare qualcosa in maniera preziosa, se gli è data l’opportunità di farlo.

Avrai ancora un panel di Chuck alla Comic-Con?

Se dipendesse da me, io starei già là. Lo scorso anno è stato particolarmente interessante, e anche faticoso, per via di tutti gli accordi che si devono prendere tra gli attori, gli studios e i networks. Quest’anno dovrebbe essere più facile, visto che lo show non è più on air.

Ho un ottimo rapporto con la Warner Bros, a proposito, e spero in futuro di poter lavorare ad altri show della Warner Bros. Se ci venisse data la possibilità di tenere un panel l’anno prossimo, spero di avere un panel alla Doctor Who. Voglio incontrare i fans. Gli scorsi anni ci rimanevano cinque minuti di orologio per farlo, dopo la fine del panel. Alla fine dei conti, se abbiamo un lavoro è grazie al nostro pubblico.

Ora che è Chuck è finito, riuscirai a girare il film Y: The Last Man?

Oh, lo spero. Quel film è rilegato in un limbo. Almeno, ogni volta che ho controllato, era rinchiuso in quel limbo. Jeff Katz della New Line ha acquistato il progetto, e poi quando la Warner Bros ha inglobato la New Line, è rimasto fermo. Non lo so. E’ un ruolo che sogno.

Hai qualche idea di ciò che farai dopo, dal punto di vista della tua carriera?

Come ho già detto, vorrei fondare una mia compagnia, e – come attore – vorrei fare dei film. Il cinema è bello perché ogni volta puoi interpretare un ruolo differente. E’ divertente, è un’avventura che ha un inizio e una fine. Ho iniziato col teatro, e mi piacerebbe tornare a teatro, per fare esperienza e ricaricare le mie batterie, creativamente. Non c’è nulla come avere un pubblico dal vivo ed avere l’opportunità di intrattenerli.

Andresti a Broadway, o a Londra?

Mi piacerebbe fare teatro sia a Broadway che a West End, ovvio! L’idea di vivere a Londra mi fa impazzire. Ma prima di tutto inizierei con Broadway.

Ti piacerebbe dirigere ancora?

Magari.. Onestamente, spero che la gente si renda conto di quanto pieno di talento sia il cast di Chuck. Anche le persone come Vik, che non hanno avuto tanto screen time. Mi piacerebbe dirigere una commedia brillante con Josh Gomez e Vik Sahay, o qualunque altro membro del nostro cast. Sono tutti veramente vicini al mio cuore, e così divertenti: attori pieni di talento. Mi piacerebbe dirigere ancora, ma non so se l’idea di dirigere altro in tv mi piace. E’ un lavoro interessante, sei una sorta di vigile del traffico tra il cast e gli autori. Loro scrivono la storia, tu vai dagli attori e gli dici come farla, ma se non ne sono convinti, devi tornare dagli autori e riferire. Sei un intermediario. Da ragazzo giovane, se mi venisse data l’opportunità di dirigere un episodio di CSI, ad esempio, che è una macchina così ben oliata e in cui tutti sanno ciò che stanno facendo.. immaginatevi la scena, arrivo io sul set, e tutti inizierebbero – giustamente – a mettere in discussione il mio ruolo. Dirigere un pilot sarebbe un’altra questione! Quando hai un’occasione del genere, hai una certa influenza creativa, e hai l’occasione di mettere la tua visione nel progetto.

Mio personalissimo commento: se il finale di Chuck mi trasmetterà anche un minimo dell’emozione che mi ha dato questa intervista.. stiamo proprio apposto! Immaginatemi a singhiozzare sul divano, davanti allo schermo!

Fonte: Collider

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