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American Horror Story, il commento a La dalia nera

Di emanuele.r


Attenzione: il seguente articolo contiene spoiler. Continuate a leggerlo a vostro rischio o se avete già visto l’episodio. 

La dalia nera, ossia Elizabeth Short, è entrata nell’immaginario comune non solo americano: aspirante attrice coinvolta in giri di porno e prostituzione finì uccisa e mutilata e scatenò una morbosa attenzione dei media, che dura da 50 anni visto che nel 1987 James Ellroy scrisse un ottimo romanzo e nel 2006 Brian De Palma ne trasse un sottovalutato film. Quel personaggio diventa ora centrale nel nono episodio di American Horror Story (in originale Spooky Little Girl), andato in onda ieri sera su Fox.

Dopo il prologo nel 1947, in cui si mostra Elizabeth morta dopo una visita dal dentista,  la ragazza arriva a casa Harmon, cercando il modo di liberarsi dall’incubo di essere in un limbo; nel frattempo Constance vorrebbe sposare Travis, il suo ragazzo oggetto di cui si è innamorata, per poter accudire il bambino che sta arrivando. Ma non solo Hayden, a caccia di uomini, non è d’accordo, ma si scopre che i gemelli di Vivien non sono dello stesso padre. Meno teso rispetto al precedente episodio ma più denso nella scrittura, La dalia nera (scritto da Jennifer Salt e diretto da John Scott) si prende una pausa dall’azione e dalla tensione della scorsa settimana ma continua a rivelare ogni volta di più qualcosa di sé sia in senso strettamente narrativo che in quello di più ampio respiro.

La rilettura di un caso simbolo della storia moderna degli Stati Uniti permette una diversa interpretazione del titolo della serie da “storia di orrore americano” a “orrore della storia americana”, essendo la casa degli orrori una sorta di crogiolo di cadaveri, come un archivio della cronaca nera losangelina che prende vita cercando di distruggere e di impossessarsi del sogno americano. Elizabeth e il suo funesto passato in realtà fanno solo da tramite ai veri protagonisti dell’episodio che, paradossalmente, sono quelli messi da parte, ovvero Tate e Vivien. A inizio episodio infatti si scopre che, per una rarissima combinazione, i due gemelli della signora Harmon sono di due padri diversi e lo scopre per primo chi non dovrebbe, vale a dire Ben. Nemmeno Constance, a dire il vero, la prende bene, ma non basta a toglierle la voglia di prendere il bambino e crescerlo con Travis: Hayden però rema contro perché il bisogno di un uomo – con l’ennesimo rifiuto da parte di Ben – la porta a sedurre il ragazzo e a ucciderlo quando costui gli confessa di amare la donna e voler stare con lei. Che sia giunto il momento di una guerra fra spettri, visto che l’intera combriccola che vive sotto casa Harmon si sta schierando contro il progetto di Constance? La quale deve assumersi anche una bella responsabilità riguardo al bimbo: Billy Dean alla fine le rivela che il figlio che “adotterà”, in quanto figlio di un uomo e uno spirito, potrebbe essere l’Anticristo, l’essenza del male come anche i papi scoprono dopo l’elezione nella stanza delle lacrime. E Ben? Ci prova a fare l’uomo, a reagire alla rivelazione del tradimento di sua moglie, ma non può fare altro che andare da una catatonica Viv in manicomio a gettargli il suo rancore per poi affrontare Luke (su suggerimento di Hayden) e fare un buco nell’acqua: ennesima dimostrazione di come nella serie i veri fantasmi siano i maschi (“Voglio solo una normale, noiosa famiglia” piagnucola all’inizio Mr.Harmon).

Come si diceva più denso e ricco di elementi nella sceneggiatura, come sempre anche un po’ troppo, visto che ormai Moira è usata come semplice agente provocatore della libido di Ben, usando anche la guest star Mena Suvari in questa veste, sprecandola un po’; ma poi si rifà andando via da casa con la frase rivolta a Dylan McDermott “Finalmente comincia a vedere come stanno le cose”, diventando per un attimo la vecchia Moira interpretata da Frances Conroy. La densità di informazioni necessita una pausa dal lato spettacolare della serie, ma siccome mancano tre episodi al finale prepariamoci al meglio (o al peggio a seconda dei punti di vista): a voi l’episodio è piaciuto? E che vi aspettate per i prossimi? Intanto qui sotto c’è il promo della prossima puntata, poi continuate a seguirci su Screenweek con American Horror Story.

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