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The Artist, la recensione in anteprima

Di Leotruman

The Artist Teaser Poster USARegia: Michel Hazanavicius
Cast: Jean Dujardin, Bérénice Bejo, John Goodman, Missi Pyle, James Cromwell, Penelope Ann Miller, Beth Grant
Durata: 1h 52m
Anno: 2011

Hollywood, 1927: George Valentin è una star del muto di enorme successo, ma l’avvento del sonoro potrebbe porre fine alla sua carriera. Al contrario, per la giovane comparsa Peppy Miller è l’occasione di sfondare. Le loro carriere avranno andamento opposto e George affonderà nel baratro carico solo del proprio orgoglio, senza però essere dimenticato da Peppy, pronto ad aiutarlo e anche ad amarlo.

Sorprendersi che un film muto e in bianco e nero possa regalare così tante emozioni nonostante l’assenza dei dialoghi è la scoperta dell’acqua calda. Il cinema è iniziato proprio così e l’elenco di capolavori muti è davvero lungo.

Sorprendersi che The Artist riesca, ad un passo dal 2012, a regalare così tante emozioni sincere e genuine senza risultare una furbata è invece possibile.

Non confondiamo però il mezzo con il fine. La splendida pellicola del francese Hazanavicius è certamente un omaggio ad un genere ormai estinto, ma non è il suo fine: è infatti una pellicola solida che vuole raccontare una storia, con una sceneggiatura di ferro (sì, anche senza dialoghi!) che scava a fondo e ci mostra in ogni sfumatura i suoi splendidi personaggi.

Il convincente effetto finale è però reso possibile da due fattori.

Il primo è la cura maniacale dei dettagli. Il regista, grazie al produttore Thomas Langmann (che l’ha sostenuto in ogni momento), è riuscito a girare realmente ad Hollywood, nelle sue strade e nei suoi teatri. La ricostruzione della fine degli anni ’20 è perfetta, così come costumi, scenografie ma anche i gesti ed il comportamento di ogni attore, dal protagonista alla più piccola comparsa. Questo infonde un grande senso di autenticità e aiuta ad evitare il rischio “parodia involontaria”.

Il secondo, ma non meno importante, è senza dubbio la bravura dei suoi interpreti. Finché non ho visto con i miei occhi non ci ho creduto: Jean Dujardin è qualcosa di eccezionale e allo stesso tempo indescrivibile. Non ho visto nessun’altra sua prova come attore: chissà se nel momento in cui apre bocca la magia può davvero finire, proprio come successo per il suo alter-ego George Valentin (anche se ne dubito). Stesso discorso per Bérénice Bejo ma anche per le deliziose comparse di lusso come  John Goodman nei panni di un produttore hollywoodiano, e James Cromwell in quelli dell’autista di Valentin.

C’è chi però continua a parlare di furbata e di poca onestà del film, montato ad arte per fare l’occhiolino ai critici ed ingraziarsi i membri dei vari comitati in modo da collezionare premi a più non posso (e ci sta riuscendo!). Ero partito piuttosto prevenuto anch’io nei suoi confronti, e mi sono dovuto davvero ricredere: The Artist è a mio avviso un film puro e sincero che mi ha totalmente conquistato ed emozionato.

C’è chi è già pronto da tempo a fare la fila per vederlo, chi invece è indeciso perché non crede che nel 2012 un film muto in bianco e nero possa garantire il corrispettivo di 7-8 euro in divertimento e sensazioni. Mi rivolgo al secondo gruppo: non perdetevelo, e soprattutto non perdete l’occasione di vederlo nel luogo dove è nato e continua a vivere il vero cinema, la Sala.

Voto: 8+

Una considerazione visto che siamo in piena stagione premi. The Artist è un film bellissimo, eppure spero che i membri dell’Academy ci pensino bene prima di coprirlo di Oscar sull’onda dell’entusiasmo. Evitiamo magari di ripetere la truffa The Millionaire o le assurde statuette per miglior sonoro e montaggio sonoro a The Hurt Locker solo per ripicca nei confronti di Avatar (giusto per citare qualche esempio casuale per non riaprire il caso Tom Hooper dello scorso anno).

The Artist uscirà domani, venerdì 9 dicembre, in circa 20 sale italiane. Per maggiori informazioni, anche sulla programmazione del film, potete consultare le nostre News dal Blog (o cliccate sul riquadro sottostante).

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