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Tutti pazzi per amore 3, la recensione del 5° e 6° episodio

Tutti pazzi per amore 3, la recensione del 5° e 6° episodio

Di emanuele.r

Attenzione, il seguente articolo contiene spoiler. Continuate a leggerlo a vostro rischio o solo se avete già visto gli episodi. 

Settimana ricca per gli appassionati di Tutti pazzi per amore, commedia familiar-musicale di Rai 1 creata da Ivan Cotroneo e giunta, con qualche affanno, alla terza stagione: infatti dopo gli episodi di ieri, altri due episodi della serie andranno in onda domani. Gli ascolti sono in calo rispetto alle stagioni precedenti, ma permettono alla serie di vincere la serata della domenica: ieri una media di 4 milioni di persone ha visto la serata con uno share del 16,3%. Dati stabili, così come stabile resta la qualità a tratti discutibile della stagione.

Nel primo episodio Domenica 11 dicembre, i ragazzi si sono appena trasferiti nella nuova casa e già cominciano i dissidi, specie perché Emanuele non vuole dormire sul divano letto del soggiorno; Paolo fa conoscenza con Eva, la nuova designer di giardini presentata da Laura: tanto bella che Paolo è convinto che sia una tentazione di una malfidata Laura. La quale intanto deve destreggiarsi tra le lettere di protesta per l’editoriale in bianco e Monica convinta che Gianpaolo sia davvero la sua anima gemella, conosciuta in altre vite. Nel secondo, Lunedì 12 dicembre, Monica è ormai sull’orlo della follia e vuole costringere la redazione a fare un test per dimostrare che Giampaolo è davvero la sua anima gemella; intanto Francesca, la collega di Emanuele, cerca di sabotare il rapporto con Viola mentre Paolo cerca in ogni modo di riportare la figlia a casa, tra cui persino la disdetta del contratto. Scritti da Stefano Bises, sotto la regia di Laura Muscardin, gli episodi cercano di alzare il ritmo e ravvivare le storie raccontate finora attraverso il meccanismo sempre intrigante del “sabotaggio”.

Infatti il filo conduttore dei due episodi – scritti evidentemente come una puntata unica, esattamente come nelle altre serate – è nel tentativo di qualcuno di sgretolare le serenità altrui per motivi egoistici, più o meno comprensibili: Laura e Paolo che alternatamente cercano di disturbare la crescita dei figli, prima intromettendosi nella loro vita e in casa – fino a quando Laura vede Emanuele fare l’amore con Viola – e poi cercando di convincerli a restare da loro, addirittura ventilando l’ipotesi (che regge tipo 10 secondi) dello sfratto; tutto finisce quando entrambe i genitori capiscono e accettano che i figli stanno crescendo e decidono di lasciarli andare, decidendo – forse – di avere un figlio loro (sull’amore tra Nina e il bambino emo stenderei un velo pietoso). Francesca cerca di rovinare la storia d’amore tra Emanuele e Viola prima insinuando che la convivenza tra loro non potrà funzionare, poi facendo balenare il tarlo della gelosia e diventando sempre più presente nella vita del ragazzo, cominciando anche ad accennare a qualche avance; e poi ovviamente Monica che sebbene ancora lontana dal tentativo di distruzione del matrimonio della cugina, cova sentimenti sempre più accesi, e controversi. E poi c’è anche un sabotaggio immaginato: anche perché Eva, la bella nuova dipendente del vivaio che Paolo tratta malissimo perché crede essere un’agente provocatore, non può sabotare nulla essendo lesbica. Poco importante, e pure un po’ deprimente, la storia di Giulio e Stefania, la quale dopo aver sedotto il muratore per farsi fare dei lavori gratis, lo caccia via quando lui reclama il suo “regalino” costringendo il marito a fare i lavori da solo con pessimi risultati.

Da qui si può cominciare a dedurre una vaga misoginia maschilista di fondo: nel personaggio di Stefania quindi, ma anche nella redazione divenuta ormai un gallinaio di donnine isteriche, con Monica che da trascinante capofila è ridotta a insopportabile mamma apprensiva, sorte condivisa in parte anche con Paolo e Laura, Maya ormai in preda a una ninfomania patologica e Rosa che si concia da adolescente tardiva (e ritardata) per compiacere la madre del giovanissimo fidanzato – e lasciamo perdere Elisa che tanto non conta nulla. Questo atteggiamento nei confronti dei personaggi è il segnale di come manchino in buona parte le idee per ripetere gli exploit delle due stagioni precedenti, di come le sceneggiatura facciano acqua in più punti (davvero Monica crede di sedurre e convincere Gianpaolo sulla scia di un dipinto e di un ricordo di vite precedenti? E tutta la storia del test?): tanto da far pensare che il problema dell’editoriale vuote e le conseguenti protesti sia una sorta di autocritica in anticipo degli autori. Che però una cosa l’azzeccano: dare più spazio ai 4 ragazzi, gli unici che hanno qualche potenzialità comica (come dimostra la trovata della monetina, che Cristina si porta dappertutto) e romantica. Il resto è tirato via, poco convinto, come dimostrano i due numeri musicali Qui e Là di Patty Pravo cantata da Nicole Murgia e Marco Brenno (girata in 5 minuti e buona la prima, visto che non vanno nemmeno a tempo e all’unisono nelle mossette stile macarena) ed E il tempo se ne va di Celentano cantata da Emilio Solfrizzi (meno male che c’è lui) messe a inizio puntata come per togliersi il dente. E come personaggio scemo e sorridente la Bea di Chiara Francini batte nettamente l’Elisa di Martina Stella. E voi che ne pensate? Continuate a seguirci sul nostro blog tv e su Episode39.

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