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Pezzi di cinema, L’invasione degli ultracorpi (1956)

Di Marco Triolo

Continuiamo il nostro cammino attraverso i classici della fantascienza americana anni Cinquanta con L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel. Il film, tratto da un romanzo di Jack Finney, racconta la ben nota storia di come una razza di alieni mutaforma prendano a poco a poco il posto degli umani, da cui li differenzia solo la mancanza di sentimenti e l’evidente apatia. Del film sono famosi soprattutto i mitici “baccelloni”, sorta di bozzoli che gli alieni utilizzano per replicare gli umani.

La pellicola è intrisa di paranoia anni Cinquanta fino all’ultimo fotogramma, ed è stata letta alternativamente come una critica al maccartismo, ovvero la persecuzione di tutti coloro che erano sospettati di affiliazioni comuniste da parte del senatore McCarthy, o come un’allegoria della spersonalizzazione tipica delle società comuniste. I due estremi, insomma. Nel 1998, l’attore principale Kevin McCarthy (il nome è una coincidenza) dichiarò nel making of che non era stata intesa nessuna lettura allegorica, e che nemmeno Finney, autore del romanzo, aveva pensato a un sottotesto politico. Affermazione in parte confermata e in parte smentita dallo stesso Siegel: “Sentivo che fosse una storia molto importante. Credo che il mondo sia popolato di baccelli, e volevo mostrarli. Penso che molta gente non abbia alcun sentimento verso la cultura, e non provi dolore o tristezza. I riferimenti politici al senatore Mccarthy e al totalitarismo erano inevitabili, ma ho tentato di non enfatizzarli, perché credo che i film servano prima di tutto a intrattenere e non volevo fare il predicozzo”.

Resta il fatto che il prologo – con il dottor Miles Bennell che viene rinchiuso in una struttura medica e denuncia l’invasione – e l’epilogo – in cui i baccelli vengono trovati e l’FBI viene allertata – fanno decisamente propendere verso l’interpretazione anti-comunista. Eppure questa cornice non era stata intesa né da Siegel, né dallo sceneggiatore Daniel Mainwaring, né dal produttore Walter Wanger, e fu imposta dallo studio. Il risultato è che il pessimismo del finale originale, in cui si vedeva semplicemente Bennell gridare istericamente mentre vedeva passare camion pieni di baccelli, viene smorzato di molto. Ci ha pensato il remake, Terrore dallo spazio profondo (di cui abbiamo già parlato qui) a rintrodurlo.

A seguire, il trailer originale del film. Qui, se vi garba, potete vedere il film completo.

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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