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John Lasseter a Milano, incontro con il regista e fondatore della Pixar

Di Leotruman

Per festeggiare i 25 anni della Pixar, fondata nel 1986 da Steve Jobs, Ed Catmull e John Lasseter, è stata creata una mostra itinerante intitolata “Pixar 25 anni di animazione” che farà tappa a Milano a partire da domani.

In occasione delle celebrazioni Meet Media Guru ha invitato proprio il regista John Lasseter a tenere una masterclass sul mondo dell’animazione aperta al pubblico che si è tenuta proprio ieri sera al Teatro Dal Verme di Milano. Ecco la descrizione dell’evento, a cui abbiamo partecipato anche noi.

Dopo un filmato introduttivo, che ha mostrato alcune scene dei capolavori Pixar, Lasseter (regista di Toy Story e dei due Cars) è arrivato sul palco accolto da un fragoroso applauso. Il teatro era davvero stracolmo, tanto che pur di entrare e assistere alla lezione in molti sono rimasti addirittura in piedi o si sono seduti sulle scale.

Il regista ha ringraziato gli organizzatori per l’invito e ha detto di essere particolarmente contento di questa tappa milanese della mostra. L’Italia è stata sempre grande fonte di ispirazione e di emozioni per il regista nella sua carriera artistica, e ci ha tenuto a precisarlo.

Lasseter ha poi raccontato la sua storia e il suo percorso che lo ha portato a diventare uno dei maestri indiscussi del cinema d’animazione. Sua madre era un’insegnante d’arte e i cartoni animati gli sono sempre piaciuti come a tutti quanti. Scherzando ha detto “I cartoon mi piacevano tanto quanto lo sport ad un ragazzo!”.

Non aveva mai pensato che effettivamente c’erano persone che si guadagnavano da vivere creando cartoni animati, e quando l’ha scoperto è corso dalla madre a dirle che voleva farlo anche lui! I suoi genitori sono stati sempre fonte di grande supporto per la sua carriera artistica, e ci ha tenuto a sottolinearlo in più occasioni.

Ha poi mostrato tre corti animati che hanno segnato profondamente la sua vita. Il primo è Nitemare, uno splendido cortometraggio che ha creato interamente nel 1979 quando era uno studente d’arte.

Fotogrammi in bianco e nero disegnati a matita, pianoforte in sottofondo come i migliori film del cinema muto, e la splendida avventura notturna di un bambino. Quando spegne la luce per dormire, gli oggetti della sua stanza si trasformano in terribili mostri per poi accorgersi che non sono nient’altro che oggetti! Il talento di Lasseter era già evidente fin nella giovane età.

Il secondo corto è più famoso: si tratta infatti di Luxo Jr., uno dei primi corti animati realizzati interamente con la computer graphic. Era il luglio del 1986 e la Pixar era appena nata, ma le potenzialità erano già ben visibili. La lampada protagonista del filmato diventò poi il simbolo stesso dei Pixar Animation Studios.

Il terzo corto è invece Knick Knack, realizzato nel 1989 e ultimo prodotto della Pixar prima che passasse all’effettiva realizzazione dei lungometraggi animati in CG (il primo è stato Toy Story, uscito nel 1995). Il corto è stato poi mostrato davanti alle copie di Alla Ricerca di Nemo nel 2003 e anche di Nightmare Before Christmas in versione 3D.

Una volta riaccese le luci in sala Lasseter ha spiegato che la computer graphic ai tempi era utilizzata solo per creare loghi, immagini, non arte. Non a caso la Pixar inizialmente era una “computer company”, non un “animation studio”. Inizialmente le limitazioni erano enormi: i computer ingombranti, lenti e molto rumorosi, gli sfondi dovevano rimanere fissi e non si poteva nemmeno cambiare l’angolazione di ripresa.

Queste limitazioni hanno permesso a lui e ai suoi colleghi di concentrarsi meglio sui personaggi e di creare qualcuno che il pubblico amasse proprio per i personaggi più che per il modo in cui fosse realizzato. La tecnologia ha poi aiutato enormemente lo sviluppo dello studio, fino all’uscita di Toy Story che ha poi fatto conoscere il marchio Pixar in tutto il mondo ed è tuttora considerato uno dei capolavori della storia del cinema (non solo d’animazione).

Il regista ha ricordato più volte che la tecnologia è uno strumento per creare arte, non il fine. Per creare un buon film d’animazione, ha poi continuato, servono tre elementi:

1) Una bella storia

2) Personaggi appetibili e ben sviluppati

3) Un mondo credibile in cui collocarli. Non deve essere necessariamente realistico, ma appunto credibile per la storia

Lasseter ha poi spiegato come viene creato uno storyboard, e ha presentato un divertente “Storyboard della creazione dello storyboard!”, che descrive tutto il processo della sua fase di sviluppo. Ogni passo della masterclass è stato poi accompagnato da esempi visivi.

Per esempio ha mostrato prima lo storyboard a matita in bianco e nero di una delle scene iniziali di Toy Story, quella in cui l’esercito di soldatini entra in gioco e cerca di scoprire quali nuovi regali sono arrivati ad Andy. In seguito ha mostrato la scena completa.

Il passo successivo è creare uno Story Reel, disegnato sempre a matita ma in questo caso presentato proprio come una sequenza animata. È una fase indispensabile nella creazione di un film d’animazione, perché permette di esaminare con grande immediatezza tutti gli elementi per scoprire se una volta amalgamati funzionano o meno.

La fortuna della Pixar e il suo prestigio sono però senza dubbio derivati dal fatto di aver creato negli anni personaggi entrati di diritto nell’immaginario collettivo. La fase di sviluppo, non solo a livello grafico ma anche psicologico, è davvero lungo: Buzz ad esempio inizialmente era stato creato viola, come il colore preferito di Lasseter, mentre Woody era molto diverso. Davvero divertente la presentazione di tutti i vari schizzi preparatori al personaggio di Edna Mode degli Incredibili, che il regista considera come il suo preferito in assoluto del mondo Pixar.

Per la creazione degli ambienti e del mondo, i creatori della Pixar credono molto nella fase di ricerca, che deve essere effettuata sul campo. Per Nemo sono andati realmente a visitare i fondali oceanici così come per Monsters & Co hanno visitato l’interno di molte fabbriche prima di scoprire quale design era più adatto all’industria del film.

A dir poco essenziale per la riuscita del film sono i colori e le luci, fondamentali per trasmettere le giuste emozioni allo spettatore. Un colore sbagliato o una luce non azzeccata possono modificare l’impatto emotivo di una scena. Grazie al Color Script durante la creazione del film hanno pronta una scala standardizzata realizzata per quella particolare pellicola da utilizzare in ogni scena a seconda del messaggio che si vuole trasmettere.

Per concludere la masterclass John Lasseter ci ha poi portato un regalo. Ha presentato infatti in anteprima agli spettatori presenti in sala Small Fry, il nuovo cortometraggio di Toy Story che accompagnerà l’uscita de I Muppet, la nuova pellicola con i pupazzi creati da Jim Henson e diretta da James Bobin.

Davvero divertente questo nuovo corto, forse più riuscito di Hawaii Vacation. In questa nuova avventura Buzz Lightyear viene dimenticato in un fast food e una versione “meal toy” (i giocattoli che si trovano nei menù per bambini) prende il suo posto. Mentre il resto dei giocattoli di Bonnie si ritrovano con la nuova fastidiosa versione di Buzz, il vero Buzz è intrappolato nel ristorante e diventa parte di un gruppo di sostegno per giocattoli scartati. MentreWoody e il resto del gruppo cercano di escogitare un piano per liberare il loro amico, Buzz cerca di fuggire da quest’incontro psicoterapeutico per giocattoli (una scena davvero esilarante!).

Il filmato ovviamente non è ancora disponibile, ma vi ripropongo un frammento che vi abbiamo mostrato qualche giorno fa:

La lezione di cinema è stata sicuramente interessante, ma quello che mi ha colpito maggiormente è stato capire che la Pixar è in fondo una famiglia. I vari maestri si alternano alla regia, ma ogni gioiello animato arrivato nelle sale è stato realizzato con il contributo di tutti. Alla Pixar chiunque (d’altronde è estremamente difficile entrare!) viene sempre ascoltato e ogni idea proposta viene esaminata, in modo che le migliori possano effettivamente essere montate insieme creando i capolavori che sono ben noti a tutti.

Vi ricordo che la mostra itinerante Pixar 25 anni di animazione sarà aperta al pubblico a partire da domani, mercoledì 23 novembre, presso il PAC di Via Palestro 14 a Milano. Avete tempo fino al 14 febbraio 2012 per visitarla, ma se abitate troppo lontano e siete impossibilitati tornate a trovarci tra qualche giorno per leggere il nostro reportage.

Fonte: Screenweek

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