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American Horror Story, la recensione de Il passato ritorna

Di emanuele.r

Attenzione: il seguente articolo può contenere spoiler. Leggetelo a vostro rischio o solo se avete visto l’episodio. 

Dopo un pilot convincente, molto spesso le serie tv cercano di trattenersi, di rassicurare lo spettatore con un secondo episodio più riflessivo o di passaggio per gestire meglio le storyline. Non è così per American Horror Story: il secondo episodio Il passato ritorna (in originale, Home Invasion) continua ad accumulare follia, morte, perversioni varie con pochi scrupoli sia per il pubblico sia per le regole della tv. Le sorprese non mancano, forse sono anche troppe.

Mentre Ben deve partire per andare a trovare la sua ex-amante, che gli ha rivelato di essere incinta, Violet e Vivien devono fronteggiare l’assalto di tre pazzi che vogliono emulare un duplice omicidio accaduto in quella casa 40 anni prima. E come se non bastasse, Viv ha dei dubbi sulla natura del bambino che aspetta. Scritto dai creatori Murphy e Falchuk e diretto da Alfonso Gomez-Rejon, l’episodio continua a fare della casa il centro di ogni male, demoniaco o umano, perpetuando la maledizione generazionale, facendo riferimento però all’immaginario thriller più che a quello horror.

L’episodio si apre nel ’68, con Age of Aquarius da Hair, e ci mostra l’omicidio cruento di una ragazzina e di un’infermiera per mano di un pazzo che odia le assistenti mediche e fa vestire le sue vittime col camice bianco: da qui parte l’intreccio che, come ogni buon opera di genere sa fare aspettare lo spettatore. Anche perché il vero punto forte non è nella scena di suspense, ma in quello che sta intorno, nei continui rimandi al tema della maternità come maledizione, come se Viv fosse incinta del Male: prima Hayden che sconvolge Ben con la notizia della sua gravidanza, costringendolo a lasciare la moglie sola, per poi decidere di abortire, poi la stessa Viv che dice di non fidarsi della mancanza di nausea del suo stato interessante, e infine Constance che dice di poter odorare i feromoni della maternità di Viv e le racconta (mentre le porta dei dolcetti al lassativo)  di avere “un ventre maledetto” che ha generato 3 figli malati e uno sano e perfetto ma morto in circostanze misteriose. E questo parallelo rende ancora più inquietante un’atmosfera alla Rosemary’s Baby: il ventre maledetto ciclicamente come la casa degli Harmon che rimanda alla frase del ginecologo nel pilot, che il corpo di Viv è “come una casa”. Maledetto anch’esso?

E’ in questa finezza di dettagli che sta la bellezza della serie, nel modo in cui tutto riporta a un’idea centrale sottile e strisciante: la goccia d’acqua che risveglia Maria all’inizio scopriremo solo dopo che deriva dal bagno allagato, per mostrare Viv legata dagli assassini si usa la stessa inquadratura in soggettiva a salire usata nella prima sequenza, Ben si accorge che qualcosa non va quando vede che la moglie gli ha fatto 13 chiamate perse (e 13 è un numero maledetto negli States). Questa cura del dettaglio (ed è da li che si vede il diavolo, dice un vecchio adagio) si nota anche nella cura dei personaggi, come dimostra l’uso ambiguo di Tate: demone o salvatore perverso? A una sceneggiatura molto buona – che necessariamente vede messi da parte elementi come la cameriera Moira o l’inquietante Larry – fa seguite una regia che non si vergogna di accumulare perversioni e follie visive come in un catalogo (la stanza degli specchi in cui Constance rinchiude Adelaide per punizione), spesso sorprendendo lo spettatore, per esempio nella violenza liberatoria di Tate, mettendo a “disagio” lo spettatore grazie a un uso accorto di inquadrature sghembe, lenti movimenti di macchina, zoom significativi, che suggeriscono la tensione prima del racconto. L’unico dubbio è che il rincorrersi di insanità e morbosità dell’orrore possa finire per saturare lo spettatore: per ora ci godiamo un’ottima serie che può diventare grande, un cast perfetto – con menzione per la grandissima Jessica Lange in odor di nomination – e una paura non edulcorata. Che la riscossa dell’orrore passi in tv? Voi che ne pensate? Appuntamento alla prossima settimana con American Horror Story sul nostro blog.

Cinema chiusi fino al 5 marzo, QUI gli ultimi aggiornamenti.


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