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Le Avventure di Tintin – ScreenWEEK visita in esclusiva gli studi WETA

Di Filippo Magnifico

Durante la fase di postproduzione de Le Avventure di Tintin: Il Segreto dell’Unicorno abbiamo avuto la fortuna di ricevere un invito, insieme ad altri giornalisti, per visitare gli studi WETA di Wellington, Nuova Zelanda, dove abbiamo potuto vedere, da vicino, tutto quello che ha permesso la realizzazione del film. Con la regia di Steven Spielberg e la produzione di Peter Jackson, l’atteso adattamento cinematografico delle storie a fumetti del famoso reporter belga di Hergé, in arrivo nelle sale italiane il prossimo 28 ottobre 2011, promette di essere qualcosa di davvero spettacolare.

Le Avventure di Tintin - Il Segreto dell'Unicorno Teaser Poster Italia

La maggior parte delle storie di Tintin, compresi i classici Il loto blu e Tintin in Tibet, è stata pubblicata negli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta del Novecento, ed è stata venduta in più di 350 milioni di copie e pubblicata in almeno 80 lingue. Il programma della giornata ha previsto una visita guidata agli studi neozelandesi WETA che hanno già dato vita alla Terra di mezzo de Il signore degli anelli), a Pandora di Avatar e più recentemente alle Scimmie di L’alba del pianeta delle scimmie oltre ad un incontro con Peter Jackson e Steven Spielberg, per parlare della realizzazione del film.
Nel film di animazione, realizzato in computer grafica a partire da movimenti realizzati da attori reali su blu screen, Tintin è interpretato e doppiato da Jamie Bell (Billy Elliot, L’aquila), il capitano Haddock da Andy Serkis, attore ormai leggendario che nei WETA studios ha dato vita al personaggio di Gollum ne Il signore degli anelli e a King Kong, Thompson e Thomson sono interpretati da Simon John Pegg e Nick Frost (Paul, Hot Fuzz) e il cattivo Sakharine da Daniel Craig (Casino Royale, e Munich dello stesso Spielberg).

Le Avventure di Tintin Il Segreto Dell'Unicorno Foto Dal Film 12

Incontro con Peter Jackson e Steven Spielberg

Dopo una sostanziosa colazione, che sarebbe stata l’orgoglio del capitano Haddock, ci siamo trasferiti in una sala per anteprime dove siamo stati accolti da Peter Jackson. Dopo esserci sistemati, Jackson ci ha comunicato che Steven ci avrebbe raggiunto di lì a poco in videoconferenza da Los Angeles.
Nell’attesa del collegamento, Jackson ha iniziato a spiegarci che Spielberg aveva acquistato i diritti di Tintin nei primi anni Ottanta e che, inizialmente, aveva pensato a un film con attori reali, con la sola eccezione dell’eroico cane di Tintin, Milou, come animale “CGI”, ovvero creato al computer. In una delle loro prime conversazioni (mentre Spielberg stava girando La guerra dei mondi), Jackson, da tempo fan del fumetto, è stato convinto a creare dall’amico un test mock up di quello che sarebbe potuto essere il personaggio di Tin Tin in un film. In quel periodo Jackson stava realizzando King Kong e, dato che aveva a disposizione un intero reparto trucco, ha potuto facilmente realizzare una breve scena di se stesso, nei panni del capitano Haddock, insieme ad una copia computerizzata di Milou che gli correva attorno creata invece dai WETA studios. Spielberg ha affermato che questa prima “prova video” lo ha portato subito a due conclusioni: convincerlo di aver trovato in Jackson il partner ideale per realizzare la pellicola e che il film non sarebbe più stato un film con attori reali.
Ci siamo quindi collegati in videoconferenza con Steven Spielberg che sembrava in ottima forma e ha iniziato subito a ridere e scherzare con Jackson rendendo evidente la forte amicizia che lega questi due “pesi massimi” di Hollywood. Al termine delle loro battute ci è stata proposta la visione di un paio di sequenze del film. La prima sequenza consisteva in una scena di caccia nella quale appariva il cane di Tintin, Milou, per poi passare ad un’altra sequenza con Tintin e il capitano Haddock. Ci è stato detto che la colonna sonora che stavamo ascoltando in anteprima era di John Williams l’autore preferito da Spielberg, , e che era stata aggiunta solo un paio di giorni prima. Dopo queste sequenze davvero mozzafiato, in parte girate in 3D, abbiamo potuto rivolgere ad entrambi i cineasti le nostre domande.

Le Avventure di Tintin Il Segreto Dell'Unicorno Foto Dal Film 11

Domande e risposte di Peter Jackson e Steven Spielberg

La prima domanda, solo una delle molte che avevamo in mente, è stata su che sensazioni avevano avuto a confrontarsi con un nuovo mondo come quello delle nuove tecniche di film di animazione del WETA. Le redini della conversazione sono state subito prese da Spielberg: “mi è stato sempre insegnato che il modo di realizzarla non è mai così importante come la storia. Penso che la mia dominante sia sempre questa, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata. Pertanto, anche se per me personalmente si trattava di una prima esperienza rischiosa, con una difficile curva di apprendimento, ma che valeva la pena di provare, ho sempre ricondotto l’attenzione alla storia, all’intreccio, ai personaggi e, soprattutto, ai libri di Hergé, e alla nostra idea di voler adattarli in un tipo di forma artistica che fosse il più vicino possibile allo stile di Hergé”.
Peter Jackson ha aggiunto: “Una delle cose che ritenevo importanti, dato che né io, né Spielberg siamo in grado di usare i computer, era il fatto che gran parte delle nostre comunicazioni sarebbero state con gli artisti della computer grafica e che avremmo quindi dovuto realizzare il film attraverso le mani di “qualcun altro” in un certo senso. Pertanto, abbiamo voluto innvare e creare una sorta di percorso reale nel quale i creativi del film potessero intervenire fisicamente sul set seppur all’interno di questo tipo di mondo virtuale. L’obiettivo era di consentire a Steven di entrare e lavorare su un set circondato da questi ambienti e attori virtuali e invisibili. Alla fine è stato anche capace di utilizzare lui stesso la cinepresa e da un certo punto di vista, anche se si tratta sempre di tecnologia, penso che siamo stati in grado di garantirci comunque una certa libertà e autonomia come artisti.
Siamo poi passati a domande sulla scrittura della sceneggiatura e al perché i due cineasti abbiano pensato a Steven Moffat, Edgar Wright e Joe Cornish per Tintin. “La prima decisione che abbiamo preso, in realtà, è stata di Peter”, ha affermato Spielberg, “Peter è sempre stato un grande fan di Doctor Who e lo sono anche io. Ma Peter era un fan sfegatato e, una volta, mi ha detto al telefono: ‘Perché non chiamiamo lo scrittore di Doctor Who?’ Pertanto, è stata la prima persona che abbiamo contattato, e Steven è stato quello che ha lavorato a più stretto contatto con Peter e con me nella stesura della prima bozza”.
Per quanto riguarda il coinvolgimento di Edgar Wright e di Joe Cornish, continua Spielberg: “Steven Moffat doveva ritornare alle sue serie e non poteva più lavorare con noi; così, per continuare il lavoro, ci siamo rivolti ad altri due scrittori britannici, Joe Cornish ed Edgar Wright, che hanno fatto un lavoro davvero magnifico”. Sulla scrittura, afferma Jackson: “Volevamo che il film avesse un taglio europeo. Non volevamo americanizzarlo, in effetti si trattava di un pezzo della cultura popolare europea. C’è un mix di azione, avventura, c’è del satirico ed un certo grado di considerazione sociale e vi sono anche alcuni aspetti umoristici. Volevamo che venisse rispettata anche questa sensibilità e che gli scrittori stessi fossero dei fan di Tintin”.
Sappiamo già di come i due cineasti abbiano lavorato bene insieme, ma hanno mai avuto dei contrasti durante la lavorazione? e se sì, come li hanno gestiti? “Non mi ricordo di particolari situazioni di disaccordo.” afferma Jackson, “È un po’ come fare le parole crociate insieme a un amico: entrambi siamo seduti e lo scopo è di concludere il cruciverba insieme. Senza alcun tipo di competizione”. Spielberg concorda: “Fermo restando che Peter e io siamo dei veri fan di Tintin, il risultato non poteva essere altro che un’estrema collaborazione. Proveniamo da due continenti diversi, ma con lo stesso amore che ci lega a Tintin. Non vi è alcun ego, ma solo la volontà di trovare la soluzione, e l’ego non aiuta a trovarla. Il dibattiot è sempre stato: come possiamo riuscirci? Come possiamo farne una storia ancora migliore? Non penso che vi sia stata neanche una discussione tra noi durante questo film”.
Dato che il materiale disponibile su Tintin è molto vasto, abbiamo chiesto loro perché, per questo film avessero scelto questa storia in particolare. Jackson spiega: “La decisione iniziale si è basata soprattutto su due aspetti: volevamo rappresentare il primo incontro fra Haddock e Tintin, e questo accadeva nel Granchio d’oro, abbiamo letto il libro ma non lo abbiamo ritenuto molto adatto per il primo film. Il segreto dell’unicorno ci ha attratto molto, perché era molto più legato ad atmosfere di avventura e mistero; e inoltre con Il segreto dell’unicorno si poteva risalire agli antenati di Haddock, ovvero alla provenienza della sua famiglia”. Spielberg continua a spiegare: “È stato per noi importante poter inizialmente attingere ad alcuni elementi del Granchio d’oro, soprattutto perché legati alla proprietà di Hergé e anche perchè volevamo che il pubblico, nel primo film di Tintin, potesse capire come il capitano Haddock e Tintin si vedessero l’un l’altro. Pertanto nella sceneggiatura finale sono stati molti gli elementi provenienti dal Granchio d’oro ma sono altrettanti i riferimenti che si collegano al Segreto dell’unicorno”.
Ci è stato detto che per una produzione basata sul “motion capture” di questo tipo, non esistono sostanziali differenze rispetto alla lavorazione di un film con attori reali in termini di casting; abbiamo chiesto le ragioni della scelta di questo gruppo di attori. Sembra che dietro la scelta di Jamie Bell un ruolo primario lo abbia giocato Peter Jackson, “Ho lavorato con Jamie in King Kong e mi ha meravigliato la sua somiglianza con Tintin. È un ragazzo piacevole, con un gran senso dell’umorismo, con una determinazione incrollabile e cerca sempre di ottenere il meglio da tutto quello che fa. E queste erano certamente le qualità essenziali per fare Tintin”. Jackson, quindi, ha passato la parola a Spielberg che ha spiegato come ha fatto a coinvolgere Daniel Craig: “Ho lavorato con Daniel in Era mio padre ed è cosi che ci siamo conosciuti , ho avuto varie esperienze positive con Daniel, ed è diventato anche un mio amico personale. Un giorno stavamo bevendo una birra e gli ho accennato a Tintin dicendogli, ‘Saresti perfetto per il ruolo di Sakharine’. Ne abbiamo parlato, e lui ha pensato che sarebbe stato eccitante provare qualcosa di nuovo, dato che non aveva mai fatto nulla di simile prima. Per quanto riguarda Simon Pegg e Nick Frost invece, come sapete, anche nella loro vita reale sono quasi come gemelli”.
Jackson ha concluso parlando di Andy Serkis nel ruolo del capitano Haddock: “Non voglio che si pensi nemmeno per un secondo che Andy sia qui solo perché è un nostro amico. Andy è un grande capitano Haddock, e sarebbe stato difficile trovare o pensare a qualcun altro con l’energia maniacale e la combinazione di qualità proprie di questo personaggio. Ero convinto che Andy avrebbe potuto fare esattamente quello che ci si aspettava da lui”.
Una delle domande finali si è concentrata su come Tintin potesse essere percepito oggi dal pubblico, in un modo dominato da film come I pirati dei Caraibi e Transformers. Spielberg è stato più che felice di rispondere a questa domanda. “Beh, è una domanda facile alla quale rispondere perché il primo era una sorta di Disneyland e l’altro era un giocattolo non molto noto fuori dagli USA. Quando mi appassiono a un progetto non svolgo analisi di mercato preventive per studiare le possibilità di successo sula base della sua popolarità. Mi limito alla ricerca di una storia che mi interessa. E spero che vi sia un pubblico che possa comprendere e apprezzare quello che ho fatto e che possa divertirsi”. Jackson haconcluso affermando:“La mia filosofia è che si deve solo credere che si sta producendo un buon film , ovviamente senza alcuna garanzia di successo; ma se si produce un buon film si dovrà avere fede nell’accoglienza e l’apprezzamento del pubblico. In sostanza, si deve sempre produrre il miglior film possibile”.

Le Avventure di Tintin Il Segreto Dell'Unicorno Foto Dal Film 07

Seminario sulla tecnica di “Performance Capture” con Peter Jackson e Joe Letteri

La visita guidata è poi continuata trasferendoci sul set di “Performance Capture”, e ci ha piacevolmente sorpreso che fosse lo stesso Peter Jackson a guidarci alla scoperta di tutto il processo di lavorazione. Inoltre, a farci da guida c’era anche il quattro volte vincitore dell’Academy Award Joe Letteri (supervisore agli effetti speciali) che ci ha spiegato in dettaglio tutti gli aspetti tecnici. Siamo entrati un ampio locale magazzino al centro del quale era collocato una sorta di palco con lo scheletro struttura, realizzato in materiale trasparente, di un appartamento con tanto di porte e due attori che indossavano speciali costumi di scena per la capture all’interno. Mentre alle loro spalle una schiera di ingegneri informatici lavorava davanti a molti schermi. E’ stato solo dopo aver guardato uno dei monitor che abbiamo visto Il mondo di Tintin prendere vita, la struttura di base che avevamo davanti si è trasformata nell’appartamento di Tintin e gli attori in costume sono stati convertiti in Tintin e Thomson. E ad ogni spostamento degli attori nell’appartamneto abbiamo visto in tempo reale i rispettivi personaggi seguirne i movimenti sullo schermo.
Joe Letteri ci ha mostrato il processo che consente alle cineprese di riprendere l’ambiente e il mondo circostante. Sebbene in questa occasione non sia stato possibile vederla in azione, ci ha anche spiegato la tecnologia “Performance Capture”, ovvero la “cattura delle espressioni facciali”, che prevede una speciale cinepresa posizionata su un casco indossato dall’attore per catturarne le espressioni del volto. Ci è stato dato in mano uno di questi caschi per capire di cosa si trattava ma nessuno ha potuto indossarlo.
Peter Jackson si è messo quindi dietro una cinepresa portatile riprendendo questo mondo virtuale; sul monitor lo abbiamo visto zoomare su vari elementi dell’appartamento di Tintin, e nel frattempo ci spiegava come poteva attraversare il mondo di Tintin senza in effetti mettervi mai piede. Il vantaggio è che il regista non ha bisogno di avvicinarsi eccessivamente all’attore, né di interferire con il palcoscenico fisico, come accade in un set di un film con attori e scene reali. Jackson ha chiesto agli attori presenti di aprire la porta dell’appartamento per farci vedere i personaggi che uscivano in strada. A questo punto ci ha dimostrato come la cinepresa potesse muoversi e simulare una corsa con il solo spostamento del suo pollice sui comandi di navigazione della cinepresa stessa. Si tratta di un sistema completamente diverso di girare un film, con possibilità virtualmente illimitate.
Mentre venivamo davvero attratti da questo seminario personale con Peter Jackson e il suo incredibile mondo virtuale, Joe Letteri ci ha detto che quello che stavano tentando di fare con questa tecnologia era di “gettare un ponte nello spazio che divide la live action e il filmmaking”. Il concetto che Joe ha voluto puntualizzare era la possibilità di riprendere un’animazione nello stesso modo in cui si riprende un film con attori reali, anche quando ci si trova dall’altra parte del mondo, come nel caso di Spielberg. Jackson ha pero’ aggiunto che sono stati necessari molti anni per creare questo ambiente virtuale, e per essere nelle condizioni di poterlo attraversare cosi come ci stava dimostrando. Malgrado questo i vantaggi offerti sono molteplici: “È magnifico poter girare una scena con pioggia battente senza bagnarsi”, ci ha detto ridendo.
Paragondo questo alle riprese con attori reali di un film, Jackson ha detto che dopo un’esperienza “di lusso” come questa non sarà mai più impaziente, anche se aggiunge che le riprese in ambienti reali sono anche esse fonte di una certa frustrazione. Ha citato come esempi i giorni piovosi che consumano il budget del film mentre gli attori se ne stanno seduti in giro per il set o il brevissimo tempo a disposizione che si ha per sfruttare i momenti di luce solare ottimale; “Qui, invece, è possibile riprendere un tramonto o un alba meravigliosi a qualsiasi ora del giorno. Si tratta di un tipo di approccio diverso di produzione di un film, anche se è sempre necessario sapere quando è arrivato il momento di fermarsi”.
Nello stesso locale ci è stato poi mostrato un secondo set, la cabina del capitano. Anche in questo caso si trattava di una costruzione molto più semplice di quella che appariva nel monitor. Questa volta gli attori sono stati trasformati in Tintin e nel capitano Haddock. Sul tavolo c’erano varie strutture stilizzate di oggetti , come una bottiglia di whisky scozzese e una freccia, che venivano prese e usate dagli attori e grazie alla tecnica della “Performance Capture”inseriti nel mondo virtuale di Tintin.
Per quanto riguarda i personaggi veri e propri, Jackson ha spiegato che si puo’ assegnare loro qualsiasi forma o dimensione si desideri, indipendentemente dalla fisicità degli attori. Tuttavia, si deve tenere in considerazione il fatto che quanto più ci si allontana dalla fisicità reale dell’attore, tanto maggiore sarà la difficoltà di ottenere il risultato desiderato, per esempio quando si tratta di dover mantenere la corretta linea dello sguardo. Le possibilità sono sorprendenti e Jackson conclude dicendo che fino a pochi anni fa, quando questa tecnologia non esisteva ancora, non sarebbe stato possibile realizzare un film come Tintin: “Questo è quello che è possibile fare oggi, ma fra cinque anni sarà tutto di nuovo cambiato”. Dopodichè Jackson ci ha ringraziato per il nostro tempo e abbiamo dovuto terminare la nostra visita insieme. È stato davvero sorprendente vederlo al lavoro; pur essendo saldamente con i piedi per terra, ci ha trasmesso tutto il suo entusasmo e la sua passione nel mostrare le possibilità offerte da questa nuova tecnologia . Tanto che sembrava un po’ dispiaciuto quando ci siamo dovuti congedare..

Le Avventure di Tintin - Il Segreto dell'Unicorno immagini dal film 1

Presentazione di Joe Letteri (Supervisore senior agli effetti speciali – WETA DIGITAL)

La tappa successiva della nostra visita a WETA è stata una sala di proiezione dove Joe Letteri ci ha spiegato il processo di animazione, a partire dai concetti iniziali di base che devono essere approvati dal cineasta, fino ad arrivare alle scene finali complete che verranno proposte al pubblico durante la proiezione.
Dopo l’approvazione di una ripresa “prototipo”, il team di Joe elabora la scena fino a portarla al suo livello di animazione finale, ci sono stati proposti vari esempi di stadi di avanzamento del lavoro. Joe prima ci ha descritto approfonditamente una scena di pura animazione, nella quale non appariva alcun attore reale, l’animazione di un idrovolante che vola attraverso delle nuvole temporalesche. La prima e la seconda versione erano sostanzialmente simili, con l’eccezione che la seconda evidenziava un lavoro aggiuntivo di pulizia svolto “dietro le quinte”. La terza versione mostrata era invece l’animazione al suo stadio finale, completa di tutti i dettagli e con l’aggiunta dei fenomeni atmosferici (raffiche di vento, pioggia, fulmini) e rispetto alle due versioni precedenti ci è sembrato di vedere un film completamente diverso.
La scena successiva che ci è stata proposta prevedeva la presenza di effetti speciali realizzati con la tecnica di “Performance Capture”. La visuale dall’interno dell’idrovolante mentre attraversa condizioni atmosferiche avverse, con la presenza di Tintin, Milou e il capitano Haddock. Ancora una volta, Joe ci descritto i vari passi, dal prototipo all’approvazione. Uno dei lavori principali, in questo caso, è stato la “cattura” delle espressioni facciali degli attori e l’applicazione al viso di ulteriori dettagli per generare il fotogramma finale. Joe ci ha spiegato: “Quando parlo di animazione, intendo la combinazione di informazioni ‘catturate’ dalle espressioni facciali e la loro applicazione nella rappresentazione artistica”. Per esempio, Andy Serkis interpreta il capitano Haddock, ma non assomiglia affatto al capitano Haddock e, pertanto, la cattura dell’espressione facciale ci fornisce solo la base per quello che verrà rappresentato al livello finale. Inoltre, è necessario tenere in considerazione le condizioni atmosferiche e come queste influiscono sulle espressioni del viso, come ad esempio le contrazioni dei muscoli e i capelli che vengono mossi dal vento.
Lavorando su Haddock, e con l’aiuto del suo direttore dell’animazione Paul Storey, Joe ci ha poi descritto il processo dell’animazione del viso di Haddock e siamo stati in grado di vedere i molti comandi disponibili nell’interfaccia del computer che permettono di applicare al personaggio qualsiasi espressione si desideri. L’ intervento sulle espressioni facciali è una vera forma d’arte: “È uno stadio che richiede molta tecnica e abilità” afferma Leterri.
Infine, Joe ci ha parlato, con l’aiuto del suo responsabile della composizione, di come riescono a rappresentare in modo iperrealistico la pelle dei personaggi. Per farlo, utilizzano un metodo che, come dice Joe “È una combinazione del mondo reale e dell’immaginario creato dal computer”. Per raggiungere la qualità traslucida della pelle utilizzano una tecnica chiamata “diffusione sub-superficiale”, come quella utilizzata per il personaggio di Gollum nel Signore degli anelli. Questo processo viene combinato ad una tecnica che prevede un calco della pelle reale utilizzando del silicone in modo da creare un effetto ancor piu’ realistico, con tutte le imperfezioni del derma. Sullo schermo ci sono state mostrate varie persone, i cui volti sono stati modificati utilizzando proprio questa tecnica.

Le Avventure di Tintin Il Segreto Dell'Unicorno Foto Dal Film 10

I suoni e i rumori di Tintin

Siamo quindi passati alla componente dei rumori, trasferendoci in un locale pieno di rottami e cianfrusaglie. Probabilmente è il locale più disordinato di tutti gli studi WETA, anche se il disordine ha una sua ragion d’essere. È la “sala foley” (o “sala dei rumori”), dove vengono creati quasi tutti i suoni e i rumori che si sentiranno durante la proiezione del film. Dato che, tecnicamente, si tratta di un’animazione, tutti gli effetti sonori devono essere creati dal nulla senza potersi basare su alcuna traccia sonora esistente, come accade nella produzione con attori reali. Il pavimento è cosparso di ghiaia, sabbia, tappeti, legno: tutte superfici in grado di riprodurre qualsiasi rumore di passi che si possa immaginare. È un lavoro di precisione, che richiede tempo e a volte, è anche abbastanza divertente e che fà senza dubbio la differenza nella qualità del prodotto finale. I tecnici per la riproduzione dei suoni utilizzano molti modi strani e stravaganti per riprodurre i rumori, ma vi è comunque una regola da rispettare: nel missaggio finale i rumori non devono essere notati e devono essere adeguatamente bilanciati con la colonna sonora e con i dialoghi.
Dopo aver lasciato la sala dei rumori siamo entrati nella sala del suono (Soundstage) dove i tecnici, davanti a un grande pannello mixer, gestiscono la fase di pre-doppiaggio. In questa sala tutte le diverse fonti di suono di un film, prima di passare alla fase finale di missaggio per essere inserite nella colonna sonora, vengono ripulite e bilanciate. Un grande schermo visualizzava la scena in corso sulla quale i tecnici stavano lavorando: il capitano Haddock, Tintin e Milou su una barca in mezzo all’oceano. I tecnici stavano riproducendo la clip con i soli rumori d’ambiente ricreati nella sala degli effetti sonori ed è stato strano vederla senza sentire alcun dialogo o colonna sonora, si sentivano solo i rumori della barca che scricchiola, dello sciabordio dell’acqua e dei passi dei tre occupanti della barca. Il grande pannello del mixer che utilizzano consente loro di isolare qualsiasi rumore, per esempio i passi di Milou, e di modificarlo per poterlo bilanciare correttamente quando dovrà essere riprodotto insieme agli altri suoni.
Successivamente, ci siamo spostati in una seconda sala suoni, anch’essa dotata di un grande pannello mixer, ma con un numero maggiore di tecnici WETA davanti a un grande schermo. Qui vengono preparati gli elementi per il missaggio finale, e qui i supervisori si occupano di aree sonore particolari come quelle dei dialoghi e degli effetti sonori. Alla conclusione delle operazioni di pre-doppiaggio, in questa sala si procede con il missaggio di tutti gli elementi che fanno parte della colonna sonora, compresa la musica vera e propria di John Williams. Per questi tecnici si tratta di un lavoro lungo, di 14 ore al giorno, che, alla presenza dei cineasti, richiede frequenti avanzamenti e ripetizioni delle stesse scene. Come qualcuno dice, è solo una questione di “tempo e perseveranza”. Tuttavia, tutti concordano sul fatto che si tratti di un lavoro che vale la pena fare per ottenere un missaggio ottimale e uniforme dell’intera colonna sonora del film.

La Avventure di Tintin Il Segreto Dell'Unicorno Foto Dal Film 02

L’arte di Tintin – Seminario WETA (Richard Taylor e Chris Guise)

Successivamente, ci siamo trasferiti al seminario WETA dove abbiamo incontrato Richard Taylor (Design Supervisor) e Chris Guise (Senior Conceptual Designer) per parlare dell’aspetto artistico dell’animazione di Tintin. La sala conferenze era circondata dai ricordi dei successi di WETA. Su una parete c’erano alcune illustrazioni della produzione di Tintin e sull’altra una grande bacheca contenete gli Oscar, i premi BAFTA e molti modelli, statuette e altri oggetti dei film precedenti, tra i quali quelli per Il signore degli anelli.
Richard Taylor ha iniziato dicendo che Spielberg e Jackson volevano davvero “Iniziare ad esplorare il mondo di Tintin da un punto di vista illustrativo” e che, in origine, era stato loro richiesto di estrarre delle vignette dai fumetti originali e di illustrarle con ambientazioni che fossero più vicine al mondo reale. Su uno schermo sono state proiettate diapositive di come queste apparivano nei fumetti e dopo la loro trasformazione a cura degli artisti di WETA. È stato facile riconoscere le stesse scene, ma le rielaborazioni di WETA sono comprensibilmente più ricche di dettagli e di colore. Chris Guise ha aggiunto che, all’inizio, gli artisti non erano sicuri del realismo da applicare al mondo di Tintin o se fosse necessario mantenere la sensazione del cartone animato. Quando hanno chiesto assistenza a Jackson, la sua risposta è stata, semplicemente, “Voglio che abbiano lo stesso realismo di Gollum”. Con queste indicazioni, prima di riuscire a realizzare quello che il cineasta aveva in mente, hanno sviluppato alcuni prototipi. Jackson li ha anche incaricati di ricreare molte delle copertine più famose di Hergé.
Con un proiettore ci sono stati poi mostrati altri prototipi e, questa volta, abbiamo potuto vedere come avevano giocato con la luce per ravvivare gli ambienti fisici e aggiunto elementi emozionali, sfruttando anche tecniche sperimentali, per dare al film un effetto di vero “film noir”. Tuttavia, il fatto di avere come guida i libri a fumetti ha fatto emergere alcune difficoltà, come ad esempio quelle legate all’illustrazione delle espressioni facciali di Milou senza usare le sopracciglia mobili, non dimenticando il fatto che Hergé aveva creato il suo personaggio in 2D che, è stato invece destinato ad una produzione 3D così che gli artisti hanno dovuto dare vita a personaggi totalmente formati in tutte le dimensioni, compresi tutti dettagli e le imperfezioni della pelle.
I risultati finali dei prototipi che ci sono stati mostrati sono quelli della casa di Tintin in rue de Labrador. Nei libri è possibile vedere solo alcune parti e prosettive della casa e così, ancora una volta, gli artisti hanno dovuto usare l’ lmmaginazione rimanendo il piu possibile fedeli alle vignette. Anche le strade e le case sono state realizzate con estrema attenzione ai particolari . Ci è stata poi mostrata un’immagine dell’interno dell’appartamento di Tintin come altro esempio della cura con cui gli artisti hanno ricostruito il suo mondo, in cui sullo sfondo, sono stati disegnati i trofei che probabilmente Tintin ha portato con sé al ritorno dei suoi viaggi nel mondo. Gli artisti hanno infatti voluto che questi ambienti riflettessero il personaggio che li occupa come ad esempio con il capitano Haddock e la sua nave, il “Karaboudjan”, che hanno in comune la stessa aria trasandata.
Nel complesso, per soddisfare le richieste del regista , gli artisti di WETA hanno dovuto produrre circa 2500 immagini per il film, lavorando a un ritmo di una al giorno. Tuttavia, Taylor ha concluso affermando che lavorare per un mentore come Steven Spielberg è stato per tutti loro un’esperienza entusiasmante e che trattare con il famoso cineasta è stata un’esperienza piacevole; Spielberg è sempre stato personalmente in contatto da Los Angeles con ogni artista per comunicare il suo pensiero su ogni dettaglio ed è stata nel complesso un’esperienza che Taylor ricorda con grande piacere in cui ognuno ha dimostrato di avere uno “spirito ampiamente collaborativo”.

Le Avventure di Tintin Il Segreto Dell'Unicorno Foto Dal Film 16

Fine della visita

Dopo una lunga visita al negozio di souvenir, la nostra giornata si è conclusa nei sotterranei di WETA dove abbiamo potuto assistere a una proiezione di 20 minuti sulla storia della società. Meraviglia davvero vedere quello che sono stati in grado di realizzare a Wellington sotto la guida di Jackson e come continuino a sperimentare e andare oltre i propri limiti servendosi di tutte le nuove possibilità che vengono offerte alla produzione cinematografica dalla tecnologia. In ogni nuovo progetto, viene richiesto di realizzare l’impossibile e l’impossibile accade sfruttando l’innovazione tecnologica e portandola ai suoi limiti estremi.
Alla fine di questo tour ci siamo convinti che il magnifico mondo di Hergé è davvero finito nelle mani migliori possibili per la sua trasposizione cinematografica. Non solo l’impegno di due dei più grandi cineasti del mondo come Peter Jackson e Steven Spielberg, ma l’apporto della “macchina di produzione” WETA, ha dato finalmente vita al mondo di Tintin in un modo straordinario e inimmaginabile. Le avventure di Tintin: Il segreto dell’unicorno, è destinato certamente a meravigliare il pubblico di tutto il mondo alla sua uscita in sala.

La redazione di ScreenWEEK.it ringrazia la Warner Bros. per avergli offerto quest’incredibile opportunità. Per maggiori informazioni su Le Avventure di Tintin: Il Segreto dell’Unicorno potete consultare le nostre News dal Blog.

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