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Final Destination 5, la recensione in anteprima

Di Leotruman

Final Destination 5 Teaser Poster ItaliaRegia: Steven Quale
Cast: Arlen Escarpeta, Nicholas D’Agosto, David Koechner, Ellen Wroe, Tony Todd, P. J. Byrne, Emma Bell, Courtney B. Vance, Jacqueline MacInnes Wood
Durata: 1h 32m
Anno: 2011

Riassunto copia-incolla della trama dagli altri episodi: un gruppo di persone sopravvive ad un terribile disastro grazie alla premonizione di un ragazzo. Ma alla Morte e al suo disegno non si può scampare. Inizieranno a morire uno dopo l’altro secondo lo schema prestabilito e nei modi più terribili ed assurdi.

Una trama ripetuta in modo identico per ben cinque volte farebbe scappare chiunque dalla noia, eppure la saga di Final Destination continua da oltre 10 anni. Gli spettatori masochisti (e certamente un po’ sadici) sono tornati fedelmente anche per il quinto episodio, che ha incassato nuovamente i suoi 150 milioni di dollari.

Non so dirvi il motivo che li spinti a tornare in sala dopo l’orrendo quarto capitolo, il peggiore della saga e terribile da qualsiasi punto di vista (recitazione, sceneggiatura ed effetti speciali). Proverò invece a spiegarvi perché in molti torneranno volentieri per il sesto episodio.

Final Destination 5 è infatti un film gradevole e divertente, che ha l’indiscutibile pregio di essere tecnicamente impeccabile.

Il regista Steven Quale avrà fatto anche il suo esordio sulla sedia da regista con questa pellicola, ma ha una lunghissima esperienza come direttore di seconde unità e nel suo curriculum ha al suo attivo due kolossal come Titanic e Avatar. Proprio la sua competenza nel campo degli effetti visivi e nella stereoscopia 3D, soprattutto grazie al recente campione di incassi di James Cameron, ha permesso alla pellicola di venir inserita nella cortissima lista di film la cui visione è consigliabile in 3D.

Non solo la scena iniziale del crollo del ponte è molto convincente, ma in tutta la pellicola ci sono sequenze nelle quali l’effetto tridimensionale è particolarmente coinvolgente. Non mi riferisco solo alle spettacolari ed assurde morti, ma anche a dettagli come vetri, riflessi, ombre e molto altro ancora. Per la terza volta dal ritorno del 3D mi ritrovo a dire che costituisce un vero valore aggiunto e vale davvero il costo del biglietto (ovviamente se avete intenzione di vedere la pellicola!).

Tutto il resto è difficile da promuovere a pieni voti, ma arrivando dalla brutta esperienza del quarto episodio la recitazione del gruppo (tra cui Nicholas D’Agosto ed Emma Bell) sembra raggiungere un livello di decenza, i dialoghi sono meno terribili del previsto e le prime tre morti valgono il prezzo del biglietto.

Il difetto più grosso, parlando da appassionato della saga, è che le sequenze tra una morte e l’altra sono inutili e rischiano di annoiare visto che la trama è perfettamente ripetuta fin dal primo episodio (tranne giusto un paio di elementi). Verrebbe da chiedersi se un film da soli 30 minuti, costituito in sequenza dalla scena iniziale seguita dalla catena di sciagure, possa essere più che sufficiente da essere proposto in sala.

Vi piace la saga di Final Destination? Probabilmente posizionerete questo capitolo subito sotto il primo nella vostra classifica. Se la detestate, sapete già cosa sto per dire.

Voto: 6+

Sotto l’immagine vi aspetta un gustoso SPOILER sulla trama della pellicola. Se non volete rovinarvi la sorpresa, NON continuate la lettura!

Final Destination 5 Emma Bell Nicholas D'Agosto foto dal film 18

Il finale è davvero a sorpresa!

Come sempre si salvano in due o tre del gruppetto iniziale, fino al classico incidente finale che fa partire i titoli di coda. Anche in questo caso si salvano il protagonista e la sua fidanzata e per coronare il loro sogno decidono di volare a Parigi per iniziare a vivere insieme e per permettere a Sam di svolgere il suo tirocinio presso un prestigioso ristorante.

Ma l’aereo su cui si sono imbarcati è il famoso volo 180 del primo film, quello da cui scendono i 7 protagonisti grazie alla premonizione di Devon Sawa. Quindi Final Destination 5 è un prequel di Final Destination ed è ambientato nel 2000. In effetti, pensandoci a posteriori, non compare nella pellicola alcuno smartphone ed altri elementi tipici ed esclusivi degli ultimi anni della prima decade del terzo millennio.
A questo punto è da rivedere per esaminare se tutti i pezzi del puzzle sono a posto, un po’ come abbiamo fatto tutti per Il Sesto Senso (ma senza esagerare!).

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