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Festival di Roma 2011 – Incontro con Penélope Cruz, Sergio Castellitto ed Emile Hirsch

Festival di Roma 2011 – Incontro con Penélope Cruz, Sergio Castellitto ed Emile Hirsch

Di Leotruman

Il Festival Internazionale del Film 2011 di Roma inizierà ufficialmente domani, ma già questa sera è stato dato il calcio d’inizio alla manifestazione con uno degli eventi più apprezzati degli ultimi anni: il Duetto.

Dopo artisti del calibro di Robert DeNiro e Meryl Streep, quest’anno tocca ad una coppia di grandi attori europei: Penélope Cruz e Sergio Castellitto, accompagnati da Margaret Mazzantini e dall’attore americano Emile Hirsch.

Il quartetto non è casuale: stanno proprio girando a Roma in queste settimane “Venuto al mondo“, film tratto dall’omonimo romanzo della Mazzantini proprio come il grande successo Non ti Muovere, sempre diretto da Castellitto con la Cruz protagonista. Al trio si è aggiunto Hirsch, tornato a Roma dopo l’esprienza di Into the Wild di qualche anno fa.

Ecco cosa hanno raccontato ai giornalisti in sala nell’attesa dell’incontro con il pubblico:

Per Penelope Cruz: Il fatto di essere diventata madre ha cambiato la tua vita e anche il tuo modo di recitare?

Cruz: Io credo che qualsiasi esperienza di vita abbia impatto su quello che siamo e quello che facciamo. Però è stata ovviamente l’esperienza più importante di tutta la mia vita. Il personaggio che interpreto in Venuto al Mondo è centrato proprio sulla ricerca di un figlio che questa donna non riesce ad avere, e le donne sanno questo cosa significhi. È forse il personaggio più forte ed interessante che io mi sia trovata tra le mani, ed è particolare come un ruolo del genere mi sia capitato proprio in questo momento della mia vita.

Per Castellitto-Cruz: Non ti Muovere è stato un grande incontro per voi. Ci potete parlare dell’alchimia che si è creata tra voi?

Castellitto: È un privilegio e una fortuna quando hai la possibilità di incontrare un talento, e di vedere come questo talento si moltiplica ogni giorno sul set. Quando giri un film stai per 12-14 settimane con qualcuno sul set, e ci condividi in sostanza un pezzo della tua esistenza. Poterlo fare con persone del quale ti fidi è davvero una grande fortuna. Quello che unisce me e Penelope è il fiume delle parole di questi due racconti (Non ti Muovere e Venuto al Mondo) che hanno determinato due figure femminili eccezionali dal punto di vista psichico, emotivo e drammaturgico. Due donne completamente diverse: Italia è il contrario di Gemma, che tra l’altro è forse il primo personaggio borghese che Penelope interpreta.

Cruz: Sergio e Margaret sono tra le persone più speciali che io abbia mai incontrato nella mia vita. La sensibilità che hanno nel cuore la portano sempre anche al lavoro, e amano tutto quello che fanno. Penso che loro due hanno cambiato qualcosa nella mia vita, come donna e come artista. Io sento una grande responsabilità nell’interpretare questo personaggio perché so cosa rappresenta per loro e per chi ha letto il libro. È raro per un attrice trovare un personaggio come quello di Gemma, ed ogni giorno mi sveglio col sorriso anche se stiamo lavorando molto duramente. Mi sento come se avessi vinto la lotteria.
È bellissimo anche lavorare con Emile, uno degli attori più bravi con cui abbia mai recitato e sta facendo un lavoro incredibile nel film.

Cast: Volevo dire anch’io quello che penso di Emile. Il suo sguardo è quello di Diego (il personaggio che interpreta) e la capacità che ha di mettere insieme purezza e la sua esperienza d’attore è veramente notevole. È un privilegio poterlo dirigere. Alla fine di ogni scena riesce a riconsegnarti qualcosa a cui tu stesso non avevi in qualche misura pensato. È di una “docilità” e di una indipendenza artistica eccezionale.

Per Margaret Mazzantini: È evidente che ciascuno di questi attori ha dato qualcosa ad ognuno dei personaggi. Qual è la sensazione nel vederli prendere vita?

È una sensazione strana, infatti molti scrittori non amano vedere le trasposizioni cinematografiche dei proprio libri. Lavorando insieme a Sergio in ogni fase, come ad esempio nelle bozze del libro, è tutto completamente diverso. Sul set mi piace tenermi a distanza, nelle retrovie, pur controllando ogni dettaglio. Il film è molto forte anche perché scrivere il libro è stata dura: affrontare quei temi, quel dolore (l’assedio di Sarajevo) e cercare una luce in quel buio […] Penelope ad esempio ha aggiunto molto al suo personaggio mentre Emile è stato quasi un piccolo miracolo, un vero eroe romantico.

Per Emile Hirsch: Cosa ti ha attratto della coppia Castellitto-Cruz per lavorare con loro? Ci puoi dire inoltre qualcosa sul tuo personaggio?

Sono stato particolarmente entusiasta ed eccitato all’idea innanzitutto di lavorare con Penelope, un’attrice che ho sempre ammirato. Vedendo Non ti Muovere ho apprezzato la capacità di Sergio di dirigere in modo rigoroso, ed è un film bellissimo, pieno di passione senza essere eccessivamente sentimentale. Il fatto che lui poi vi abbia anche recitato mi ha lasciato sorpreso, e mi sono chiesto come sia riuscito farlo.
Il mio personaggio è uno spirito libero ed un piacere interpretarlo. Sono molto più nervoso su questo palco che sul set ogni giorno. Avere infatti Margaret sul set tutti i giorni è meraviglioso e cerco sempre di capire quello che pensa. Ha un tale buon gusto ed è così specifica, e questo è davvero bello.

Per Castellitto: È vero che Hirsh è stato il tuo primo e unico nome in mente per il personaggio di Diego?

Quando all’inizio abbiamo pensato agli attori per i ruoli, si apre sempre il ventaglio delle proposte. Il primo nome assolutamente fatto e mai smentito per il ruolo di Diego è stato quello di Emile, sia da parte mia che da parte di Margaret. Gli occhi di Diego erano solo gli occhi di Emile e io non ho mai contattato nessun altro.

Per Castellitto: Com’è stato girare a Sarajevo e come avete trovato la città?

La prima volta siamo stati 5 anni fa. Dopo quei tre giorni passati a Sarajevo, Margaret appena tornata a casa si è messa a scrivere il libro. Dopo l’uscita del libro in molti le hanno chiesto cosa ne sapeva dell’assedio, come era a conoscenza di tutti quei dettagli impressionanti. Eppure ci era stata solo tre giorni, neanche Salgari! Poi ci siamo tornati per i sopralluoghi e credo che Sarajevo ti consegni una sensazione un po’ simile a qualcosa che assomigia ad un mal d’Africa. Ti lascia un dolore e una nostalgia, una rabbia per ciò che è accaduto e non doveva accadere. Perché questa non è stata una guerra, ma è stato un assedio e ancora oggi, ogni volta che tu ci torni, hai la sensazione di una città che vuole ricominciare e che sopporta ancora il fatto di essere “fuori sincro”. Questa è anche la sua potenza. In ogni caso è stato più facile girare a Sarajevo che a Roma!

Per Cruz: Com’è Castellitto sul set e che tipo di regista è?

È molto interessante lavorare con un regista che capisce così bene che cosa sente un attore, perché lui l’attore l’ha fatto per tanti anni e continua a farlo. Con noi ha una generosità incredibile, perché ti lascia libero, ti lascia molto spazio ma non ti lascia mai da solo. È interessante come riesca inoltre sia a recitare che dirigere, come in questo film (dove interpreta la parte di suo marito). Riesce ad entrare ed uscire dal personaggio cento volte in un giorno, ed è una cosa difficilissima e lui lo fa sembrare così facile.

Il film uscirà nel corso del 2012, probabilmente in autunno (verrà presentato a Roma?) e scopriremo più dettagli sulla sua lavorazione nelle prossime settimane.

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Fonte: Screenweek

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