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Breaking Dawn, la conferenza stampa con Nikki Reed e Jackson Rathbone!

Di Leotruman

Oggi è il giorno di  The Twilight Saga: Breaking Dawn Parte I al Festival Internazionale del Film di Roma 2011. Dopo aver visto ieri sera in anteprima 15 minuti di scene della prima parte dell’ultimo capitolo del franchise ispirato ai romanzi di Stephenie Meyer (qui il nostro resoconto completo), oggi due star della saga sfileranno sul Red Carpet ed incontreranno i fan.

Si tratta di Nikki Reed e  Jackson Rathbone, che nella saga interpretano nella saga i vampiri Rosalie e Jasper. I due attori alle 16.30 sfileranno ed incontreranno i fan presso l’Auditorium di Roma mentre alle ore 17 parteciperanno all’evento insieme ai fan, che si terrà nella sala Santa Cecilia.

La giornata dedicata a Twilight è già iniziata con una lunga conferenza stampa, alla quale ha partecipato non solo la stampa ma anche un piccolo gruppo di fan. Ecco cosa ci hanno raccontato i due giovani attori:

La saga di Twilight con questo nuovo capitolo tratta temi più adulti, come la maternità e la costruzione di una famiglia. Che ne pensate a riguardo?

Jackson Rathbone: La saga di Twilight è sempre stata in continua evoluzione. All’inizio parlava di un giovane amore che si svolge in un mondo mitologico particolare e diverso. Adesso è diventato un amore maturo, e si arriva al matrimonio e famiglia. È un po’ più dark dei precedenti, ma allo stesso tempo i temi sono nettamente più maturi. 

Nikki Reed: In questo nuovo capitolo è più che ovvio che siamo diventati una famiglia molto unita. Ora non siamo più divisi in due fazioni, anzi Rosalie sarà l’unica persona realmente a totale disposizione di Bella. Sono stata molto contenta di questa evoluzione ed è certamente un momento importante nell’intera saga.

È difficile ogni volta lavorare con un regista diverso? C’è stato qualche punto di riferimento costante?

JR: È stato divertente lavorare con registi sempre diversi. Anzi, grazie a questo ho potuto apprendere molto da ognuno di loro. Ognuno ha portato la sua estetica, il suo stile, e per questo possiamo imparare e crescere proprio grazie ad un leader diverso ogni volta. Il punto di riferimento costante è certamente Stephenie Meyer, sempre presente sul set e pronta a rispondere a qualsiasi delle nostre domande anche perché in Breaking Dawn vi ha lavorato come produttrice.

NR: Sono d’accordo. Ogni regista aveva una bozza da seguire ed è stato particolarmente interessante il fatto che siano cambiati per ogni film. Certo, non è stato un approccio convenzionale, anche perché i libri erano già stati scritti e il margine di movimento non molto ampio. Però ogni regista è arrivato con le proprie e idee e abbiamo potuto assorbire quanto più possibile.

È capitato che i registi nuovi fossero venuti da voi per chiedere consiglio sui vostri personaggi?

JR: Tutti i registi sono stati fantastici perché hanno lavorato duramente sui nostri personaggi. In quest’ultimo film ci siamo incontrati separatamente con Bill Condon. Abbiamo parlato della divisione del film in due parti, riflettuto su quello che potevano essere i nostri personaggi. Mi ha chiesto per esempio da che lato stava Jasper, e io ho risposto che nella famiglia lui è sempre stato al fianco di Alice, e sono sempre stati insieme. Bill è stato un vero gentiluomo e ha mostrato grande sensibilità verso i personaggi. 

NR: Non ho fatto la stessa esperienza di Jackson e sinceramente non ho avuto la sensazione che i registi mi stessero chiedendo qualcosa su Rosalie. Forse perché ero io a riempirli di domande! C’è stata un’ottima collaborazione e Bill ha avuto il tempo di esaminare insieme entrambe le sceneggiature. Io ero particolarmente confusa quando abbiamo avviato questo ultimo film, perché Rosalie è sempre stata un personaggio molto coerente. Per questo temevo che la transizione, il cambiamento del personaggio, potesse dare l’idea di qualcosa di non profondo. I film della saga di Twilight d’altronde non sono centrati sui nostri personaggi, e ogni momento che abbiamo nella pellicola è fondamentale per presentare il nostro personaggio.

Nikki sei un’attrice molto completa. Hai anche scritto sceneggiature (ndr: ricordo che ha co-sceneggiato l’acclamato Thirteen insieme a Catherine Hardwicke). Hai in programma di scriverne altre?

NR: Ne ho scritte altre, forse non come Thirteen, ma in effetti a volte penso realmente a cosa voglio fare “da grande”. Amo recitare, ma scrivere mi da una soddisfazione enorme, che non riesco a ricavare dalla recitazione. Ho anche diretto due video musicali piccoli, prodotto un film, e credo proprio sarà questa la strada che seguirà in futuro.

E tu Jackson, sei pronto per il futuro? Questo ruolo ti ha fatto  ha fatto crescere come attore?

JR: Come attore e come artista, ringrazio Dio ogni giorno perché posso fare qualcosa che amo realmente fare. È affascinante per me quando prendo la mia chitarra in mano (ndr: suona in una band) e allo stesso tempo posso recitare. C’è qualcosa di magico tra l’artista ed il suo pubblico. C’è una reciprocità che non avevo mai provato nella mia vita e non sono mai sentito così a mio agio. Paradossalmente mi sento proprio più a mio agio come artista come come semplice persona. All’inizio non sapevo Twilight cosa avrebbe comportato, e ogni giorno ne sono ancora sorpreso! È comunque un processo quotidiano, in cui ci devi mette anima e passione, e per questo continuerò a farlo per il resto della mia vita.

L’intera saga è centrata sul rapporto tra Edward e Bella. Come è stato il vostro rapporto con loro? Hanno vissuto sempre per loro conto oppure siete rimasti sempre uniti? Avete aneddoti curiosi?

JR: Tutta la serie è centrata sull’amore che si sviluppa tra Edward e Bella, non vi è dubbio. Possiamo paragonarli a Romeo e Giulietta senza i Montecchi e Capuleti. Noi amiamo lavorare con i nostri colleghi, siamo letteralmente cresciuti insieme e facciamo tutti parte tutti di questo fenomeno. Se entro in un negozio però mi sorprendo e diverto ancora a vedere le copertine giornali con Robert e Kristen. Attenzione, tante notizie sono false: non credete a tutti! Io conosco le persone che fanno parte del cast come esseri umani e non come immagine pubblica. Sono davvero contento di poter fare questo tour promozionale con Nikki, è fantastico. Siamo cresciuti insieme ed eravamo sullo stesso aereo la prima volta che ci siamo diretti a Portland per le riprese del primo film. Ricordo che la hostess non mi voleva far portare la chitarra sull’aereo e Nikki mi difese. Fu un momento sorprendente.

NR: È molto bello quello che hai detto. Sei dolce e carino. La domanda è molto interessante e le cose sono ovviamente cambiate in questi anni. Jackson vi ha dato una risposta ideale. Ricordo che quando abbiamo cominciato la maggior parte degli attori era sconosciuta. Eravamo un gruppo di ragazzini a Portland, che andavano ad ascoltare musica dal vivo, ed eravamo e siamo tuttora una famiglia. Ci siamo sempre aggrappati a questo. Le cose sono poi cambiante con la fama del film, e sarebbe strano se non fosse così. Ora ci sono guardie del corpo ovunque e non è di certo come quando abbiamo iniziato. Questo ha reso difficile la vita a tutti quanti, in particolar modo le riviste che provano costantemente a creare scontri tra di noi basati in realtà su cose non vere. La situazione è diversa ora, ma non per questo peggiore. 

Temete che i ragazzi vi possano conoscere, identificare e confondere con i vostri personaggio?

NR: Credo sia sempre importate operare questa separazione, quella tra un attore ed il suo personaggio. L’adolescenza è un momento particolare per i ragazzi, e questo meccanismo può essere pericoloso. Inoltre grazie ad internet e i media al giorno d’oggi chiunque può divertare una superstar in qualsiasi momento. È però importante ricordare che sono cose che arrivano velocemente, e che possono sparire con altrettanta velocità. Questo può accadere per qualsiasi celebrità. Certo, ai tempi ricordo che mi piacevano le Spice Girls (anche a mio fratello!), ma quando ero ragazzina si cercava di capire la musica, di leggere i testi e esaminare le copertine, non ci si limitava ad andare su internet a cercare gossip. Le cose sono molto cambiate al giorno d’oggi.

JR: Bisogna sempre separare la vita artistica da quella personale. Certo, anch’io se dovessi incontrare i Rolling Stones darei di matto… La serie non l’abbiamo scritta noi, e abbiamo cercato di dare vita e passione ai personaggi. Siamo noi stessi appassionati dei nostri personaggi. Vuoi che diventino corposi e consistenti. A differenza dei fan, io non mi metto in fila per guardare le celebrità, ma sono fortunato ad aver potuto incontrare due dei miei idoli anche se poi li ho trattati come se fossero amici dei miei genitori. Dai amore per ottenere amore. Dai rispetto per ottenere rispetto. Così mi ha insegnato mio padre.

Quali sono gli elementi che hanno contribuito secondo voi a far diventare la saga un fenomeno mediatico? Cosa ha fatto la differenza?

NR: A voltre credo che le donne siano il target ideale, forse proprio perché la storia è centrata attorno ad una favola d’amore epica. Spesso gli essere umani si rapportano alla tragedia, all’amore, e nell’industria di intrattenimento si cerca di elevare questi due concetti. L’amore tra Edward e Bella è fuori dalla possibilità e dalla realtà. È così attraente proprio perché non è reale. Infatti le 12enne fantasticano ad occhi aperti su di loro, mentre le 40enni grazie a Twilight ripensano ai loro ricordi di gioventù. Invecchiando infatti ti rendi conto che le cose sono ben diverse nella realtà rispetto a quello che accade nel film, e l’amore non deve essere un sacrifico, ma un qualcosa che semplicemente esiste (anche se non sempre è facile). Per questo io sono più favorevole al rapporto tra Bella e Jacob.

Jackson, tu ami molto la musica. Ti è dispiaciuto trascurare la band nel momento delle riprese? Quale mondo preferisci?

JR: Sono stato fortunato perché posso comunque continuare a lavorare in entrambi i mondi. Li amo entrambi, ma c’è un legame istantaneo nella musica, mentre nel cinema c’è meno connessione immediata visto che tu giri un film ma arriva solo dopo un anno o più nelle sale. Entrambi i mondi alimentiamo i miei desideri e per questo continuerò a lavorare in entrambi i mondi. Ho prodotto un film, composto una colonna sonora… Mi vedo più in questa direzione più che come semplice attore, e in futuro chissà, potrei anche dirigere qualcosa!

Il rapporto tra Rosalie e Bella è sempre stato complicato. Cosa ne pensi a riguardo alla telefonata di aiuto che riceve da Bella? 

NR: La Meyer non l’ha scritta questa cosa, ma credo che Rosalie volesse sentirsi necessaria. Presumo che lei stia diventando tutto per Bella, visto che è l’unica che rimane realmente e sempre a fianco di lei. Non ho ancora visto il film e le cose ovviamente cambiano nella versione finali. Durante le riprese ci sono stati molti momenti tranquilli tra Kristen e me, ed è stato bello per una volta interagire senza troppi altri attori intorno. È stato bello questo scambio. Eclipse si è concluso con un’area grigia nel rapporto tra Bella e Rosalie. All’inizio di Breaking Dawn non so come andrà a finire, ma spero proprio ci possa essere una transizione tranquilla.

La letteratura young adult è un genere di grande successo attualmente. Voi siete appassionati del genere? A quale altro franchise vorreste partecipare? Oppure preferireste sganciavi del tutto dal genere dopo la fine della saga?

JR: È sicuramente un mondo interessante quelle dei giovani adulti, che regala atmosfere particolari. Ho prodotto una serie web per la Warner Bros, con Nikki ho lavorato in O.C. Quindi è fondamentalmente quello che siamo, e per questo cerchiamo di raggiungere sempre il pubblico giovane grazie a nuovi e accattivanti formati. D’altronde lo fanno anche i politici, che cercano proprio di attirare i giovani visto che sono il futuro del mondo, e anche il futuro dell’arte. Un’altra saga sta per arrivare, quella di Hunger Games. Io accetterei volentieri un altro progetto di questo tipo, perché li trovo affascinanti, soprattutto a causa delle atmosfere moderne.

NR: Se mi proponessero qualcosa che mi appassioni veramente, anch’io lo farei. È incredibile quello che possono fare i giovani. Io mi sento già quasi vecchia. Avrei molto più successo probabilmente se non la pensassi così, ma credo che devi fare quello che ti senti. Non si deve inseguire qualcosa solo per le due potenzialità di successo o di business.

Avete paura che Hollywood non vi lasci percorrere in futuro altre strade perché il pubblico vi ha totalmente identificato con i vostri personaggi?

NR: Io mi sento fortunata perché io non assomiglio a Rosalie. Non sono nemmeno bionda (e Jackson le risponde: “Cosa? Davvero?!” ridendo)  Spero che la partecipazione a Twilight non mi danneggi in futuro. Questa serie ha avuto un enorme successo e siamo felici di averne preso parte. Certo, se non riescono a vederti sotto altre vesti diventa poi difficile, e nel mondo dei media è interessante vedere come le carriere degli attori vengono colpite ogni giorno. Forse a lungo termine il fatto di non assomigliare al mio personaggio mi potrà aiutare.

JR: Sono completamente d’accordo con te e l’ho provato in tutte le forme d’arte. La popolarità di questa serie mi tocca anche quando suono. Una parte del pubblico dice “La mia ragazza mi ha trascinato a vedere quello di Twilight che suona!” , mentre gli altri vengono proprio perché ci apprezzano come gruppo. Io preferisco interpretare ruoli molto diversi da me. Spero ovviamente che ciò non influenzi negativamente le nostre carriere. Ma è comunque una cosa che devi accettare. Sono un sostenitore dello yin e dello yang. Ogni cosa ha un lato positivo e uno negativo. Pensa al meglio ma preparati al peggio, mi ha sempre ricordato mio padre.

Twilight Saga Breaking Dawn Parte I  Foto dal film 02

Vi ricordo che oggi pomeriggio incontreremo nuovamente Nikki Reed e Jackson Rathbone, sia sul red-carpet aperto che per l’evento all’Auditorium di Roma.

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Fonte: Screenweek

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