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Avatar 2, James Cameron conferma di voler filmare a 60 fotogrammi al secondo

Di Leotruman

L’Hollywood Reporter riporta un’intervista esclusiva fatta al regista premio Oscar James Cameron riguardo alle tecnologie che vuole utilizzare per i due sequel di Avatar, attualmente in fase di sviluppo.

Al CinemaCon del marzo scorso Cameron aveva espresso il desiderio di girare i kolossal con una velocità ben più alta dei 24 fotogrammi al secondo che sono la regola per il cinema attuale. Aveva presentato anche alcuni test visivi con video a 48 e 60 fotogrammi al secondo, ed in effetti le sequenze a tre dimensioni girate con tale frequenza sono risultate a dir poco strabilianti.

Avatar James Cameron

Il regista è tornato a parlarne e ha confermato che vuole girare i sequel di Avatar addirittura a 60 fotogrammi al secondo (fps)! Ecco le sue parole:

“Personalmente sono favorevole al 60 fps. È la soluzione più affine, anche se altre persone possono scegliere il 48 fps per altri motivi.”

Probabilmente si riferisce a Peter Jackson, il primo a girare un kolossal con un framing più elevato. Infatti sta filmando Lo Hobbit a 48 fps, ma Cameron è noto per non voler mai rimanere dietro a nessuno e per questo vuole spingere la tecnologia e la qualità dei suoi Avatar ad un livello mai raggiunto prima.

Cameron ha poi continuato:

“La ragione per cui sto andando verso questa strada è perché credo possa rendere possibile un migliore effetto 3D. Ci sono un sacco di argomenti a favore del 48 e a favore del 60. La mia sensazione è che se si tratta solamente di un aggiornamento del software (per i proiettori digitali), si può fare entrambe le cose. Non cambia nulla per il proiettore: non è necessario modificare la lampada o le lenti. È solo questione di software ed sarebbe possibile caricare ogni volta per 48 o 60 lasciando che i realizzatori decidano che fare.

Se gli esercenti adotteranno l’idea di un doppio standard, io probabilmente girerà a 60. Se non lo fanno, allora dovrò esaminare molto attentamente i pro ed i contro del 60 e 48 fps.”

Il Frame Rate è il numero di immagini mostrate da un proiettore in un secondo. 24 fotogrammi per secondo (fps) è da tempo lo standard nel cinema, mentre la televisione usa già velocità più elevate come 50 fps e 60 fps, il che corrisponde a meno vibrazioni nelle immagini. Il problema principale del 3D, anche in una pellicola qualitativamente elevatissima come Avatar, è l’effetto strobing (ad intermittenza) che ci fa percepire le immagini come a scatti, soprattutto nelle sequenze d’azione più movimentate. Un maggiore frame rate in teoria annulla questo effetto e se elevato la pellicola diventa più realistica.

Avatar James Cameron Sam Worthington Zoe Saldana Stephen Lang 02

Molto interessante il fatto che non servirebbe una vera e propria rivoluzione delle sale cinematografiche, come avvenuta per il 3D, e nemmeno un cambio dei proiettori (alcuni sono molto costosi). In teoria con un software diverso il proiettore stesso potrebbe essere settato sulla riproduzione a 24, 48 o 60 fps a seconda della pellicola.

Il problema si crea tuttavia a livello produttivo, soprattutto per quanto riguarda gli effetti speciali. Ecco cosa ha spiegato Cameron:

“Il problema dei costi nel girare ad un frame rate più alto non sono le cineprese, e non sono i proiettori perché basta un semplice aggiornamento del software. Potrei uscire proprio ora e girare un film a 60 fps, se tutto in live action, e l’effetto sorprendente il valore immediato è altissima. Quello su cui dobbiamo lavorare sono gli effetti speciali e il loro processo di sviluppo. Sarà indispensabile nel breve periodo di non avere un aumento spropositato del costo degli effetti visivi. Credo che ci sono modi per farlo, ma c’è il tutto deve essere regolamentato e sto lavorando con alcuni dei grandi fornitori di effetti speciali su questo tema. Non puoi aspettarti che la gente adotti un frame rate più elevato se si traduce in un aumento dei costi del 10%, visto che sono già abbastanza elevati. Dobbiamo limitarlo al massimo all’1%, e credo sia realizzabile. “

Filmare ad un frame reate più elevato non comporta particolari accorgimenti con le telecamere digitali perché il mondo “gira” già ad una velocità maggiore. Ma quando si devono ricreare delle scene totalmente in CG, è logico che creare 24 fotogrammi al secondo oppure 48 o 60 cambia la mole di lavoro.

Scopriremo prossimamente come dovremo aspettare il dicembre 2012 per vedere Lo Hobbit e capire effettivamente come la qualità di una pellicola può cambiare con un frame rate più elevato. I sequel di Avatar invece dovrebbe uscire a dicembre 2014 e 2015.

Fonte: THR

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