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Pezzi di cinema: I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973)

Pezzi di cinema: I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973)

Di Marco Triolo

Visto che l’abbiamo citato l’ultima volta, è bene addentrarci ancora di più nel sangue e parlare de I corpi presentano tracce di violenza carnale, uno dei più amati film di quel bravo mestierante del B-movie all’italiana che era (poveraccio, è ancora vivo, ma non è più quello di allora) Sergio Martino.

Regista prolifico, come del resto molti colleghi dell’epoca, nella sua carriera Martino ha spaziato dalla commedia sexy (Giovannona coscialunga disonorata con onore), al western (Mannaja), al poliziottesco (La polizia accusa: il servizio segreto uccide) con ammirabile nonchalance. Con I corpi, conosciuto in USA con il titolo di Torso e amato da Quentin Tarantino ed Eli Roth, Martino ha praticamente inventato il genere slasher con un lustro di anticipo rispetto a Carpenter. Nel suo film c’è già tutto: le giovincelle ingrifate che si fanno squartare una ad una dal misterioso serial killer, le soggettive del misterioso serial killer medesimo, le esplosioni gore.

Il film è stato confezionato dal top dei professionisti di genere dell’epoca: alla sceneggiatura c’è Ernesto Gastaldi, autore dei copioni di poliziotteschi come Il cinico, l’infame, il violento, Milano odia: la polizia non può sparare, e (non accreditato) tra gli sceneggiatori di C’era una volta in America. Al montaggio troviamo Eugenio Alabiso, che negli anni Settanta ha montato praticamente TUTTO. E infine alle musiche i fratelli Guido e Maurizio De Angelis, indimenticati autori di colonne sonore come La polizia incrimina, la legge assolve, Sandokan, Altrimenti ci arrabbiamo.

Ne esce un film diviso in due: nella prima parte, c’è abbondanza di gore, nella seconda invece si gioca principalmente sulla tensione, e il caro Martino sa giocare davvero, tenendo lo spettatore incollato da navigato maestro del brivido. Certo, non manca qualche ingenuità nei dialoghi, e il sangue rosso pomodoro dell’epoca a volte strappa un sorriso. Ma dannazione se non ci manca quel periodo fantastico in cui anche in Italia sapevamo girare gli horror come diavolo comanda.

A seguire, l’agghiacciante sequenza dell’omicidio nel bosco.

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