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Comic-Con, Spielberg e Jackson presentano Le avventure di Tintin!

Di Marco Triolo

Un’esperienza emozionante: impossibile definire in maniera diversa il panel de Le avventure di Tintin: Il segreto del Liocorno, a cui non ha partecipato solamente l’annunciato Steven Spielberg, ma anche il produttore Peter Jackson, entrato a sorpresa tra gli applausi e le urla di gioia di un pubblico pompato a dovere dopo una clip introduttiva, un montaggio di alcune famose scene del cinema di Spielberg.

Una leggenda vivente, amata incondizionatamente dal pubblico e dai fan, Spielberg ha parlato ampiamente della genesi di Tintin, il suo primo film d’animazione, se così possiamo definirlo. In realtà, dalle clip mostrateci, è chiaro che Tintin sarà ben più di questo: il look del film è incredibile, gli esterni sembrano davvero live action, e i personaggi si muovono come degli attori veri. La prima sequenza proiettata vede Tintin soccorrere un uomo che è stato appena crivellato di colpi sul suo uscio: si tratta ovviamente del richiamo all’avventura, che non tarda ad arrivare. Subito dopo, assistiamo al primo incontro tra Tintin (voce di Jamie Bell) e il Capitano Haddock, doppiato dall’onnipresente Andy Serkis, che ha anche deliziato il pubblico con un’apparizione a sorpresa, nei panni di un fan con una domanda scottante: “E’ vero che Daniel Craig ha incontrato Clint Eastwood durante le riprese, con addosso la tutina per il motion capture?”. Siparietto a parte, il filmato si è concluso con un rapido montaggio di varie scene d’azione spettacolari.

Spielberg ha rivelato di essere da lungo tempo un fan del fumetto di Hergé: “Negli anni venti in Europa tutti conoscevano Tintin, ma in America non è mai stato tanto famoso. Io l’ho scoperto intorno al 1981, dopo aver letto alcuni articoli che paragonavano il mio cinema alle storie di Hergé. Mi sono procurato degli albi e li ho letti senza sapere il francese: ma non importava, anche solo dalle immagini ho colto le somiglianze con i miei film”. Come Indiana Jones, “Tintin, nonostante un giornalista non debba mai farlo, si fa coinvolgere troppo nelle storie finché lui stesso non diventa la storia”.

Peter Jackson racconta come si è arrivati a scegliere il motion capture: “Volevamo che il film avesse l’aspetto dei fumetti. Non volevamo avere attori simili ai personaggi, ma esattamente identici. L’animazione ci permetteva proprio questo”. Ma, come detto, Tintin è più che animazione: “Abbiamo cercato un ibrido tra animazione e live action. Certo, i personaggi hanno tratti fumettistici, ma il movimento reale, il sudore, la texture sono tutte cose che intendevamo ricreare fedelmente. Grazie al mo-cap, Steven ha potuto effettivamente girare il film: aveva sempre la telecamera in mano”. E conclude, scherzosamente: “Steven è un ragazzo promettente. Se continua può fare grandi cose!”.

“Guardavi in alto e vedevi gli attori, guardavi in camera e vedevi i personaggi del film”: Spielberg ricorda così la magia del performance capture. “Girare questo film è stato come dipingere un quadro: potevo ritoccare ogni minimo dettaglio a mio piacere. L’ho diretto come dirigo un film live action, con in più la possibilità di mettere la telecamera dove la volevo, in posti impossibili nel cinema dal vivo. Il performance capture non è adatto a tutti i film, ma di certo a questo sì. E forse, se questo andrà bene, tornerò a girare qualcos’altro con questa tecnologia”. Di Jackson afferma: “E’ stata la migliore collaborazione della mia carriera a parte quella con George Lucas. Abbiamo lavorato insieme dall’inizio alla fine e c’è stata grande intesa: un po’ come se avessi lavorato con mio fratello”.

In conclusione, c’è stato anche spazio per alcune domande sui futuri progetti dei due autori. “Con Lo Hobbit mi sto divertendo un mondo”, ha rivelato Jackson, “sono davvero felice di aver deciso di dirigerlo. Adesso siamo in pausa, per permettere a Martin Freeman, il nostro Bilbo, di girare la seconda stagione di Sherlock in Inghilterra. Abbiamo girato 60 giorni e ce ne mancano circa 200!”.

Spielberg ha invece fatto una piacevole rivelazione su Jurassic Park 4: “Abbiamo una storia, ora posso dirlo, abbiamo uno sceneggiatore al lavoro sul trattamento, e spero lo faremo nei prossimi due o tre anni”. Spielberg naturalmente parla di Mark Protosevich, anche sceneggiatore di Thor.

E questo è tutto, spero che il mio reportage vi abbia soddisfatto: rimanete sintonizzati per Fright Night e The Amazing Spider-Man!

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