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Pezzi di cinema: Il ritorno dei morti viventi (1985)

Di Marco Triolo

Dobbiamo ringraziare il magico mondo delle beghe legali se possiamo sfoggiare Il ritorno dei morti viventi nella nostra videoteca. Facciamo un passo indietro prima (flashback, direbbero i cineasti): in questo odierno appuntamento appuntamento con Pezzi di cinema, proseguiamo nel parlarvi dei lavori di Dan O’Bannon con un film che non è altro se non una pellicola stile Troma girata con un bel po’ più di soldi. Ma questa non vuole essere una critica, anzi: adoro personalmente i film di Lloyd Kaufman e userò questa rubrica per parlarne, in futuro. La frase significa semplicemente che Il ritorno dei morti viventi è una versione horror-comico-demenziale dell’universo dei Morti Viventi creato da George A. Romero e dallo sceneggiatore John Russo ne La notte dei morti viventi, film seminale in tutti i sensi.

Tornando alle beghe legali, è proprio dal divorzio creativo tra Romero e Russo che nasce Il ritorno dei morti viventi. Il risultato migliore di una separazione che più avanti ci avrebbe anche regalato il deprecabile rimontaggio de La notte, voluto da Russo e spacciato come l’edizione del trentennale del capolavoro di Romero. Evitatelo come la peste! Il ritorno deriva invece da un racconto scritto da Russo, che aveva detenuto i diritti dei titoli con le parole “Living Dead”, tanto è vero che i successivi capitolo della saga di Romero si chiamano tutti “…of the Dead”, ci avevate fatto caso?

Quando O’Bannon sale a bordo del progetto, lo fa per sostituire Tobe Hooper, che avrebbe dovuto inizialmente realizzare la pellicola in 3D (ma pensa, anche allora…). O’Bannon accetta di dirigere a patto di poter riscrivere totalmente la sceneggiatura: ne esce qualcosa di totalmente diverso dal racconto di John Russo, e il regista spinge sul pedale dell’umorismo per differenziare il suo film da quelli di Romero. Così gli zombie sono piuttosto veloci, parlano (la loro parola preferita è “Cervelli”, pronunciata con malcelata libidine) e sono molto più intelligenti di quelli romeriani. Basti citare la scena in cui, dopo aver trovato un’ambulanza e aver pasteggiato con gli occupanti, i morti viventi chiamano alla radio l’ospedale e chiedono “Mandate. Più. Paramedici”.

Insomma, O’Bannon ha la geniale idea di infondere alla saga horror più catastrofica di sempre una bella dose di commedia slapstick, e così rende la sua pellicola memorabile molto più degli innumerevoli emuli di papà Romero. Davvero ammirevole.

A seguire, ben due clip, perché sono brevi brevi. La prossima volta, proseguiamo con gli zombi!


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