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Cannes 2011, la disperata ricerca degli inviti

Cannes 2011, la disperata ricerca degli inviti

Di Andrea D'Addio

A Cannes il pubblico non è ammesso, non ci sono biglietti in vendita. Per ogni film della selezione ci sono due proiezioni per la stampa (salvo rare eccezioni per cui ce ne è una sola), una “ufficiale” alla presenza del cast nel Gran Teatro e una qualche giorno dopo per i giornalisti ritardatari e tutti gli altri accreditati (produttori, distributori, esercenti ecc). Tra i festival europei è l’unico a non avere dei botteghini aperti a tutti, chi viene a Cannes per vedere un po’ che aria tira durante la manifestazione non ha la possibilità di vedersi una pellicola selezionata, al massimo deve recarsi in uno dei tanti cinema commerciali al centro cittadino. Non è un festival per tutti, il pubblico è lì per osannare, per immortalare con cellulare, foto o videocamera il passaggio della star di turno. Film o non film da vedere viene lo stesso, poco importa. Per loro però una possibilità di entrare in sala c’è e risiede nella magnanimità di quelle persone che hanno uno o più inviti in più per una proiezione e che hanno voglia di regalarli. E così fin dalle prime ore del mattino, gente di ogni tipo, dalla ragazzina che vuole vedere Johnny Depp per I pirati dei Caraibi 4 alla signora anziana che si porta una sedia e sulle ginocchia appoggia una lavagna con la scritta in gesso “Un invito per favore”, passando per il ragazzo in frac e occhiali scuri che se non l’avessi visto con un foglio in mano alla ricerca anche lui di un biglietto, avresti pensato che era un attore pronto a sfilare sul tapis rouge.

C’è di tutto ed è una vera e propria guerra. Chi esce dal Palais (dove ci sono i vari schermi del festival, le sale stampe e il mercato), viene letteralmente subissato di richieste. L’importante è attirare l’attenzione. Le belle ragazze (che qui a Cannes durante il festival sono tantissime, difficile che in altre parti del mondo ci sia una concentrazione analoga di bellezze su cui lo sguardo dei tanti uomini rimangono attaccati per interi minuti di meditazione) sanno bene quali armi giocare e così è difficile che siano costrette a tornare a casa a mani vuote, mentre per tanti altri il successo può dipendere da un cartello particolarmente simpatico o dalla semplice fortuna di trovarsi nel momento giusto davanti la persona giusta. C’è chi staziona nelle strade laterali sperando che di lì passi il potenziale benefattore, c’è chi si veste in maniera colorata ed estravagante e si fa scattare le foto accanto ai passanti e c’è chi è già elegantissimo perché nel caso in cui riuscisse a ricevere un invito non potrebbe entrare in sala se fosse vestito con un paio di jeans.

Gli inviti hanno vaire origini. Ci sono delegazioni di film a cui sono stati dati un numero di biglietti superiore a quello di cui necessitavano, ci sono professionisti del settore che hanno potuto ritirare qualche giorno prima un invito dalla segreteria del festival, ma poi si rendono conto che non hanno il tempo per assistere alla proiezione così come giornalisti che hanno saltato le altre opportunità di visione della pellicola, hanno chiesto un invito per loro all’ufficio stampa perché dicono di dovere scrivere assolutamente di quella pellicola, ma poi o per conquistare il numero di telefono di una delle belle ragazze di cui sopra o perché davvero capita un contrattempo, cedono l’ambito cartoncino.

Spesso ci si domanda il perché le proiezioni dei film serali nei festival, Cannes come Venezia, siano generalmente accolte in maniera migliore rispetto a quelle della stampa. E’ vero che il cast in sala rende l’atmosfera unica, che molte poltrone sono occupate da chi ha un interesse economico per la buiona riuscita del prodotto, e che si applaude non solo per la qualità del film, ma anche per celebrare un momento (“mi trovo in questo luogo in questo istante e me lo ricorderò per tutta la vita”), ma nel battere le mani di tanti ragazzi, mamme, papà, amici, nonni, figli, belle ragazze e nipoti, c’è anche la semplice soddisfazione di avercela fatta, di essere entrati nonostante l’attesa, i cartelloni, il vestito elegante e il rischio di avere percorso decine o centinaia di kilometri solo per vedere dieci secondi di tappeto rosso. Sono loro i veri eroi dei festival.

Vi ricordo che per conoscere tutte le ultime news dal Festival e dal mercato di Cannes, vi basta cliccare sulla nostra scheda sul database (la trovate a questo link).

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