L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 
L'annuncio si chiuderà tra pochi secondi
CHIUDI 

26esimo Torino GLBT Film Festival, 80 Egunean e We Were Here

Di Leotruman

Screenweek sta seguendo da molto vicino il 26esimo Torino GLBT Film Festival, la manifestazione a tematica omosessuale (e non) più importante d’Europa che proietta proprio in questi giorni nelle sale del Cinema Massimo, ai piedi della Mole Antonelliana, oltre 120 lavori provenienti da 39 paesi del mondo.

Tanti i film in concorso, tantissime le sezioni del Festival dedicate a cortometraggi, documentari, temi sociali, moda e anche per celebrare i 150 anni dell’Unita d’Italia.

Le proiezione della giornata di sabato sono state molto interessanti e il pubblico è intervenuto numeroso facendo registrare il tutto esaurito in diverse proiezioni. Ecco la prima parte di cosa è accaduto al Festival proprio ieri.

La prima pellicola proiettata nel pomeriggio è già ritenuta come probabile vincitrice del concorso tanto calda è stata l’accoglienza di critica e pubblico in sala.

Si tratta di 80 Egunean (For 80 Days) una pellicola spagnola dei registi Jon Garano e José Mari Goenaga girata non solo nei Paesi Baschi ma anche in lingua basca.

E’ la storia di Axun, una donna di settant’anni che assiste l’ex-marito della figlia che è in coma. Per caso nella stessa stanza d’ospedale rincontra Maite, la sua migliore amica dell’adolescenza, anche lei in ospedale per assistere il fratello. Non si vedono da 50 anni e nonostante abbiano condotto vite totalmente differenti (contadina e moglie la prima, e insegnante di conservatorio la seconda) il loro rapporto riprende vita come nessuna delle due si sarebbe forse mai aspettato.

Ricominciano a cercarsi e frequentarsi e Axun torna ad essere viva dopo decenni di routine e di perenne insoddisfazione. Inizia, con il passare dei giorni (80 quelli seguiti dall’arco narrativo, più un epilogo) a nascere un sentimento molto forte: ma qual’è il confine tra desiderio e amicizia?

La pellicola potremmo soprannominarla “Non è mai troppo tardi… nei Paesi Baschi” e sorprende per la sua delicatezza ed umiltà. La genuinità deriva per buona parte dall’ottima scelta dell’intero cast, visto che la quasi totalità degli attori aveva avuto solo piccole esperienze teatrali o televisive. I toni si alternano tra dramma e commedia (le risate non mancano) senza mai cadere nello stereotipo o utilizzando facili trucchetti per compiacere gli spettatori.

Uno dei registi, presente in sala, ha rivelato che la prima bozza della sceneggiatura prevedeva delle protagoniste trentenni e l’originale scelta di convertirla per delle settantenni non può che essere approvata (anche se ha ammesso che non è stato affatto semplice trovare delle attrici di quell’età che fossero in grado di recitare un tale ruolo e soprattutto in basco).

Colpisce profondamente e rimane il senso di responsabilità della protagonista (Itzuar Aizpuru) che saprà compiere la scelta giusta al momento giusto, nel rispetto di tutte le persone a cui vuole bene e che le vogliono bene. Con la mania dei remake americani di film stranieri mi aspetto minimo una pellicola in arrivo con Judi Dench ed Helen Mirren .

Proiezione altrettanto interessante quella di We Were Here, documentario americano di David Weissman presentato in concorso nella sezione dedicata.

San Francisco fine anni ’70, una delle comunità GLBT più unite al mondo si trova a dover affrontare la nascita di un’epidemia misteriosa che colpisce principalmente i maschi omosessuali. Ci vorrà qualche anno prima che al “cancro gay” venga affidato il nome di Aids, l’epidemia che da 30 anni affligge il mondo intero.

Attraverso le testimonianze di cinque sopravvissuti e di un accurato materiale visivo dell’epoca (fotografico e in Super8) si ripercorrono quei primi anni che portarono alla rivoluzione dei costumi sessuali (non solo omo ma anche eterosessuali), alla creazione di modelli assistenziali sanitari spesso nati dalla tenacia di amici e parenti di persone malate o defunte, alla presa di coscienza della malattia e della reale concretezza e “potere” della comunità gay a San Francisco e nel mondo.

Se Milk di Gus Van Sant (il film che ha regalato l’Oscar a Sean Penn qualche anno fa) ci aveva permesso di conoscere la nascita del quartiere Castro e San Francisco e le battaglie politiche per i diritti dei gay avvenute negli anni ’70, il documentario possiamo considerarlo come un triste sequel: proprio poco dopo la morte di Milk (il cui nipote, tra l’altro consigliere dell’amministrazione Obama, sarà qui al Festival nei prossimi giorni) iniziò a manifestarsi la terribile epidemia.

E’ la prima volta forse che la città californiana viene così esplicitamente presentata e paragonata ad un fronte di guerra: migliaia i morti nel giro di pochi anni e le intense testimonianze di questi protagonisti oculari delle vicende di Castro sono perfettamente comparabili a quelle dei sopravvissuti dei più celebri conflitti militari, presentate in non poche occasioni sul piccolo e grande schermo.

Una pellicola per non dimenticare e per preservare un’importante memoria storica, che può essere solo d’aiuto alle nuove generazioni per apprezzare pienamente l’eredità che è stata lasciata da coraggiosi protagonisti, come quelli che sono stati presentati nel documentario (e per evitare di dare troppe cose scontate). Sarebbe da proiettare in tutte le scuole perché è una storia che rappresenta l’intera popolazione e non solo la comunità omosessuale.

Vi do appuntamento nel pomeriggio per il resoconto della seconda parte della giornata. Vi ricordo che tutte le informazioni sul Festival le potete trovare nella nostra pagina evento dedicata.

SEGUICI SU TWITCH!

ASCOLTA I NOSTRI PODCAST!

Vi invitiamo a scaricare la nostra APP gratuita di ScreenWeek Blog (per iOS e Android) per non perdervi tutte le news sul mondo del cinema, senza dimenticarvi di seguire il nostro canale YouTube ScreenWeek TV. ScreenWEEK è anche su Facebook, Twitter e Instagram.

LEGGI ANCHE

Zack Snyder’s Justice League – Ecco il concept art di Kilowog 18 Aprile 2021 - 18:00

Jerad S. Marantz ha svelato il suo concept art per Kilowog in Zack Snyder's Justice League, dove la Lanterna Verde appare in un cameo.

Shang-Chi – La pagina Twitter è stata aggiornata, i fan sperano nel trailer 18 Aprile 2021 - 17:00

Il profilo Twitter di Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings è stata aggiornata, e i fan sperano che la Marvel sveli il primo trailer.

Grey’s Anatomy: primo sguardo al ritorno di Sarah Drew nel ruolo di April Kepner 18 Aprile 2021 - 16:00

La stagione 17 di Grey’s Anatomy è pronta per ospitare un ritorno che sicuramente farà la gioia di tutti i fan: quello di Sarah Drew nel ruolo del Dr. April Kepner.

Il film di Gundam: la seconda (ma in realtà terza, e pure quarta) sortita live action del Mobile Suit Bianco 15 Aprile 2021 - 17:00

Storia breve di come un anime flop è diventato uno dei simboli pop più celebri del Giappone e un'industria pazzesca. E delle paure che un film hollywoodiano ora si porta dietro.

MCU: chi sono e da dove vengono Ayo e le altre Dora Milaje di Wakanda 14 Aprile 2021 - 9:27

Le origini nei fumetti Marvel (e la storia VERA) delle Dora Milaje di Black Panther, riapparse ora in The Falcon and the Winter Soldier.

LOL – Chi ride è fuori, i comici italiani e la TV giapponese 9 Aprile 2021 - 14:37

Si è concluso ieri su Amazon Prime Video LOL, chi ride è fuori, game show a puntate che ha suscitato polemiche e discussioni su cosa fa ridere e cosa no.