Sono tantissime le cose da dire e da valutare in un film come questo che, dietro la sua apparente semplicità, riesce ad entrare nel cuore delle persone in modo indelebile.
In Winnie the Pooh, sicuramente la bellezza e la semplicità dei suoi personaggi, aiuta ad affezionarsi a loro, ma ci sono motivi ben più consistenti, perchè questo orsetto così buffo ed i suoi amici un pò strampalati, dopo tutti questi anni, riescono ancora a far breccia nel cuore di molti!

Vedendo la pellicola, ci si rende conto che l’intento da parte di Stephen J. Anderson e di Don Hall, è quello di creare un film in grado di colpire diverse generazioni, quella dei bambini, delle loro sorelle o fratelli più grandi e anche quella dei genitori.
Effettivamente ognuno, in base alla sua generazione ed al suo grado di comprensione, può ricavare emozioni e sensazioni da questa storia intitolata appunto Winnie the Pooh, Nuove avventure nel Bosco dei 100 Acri!

La cosa che più di ogni altra mi ha colpita favorevolmente è la semplicità e la trasparenza dei personaggi.
Le loro personalità sono così ben delineate, che ognuno di loro rappresenta una determinata caratteristica, creando, insieme, le diverse faccie di una sola personalità adulta.
Riflettendo attentamente infatti possiamo affermare che Pimpi sia la paura; Tappo la volontà di controllare e gestire le situazioni; Pooh l’innocenza del bambino; Ih Ho il pessimismo, Uffa il desiderio di essere sempre all’altezza delle situazioni, Tigro lo spirito d’avventura e così via…
Questo film, oltre ad essere un ottimo intrattenimento per i più piccini, può aiutare noi adulti ad osservare le diversità dei caratteri e delle personalità e può farci tornare un pò indietro negli anni.
Mentre assistevo alla proiezione, mi sono sentita avvolta in una piacevole atmosfera che mi ha fatta tornare con la memoria alla mia infanzia, alle mie sciocche paure, che quand’ero piccola sembravano però insormontabili…alle avventure che inventavo con mio fratello e la mia più cara amica, in cui tutto si animava ed i miei pupazzi, così come quelli di Christofer Robin, diventavano personaggi viventi e parlanti…

Altro aspetto significativo ed originale, che sono sicura incontrerà il consenso del pubblico, riguarda il gioco che si crea tra il testo del libro, i personaggi e la voce narrante.
Questo intreccio rende ben chiaro ai bambini e agli adulti, che i personaggi prendono vita da un racconto scritto, per l’esattezza quello di A.A. Milne e, grazie alla fantasia di un bambino, Christofer Robin, figlio di A.A. Milne per l’appunto, diventano i personaggi di mille avventure.
Il concetto viene supportato anche dai primi minuti del film, realizzati con la tecnica della live action, in cui si vede la stanza di Christofer Robin popolata dai personaggi di peluche di Tigro, Pimpi, Ih Ho, Winnie, Kanga e Ro.
Prima dell’uscita di Hop, abbiamo dedicato molti post a film che portano sullo schermo una tecnica mista di live actione ed animazione e abbiamo parlato del fatto che questa tecnica aiuta ancora di più il bambino a rendere viva la propria fantasia e, nello stesso tempo, a stabilirne i confini.

Per concludere vorrei agiungere un commento molto positivo sul fatto che questi personaggi siano stati interamente realizzati con carta, matita ed acquerello e riescono a catturare l’essenza dei film del passato.
In un cinema d’animazione ultra moderno, con strabilianti effetti speciali, con il 3D e quant’altro, fa proprio bene fare un salto indietro e gustarsi qualcosa di semplice e raffinato come questa pellicola!
ATENZIONE CONTIENE SPOILER
La storia di Winnie the Pooh Nuove avventure nel Bosco dei 100 Acri, si svolge, come tutte le storie di Pooh e dei suoi amici, nell’arco di una giornata.
Pooh si sveglia con una gran fame e subito si mette alla ricerca di miele, dopo essersi accorto che tutta la sua scorta è terminata.

Incontra Ih Ho che è più depresso del solito e se ne sta dentro la sua casetta. Pooh, allora, spinto dalla fame, entra nella casetta e cerca del miele, ma nel fare questo si rende conto che a Ih Ho manca la coda!
Subito dopo aver incontrato il saggio Uffa, insieme si rivolgono a Christofer Robin.
Il bambino prepara dei piccoli manifesti e li fa sparpagliare nei dintorni, gli altri amici di Pooh, nel leggere dell’emergenza, si radunano immediatamente e cercano di aiutare Ih Ho.
https://www.screenweek.it/film/23375-Winnie-The-Pooh-Nuove-avventure-nel-Bosco-dei-100-Acri/galleria/115197
Al posto della coda del piccolo asinello, viene proprio attaccato di tutto, ma nulla sembra essere la sua coda o, quanto meno, qualcosa che la sostituisca degnamente!
Pooh allora torna alla casa di Christofer Robin, ma il bambino non c’è ed ha lasciato un biglietto con su scritto: torno subito, sono preso, appresto!
Ovviamente voleva semplicemente dire che era occupato e sarebbe tornato subito, ma siccome sappiamo tutti che a Pooh non piace molto pensare, l’orsetto corre da Uffa che interpreta il messaggio come una richiesta di aiuto da parte del bambino, catturato da un certo mostro di nome Appresto!
Inizia così la ricerca di Christofer Robin da parte della banda al completo.
Tigro si maschera e decide di cercare il mostro nel bosco, Ih Ho, in un primo momento va con lui, ma poi si unirà agli altri e Pooh, preso dalla sua voglia matta di miele, nel bel mezzo del cammino, si mette a sguazzare in una pozzanghera fangosa, convinto che si tratti di una vasca piena di miele dorato!

Proprio la sua voglia di miele, gli fa dimenticare della trappola costrutita per catturare il presunto mostro che, come esca, ha appunto un vasetto di miele, ovviamente vuoto!
Pooh si avventa su tale vasetto e finisce nel cadere nella buca. Così ricoperto dalla tovaglia usata per coprire la buca, con un vasetto conficcato nella testa, Pooh comincia a gemere e chiamare. I suoi amici vengono così attirati da quel suono e credono si tratti del mostro, ma scoprono che in relatà si tratta solo dell’oresetto.
Per tirarlo fuori da lì, Tappo decide di usare la coda provvisoria di Ih Ho che nel frattempo li ha raggiunti e che altro non è, che un’ancora pesantissima…
Quando lanciano la coda nella buca, ovviamente vengono tutti trascinati dentro la buca, tranne il piccolo Pimpi, a cui viene affidato l’incarico di andare a chiamare Christofer Robin.
Il maialino è terrorizzato all’idea di dover attraversare il bosco per via del mostro, in più avrà anche un incontro ravvicinato con Tigro, che mascherato in quel modo, fa proprio paura!

Pimpi, ritrova il palloncino rosso che era stato usato come coda per Ih Ho e si aggrappa alla cordicella, Tigro lo segue e anche loro due finiranno nella buca con gli altri.
Nel cadere Pimpi ed il suo palloncino rosso, hanno trascinato con loro le lettere del libro da cui si legge la storia che i personaggi interpretano e Pooh, sempre più affamato e desideroso di miele, le usa pre creare una sorta di scala…

Finalmente sono tutti fuori, Christofer Robin li raggiunge e spiega loro il malinteso. Il premio in palio per chiunque avesse risolto la faccenda era una vasetto ricolmo di miele, Pooh crede di esserselo meritato, ma Tappo decide di premiare il palloncino rosso che vola via con il suo vasetto di miele legato alla cordicella.
A questo punto Pooh è davvero tropp affamato e si reca a casa di Uffà a chiedere un pò di miele.
Quando suona il campanello di Uffa, si rende conto che la coda di Ih Ho è appesa alla corda della campana di Uffa. Finalmente Pooh potrà aiutare il suo amico Ih Ho!
Prende la coda, rifiutando anche il miele di Uffa, corre da Ih Ho ed insieme vanno da Christofer Robin che la rimette esattamente al suo posto e premia il piccolo orsetto con un vasetto gigante piene di buonissimo miele in cui Pooh si tuffa contento!