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Kick-Ass, la recensione in anteprima

Di Gabriele Niola

Kick-Ass Poster ItaliaRegia: Matthew Vaughn
Cast: Nicolas Cage, Lyndsy Fonseca, Chloe Grace Moretz, Mark Strong, Christopher Mintz-Plasse, Aaron Johnson, Clark Duke, Evan Peters, Elizabeth McGovern, Corey Johnson
Durata: 117 minuti
Anno: 2010

Atteso da molti, scaricato da altri, nei più di 12 mesi che hanno separato l’uscita americana di Kick-Ass e quella italiana (che ad un certo punto sembrava non sarebbe più arrivata), ora il film esce nelle nostre sale, senza il doppiaggio scandoloso che spesso è ritenuto necessario in casi simili. Arriva normalmente in sala, con un trailer normale e un numero di sale normale (più un divieto ai minori di 14 anni che era ampiamente previsto). Insomma un’uscita normale, che è un fatto straordinario.

Kick-Ass è un’instant-adaptation (termine da me coniato or ora), un film che si basa su un fumetto uscito solo due anni prima, dallo stesso autore da cui è stato tratto Wanted. Ancora una volta quindi ci si trova di fronte ad un film che adatta un fumetto che riflette sui fumetti, il loro tipo di storie e il concetto di eroismo che quel medium solitamente veicola.
In un momento storico in cui i supereroi vengono sfruttati fino all’ultima goccia d’oro dal cinema, l’evoluzione delle loro figure archetipe sembra andare quasi di pari passo con quella che è stata l’evoluzione su carta (Watchmen e Il cavaliere oscuro hanno portato al cinema mutamenti che il fumetto aveva recepito tra gli anni ’80 e ’90, ora Kick-Ass aggiorna la questione).

Il buono è che il film è un vero film, cioè non sente la sudditanza delle pagine disegnate, è organizzato come una teen comedy (benchè particolare) e sa essere in tutto e per tutto autonomo. Per autonomo si intende che non vuole ricalcare le tavole come fa (e magistralmente!) Scott Pilgrim, ha un umorismo fortissimo e molto calcato sulle caratteristiche esclusive del cinema (montaggio interno ed esterno, scenografia, recitazione….) e che, oltre ad inserirsi nel filone degli eroi mascherati, è anche in linea con i generi prettamente filmici.
Kick-Ass è infatti una parodia-seria, nella scia di film come L’alba dei morti dementi, cioè un film che prende in giro un genere senza però essere totalmente demenziale e senza senso come gli spoof di Mel Brooks. Il film di Matthew Vaughn è un film che aderisce al genere a tutti gli effetti, ma facendolo ha sufficiente autoironia da ridere di sè e degli stereotipi che mette in scena.

Ma la parte migliore è il modo in cui sa anche prendersi sul serio. Le idee di cui si fa portatore e il modo in cui le porta, sono degne di miglior causa e spesso funzionano meglio che in altri casi. “Come molti altri adolescenti io semplicemente esistevo” dice la voce fuoricampo del protagonista in un momento di rara sincerità cinematografica, “Ora so perchè non capivo come mai nessuno abbia mai provato a fare l’eroe mascherato, non avevo nulla a cui tenessi davvero” è un’altra che accompagna tutto il concetto portante degli eroi mascherati come disperati senza nulla a cui tenere (o che hanno perso ciò a cui tenevano), veicolato con l’abilità dei casi migliori. Il miscuglio tra violenza efferata e comicità (riassunto perfettamente nella scena esilarante del padre che spara alla figlia di 11 anni per testare il giubbotto antiproiettile) è efficace ed inedito nel cinema occidentale.
Insomma Kick-Ass è un film avanti per i suoi tempi che (si spera) annuncia un cambio di tendenza e (magari) la fine di questo quasi-decennio di comicsploitation.

Troppo tardi o ancora in tempo? Ha senso per un film simile uscire con tale ritardo rispetto agli Stati Uniti? Potrà incassare da noi? Qui le altre critiche


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