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La tassa di 1 euro sul cinema è legge: si parte dal 1 luglio 2011

Di Leotruman

Era l’11 febbraio quando vi avevamo parlato della proposta del Governo di introdurre una tassa sul cinema di 1 euro a biglietto (qui il post).

La burocrazia italiana il più delle volte ha tempi infiniti, ma in questo caso essendo contenuta nel grande calderone del decreto “milleproroghe” (che contiene tante altre “perle”) la sua trasformazione in legge è stata “lampo”!

Dopo l’approvazione del Senato, anche la Camera dei Deputati ha approvato il decreto, che è ritornato ieri al Senato per l’approvazione definitiva. 159 voti favorevoli e il decreto diventa a questo punto legge.

La novità che ci interessa (e penalizza di più) è l’introduzione della Tassa sul Cinema:

Dal 1° luglio 2011 al 31 dicembre 2013, per l’accesso a pagamento nelle sale cinematografiche, è previsto un contributo speciale di 1,00 euro a carico dello spettatore, che sarà versato allo Stato. Un decreto interdirigenziale dei ministeri per i Beni e le attività culturali e dell’Economia e delle finanze disciplinerà le procedure di riscossione e di versamento del contributo”

Ma dove andrà finire il nostro sudato euro? Finirà in un fantomatico Fondo per la produzione, la distribuzione, l’esercizio e le industrie tecniche che è stato istituito nel 2004. Servirà per produrre anche nuove opere italiane di registi emergenti e non (?).

Durissima la reazione da parte dell’Anec (Associazione Nazionale Esercenti Cinema). Leggiamo la dichiarazione di Valter Casini, presidente di Anec Lazio, che afferma di essere pronto a dure azioni di contrasto:

“Qualora il prelievo forzoso a carico degli spettatori dovesse essere confermato, i cinema Anec Lazio sono pronti non solo a utilizzare ogni strumento di informazione nei confronti dei loro spettatori, ma soprattutto a mettere in atto qualsiasi azione di contrasto dura e a tutti i livelli contro questa tassa iniqua e senza precedenti”.

Anche Anec Toscana ha definito la tassa:

iniqua: perché colpisce solo uno dei soggetti, l’esercizio

contraria ai principi del Premier (“più amore, meno tasse”)

inutile: perché non risolve quantitativamente il problema del futuro del cinema

illiberale e illecita

discriminatoria: perché non rispetta i principi di equità fiscale fra i cittadini

contro i principi fondamentali della comunità europea.

E’ già pronto un volantino da distribuire (qui a fianco la miniatura) al fine di informare gli spettatori su cosa succederà dal 1 Luglio 2011 e sulle cause di tutto ciò.

Cosa aspettarci adesso?

Durissime battaglie da parte degli esercenti, che minacciano di non proporre più nei loro cinema pellicole italiane, biglietti nel cinema con stampata sopra l’immagine di Berlusconi per informare perché il biglietto del cinema è più salato, e tante altre iniziative di cui vi renderemo partecipi nelle prossime settimane e mesi.

Ancora una volta saranno i pesci più piccoli a pagare, e non intendo solo il povero spettatore (il biglietto arriverà a 9 euro in alcuni cinema??) ma anche le piccole sale cinematografiche (non le parrocchiali perché, Dio vuole, sono esenti dalla tassa) di cui molte avranno probabilmente perdite consistenti e saranno a rischio chiusura.

Voi che cosa ne pensate? Cosa siete disposti a fare per dare battaglia a questa legge ingiusta?

Vi consiglio di partecipare all‘iniziativa su Facebook dedicata al NO ALL’EURO IN PIU’ AL CINEMA (qui il link).

Fonti: eduesse, teleconsul

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